Il premier Conte e le nomine Ue: “Poteva andare ben peggio”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 4 Lug. 2019 alle 15:07
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Conte nomine Ue, il premier commenta: “Poteva andare ben peggio”

PREMIER CONTE NOMINE UE – Dopo aver superato l’ostacolo della procedura d’infrazione e a conclusione della partita delle nomine Ue il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si dice soddisfatto, nonostante le forze che sostengono il suo governo abbiano un ruolo marginale nel nuovo Parlamento Ue e nonostante l’Italia esca ridimensionata, in negativo, dai nuovi equilibri. “Poteva andare ben peggio”, è il commento del professore, che sembra guardare più ai pericoli evitati che a quanto ottenuto.

Giuseppe Conte | Nomine Ue | Il premier soddisfatto

Il premier ha parlato in un intervista rilasciata al Corriere della Sera, spiegando che a suo giudizio il nostro Paese ha dato il massimo. Conte tiene in considerazione delle promesse.

“Siamo entrati nella trattativa – ha detto il capo del governo parlando del confronto con l’Ue sui conti pubblici – con una prospettiva di apertura della procedura che molti sembravano dare per scontata. Ma rispetto a dicembre del 2018, stavolta il negoziato è avvenuto su basi diverse”.

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“Non si trattava – ha spiegato Conte rispondendo alle domande di Massimo Franco – di convincere la Commissione sull’efficacia e sulla sostenibilità della nostra manovra. Bisognava far capire che maggiori entrate e risparmi di spesa prefiguravano dati contabili diversi da quelli da loro elaborati. E alla fine siamo riusciti a far prevalere i nostri dati. Sono soddisfatto del risultato, perché abbiamo tutelato l’interesse degli italiani. Numeri alla mano, non c’erano i presupposti per aprire la procedura. È vero, è stato difficile. Ma abbiamo certificato ottimi risultati su entrate fiscali, lotta all’evasione e risparmi di spesa”.

Sulle nomine Ue poi, il presidente del Consiglio sostene che l’Italia ha ottenuto “il massimo risultato”, nonostante i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini manifestino una certa delusione.

“Bisogna essere realisti. Non siamo partiti avvantaggiati, perché non avevamo la sponda delle tradizionali famiglie politiche…”, ha detto ancora Conte al Corriere. E poi: “Mi sento di dire che l’Italia ha giocato al meglio le carte a disposizione, ottenendo il massimo risultato, date le condizioni”.

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