Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Decreto Sicurezza, Consulta: inammissibili ricorsi regioni

Immagine di copertina

Decreto Sicurezza, Consulta: inammissibili ricorsi regioni

Consulta inammissibili ricorsi regioni Decreto Sicurezza – La Consulta ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle regioni sull’applicazione del Decreto Sicurezza.

A presentare il ricorso erano state sette Regioni: Umbria, Emilia Romagna, Basilicata, Marche, Piemonte, Calabria e Toscana.

A valutare inammissibili i ricorsi, invece, sono stati cinque giudici relatori, la vicepresidente Marta Cartabia, Daria de Petris, Nicolò Zanon, Augusto Barbera e Giovanni Amoroso.

Le regioni contestavano alcune delle norme presenti nel Decreto Sicurezza, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Tra queste, quelle che prevedevano la cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e il divieto di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo.

Permessi di soggiorno, protezione umanitaria, cittadinanza, Sprar: cosa cambia con il decreto

Tuttavia, la Corte ha ritenuto che queste regole siano state adottate nell’ambito delle competenze riservate in via esclusiva allo Stato.

La “rivolta” conto il disegno di legge era iniziata con alcuni sindaci, che avevano deciso di non applicare il decreto.

A guidare la fronda era stato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, seguito da altri primi cittadini come Luigi de Magistris (Napoli), Dario Nardella (Firenze), Federico Pizzarotti (Parma) e Beppe Sala (Milano).

Ben presto, alla battaglia si erano unite anche le regioni, che, a differenza dei comuni, possono ricorrere direttamente alla Corte Costituzionale senza dover passare prima da un giudice.

Ti potrebbe interessare
Politica / “Navalny era un nazifascista, no alla cittadinanza onoraria”: la protesta a Reggio Emilia
Politica / Lascia il consiglio comunale per allattare, candidata del Pd attaccata dalla Lega: “Come potrà fare il sindaco?”
Politica / Terzo mandato, bocciata la proposta leghista per i governatori. Si spacca la maggioranza
Ti potrebbe interessare
Politica / “Navalny era un nazifascista, no alla cittadinanza onoraria”: la protesta a Reggio Emilia
Politica / Lascia il consiglio comunale per allattare, candidata del Pd attaccata dalla Lega: “Come potrà fare il sindaco?”
Politica / Terzo mandato, bocciata la proposta leghista per i governatori. Si spacca la maggioranza
Politica / Cellulari in classe, Valditara: “Sconsigliato l’uso dalla scuola d’infanzia alla scuola media”
Politica / Rapporti Putin-Lega, pronta una mozione di sfiducia contro Salvini
Politica / Ponte sullo Stretto, aperta un’inchiesta sul progetto del ministro Salvini
Politica / Morte Navalny, Tajani: “Per Salvini serve chiarezza? Per me è indubbio che è stato fatto morire”
Politica / Sindaco nega cittadinanza a marocchina che vive in Italia da 21 anni: “Non sapeva rispondere a ‘Come ti chiami'”
Politica / Salvini: “Navalny? Capisco sua moglie, ma la verità la fanno medici e giudici”
Politica / Piantedosi: “Identificazione di chi deponeva fiori per Navalny? Non è un dato che comprime la libertà personale”