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    “Cura Italia”: ecco i bonus previsti per lavoratori autonomi, stagionali e titolari di partita Iva

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 16 Mar. 2020 alle 17:09 Aggiornato il 16 Mar. 2020 alle 23:00

    “Cura Italia”: bonus per lavoratori autonomi, stagionali e partite Iva

    Via libera ai 25 miliardi per far fronte all’emergenza Coronavirus del “decreto Cura Italia”, approvato dal consiglio dei Ministri oggi lunedì 16 marzo. Il cosiddetto “extra budget”, che comporterà uno scostamento del rapporto deficit/Pil pari al 3,3 per cento, servirà a finanziare misure straordinarie per contenere le conseguenze economiche dell’emergenza e sostenere famiglie, lavoratori e imprese.

    Tra queste, l’allargamento della cassa integrazione, permessi extra ai genitori, sostegno alle famiglie, sgravi fiscali per lavoratori autonomi e stagionali e indennità per i lavoratori che nel mese di marzo si son dovuti recare in sede nonostante le norme restrittive anti contagio. A questi ultimi, che non hanno usufruito dello smart working e non rientravano nelle attività “fermate” dai due decreti del Presidente del Consiglio dei ministri sulle misure di contingentamento, spetterà un bonus di 100 euro “da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese”, recita il decreto.

    “Cura Italia”: bonus di 600 euro per autonomi, stagionali e partite Iva

    Nella misura è prevista anche un’indennità per i lavoratori autonomi, i lavoratori stagionali nel campo del turismo e dell’agricoltura e i titolari di partite Iva, tra i più colpiti dall’emergenza Covid-19 e dal fermo della maggior parte delle attività per via dell’isolamento. Il “Cura Italia” decreta che ai liberi professionisti titolari di partita Iva e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sia riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.

    La stessa somma sarà garantita ai lavoratori autonomi, che lavorano nel campo del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. “Cerchiamo di dare una risposta ai lavoratori autonomi che non dispongono della cassa integrazione: avranno per il mese di marzo un sostegno di 600 euro per le loro esigenze minime, di sopravvivenza. Chiediamo però che chi non ne ha bisogno non le chieda perché l’onere è gravoso”, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

    Titolari di partite Iva e co.co.co.

    Per quanto riguarda i titolari di partita Iva e i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione, questi per ottenere il bonus di 600 euro previsto dal “Cura Italia” dovranno essere attivi dalla data del 23 febbraio 2020 e non essere titolari di altre forme previdenziali obbligatorie.

    Dipendenti stagionali

    Per aver diritto al bonus di 600 euro, i dipendenti stagionali e del turismo devono aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della disposizione, e non essere titolari di altre forme di lavoro dipendente o titolari di pensione.

    Lavoratori agricoli e dello spettacolo

    Per quanto concerne invece i lavoratori agricoli, questi  devono aver effettuato nel 2019 almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo e non devono essere titolari di pensione. Infine, per quel che riguarda i lavoratori dello spettacolo, questi devono possedere un reddito non superiore ai 50mila euro, devono avere almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 e non devono essere titolari di pensione. Per ottenere il bonus, che non concorre, come per le altre indennità contenute nel decreto, alla formazione del reddito, bisognerà rivolgersi all’Inps.

    Il decreto “Cura Italia” ha assorbito quasi l’intera dote dei 25 miliardi stanziati per far fronte all’emergenza Coronavirus, finanziati in deficit per 20 miliardi. L’effetto leva, come ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel collegamento da Palazzo Chigi, sarà di circa 350 miliardi. Ad aprile seguirà un secondo intervento in cui saranno probabilmente prorogate le misure adottate con questo primo decreto.

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