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Consulenza fantasma, la sindaca di Torino Chiara Appendino indagata per concorso in peculato

Di Donato De Sena
Pubblicato il 16 Giu. 2019 alle 08:09 Aggiornato il 16 Giu. 2019 alle 08:12
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Immagine di copertina

Chiara Appendino indagata | Sindaca di Torino | Concorso in peculato | Consulenza fantasma

Una grana giudiziaria per la sindaca di Torino. Chiara Appendino è indagata per concorso in peculato in merito alla consulenza fantasma del suo ex portavoce, Luca Pasquaretta. Secondo i pm Enrica Gabetta e Gianfranco Colace a Palazzo Civico tutti sapevano del contratto che il collaboratore della prima cittadina aveva ottenuto dalla Fondazione per il Libro (la fondazione che organizza il Salone del Libro) per aiutare nella comunicazione il presidente, Massimo Bray.

La sindaca di Torino Chiara Appendino indagata | I pm sospettano il concorso in peculato

Dell’indagine nei suoi confronti ha parlato la stessa sindaca, dalla sua pagina Facebook. “Per trasparenza nei confronti dei cittadini – ha scritto la Appendino sul social network – vorrei rendere noto che ho ricevuto un avviso di garanzia con riferimento alle indagini per la consulenza affidata dalla Fondazione per il Libro al mio ex capo ufficio stampa per un valore di 5mila euro lordi e che lui già restituì a suo tempo”.

La prima cittadina torinese ha anche spiegato di aver fornito la sua posizione sulla vicenda: “Quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso. Nonostante questa posizione, quella consulenza venne comunque affidata dalla Fondazione”.

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E ancora: “Secondo la ricostruzione dei pm, questa consulenza non fu poi svolta dall’interessato e, per questo, viene ipotizzato il peculato. Spetterà a lui difendersi e eventualmente ai giudici stabilire chi ha ragione. Nel mio caso si ipotizza il ‘concorso’ nello stesso reato poiché, secondo i pm, la consulenza sarebbe stata affidata e pagata, cito testualmente, con il mio ‘accordo'”.  “Sono tranquilla – ha concluso Appendino nel suo post su Facebook – e, quando in settimana verrò ascoltata dai pm, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato”.

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Chiara Appendino indagata | Consulenza fantasma con assegno da 5mila euro

L’inchiesta è iniziata circa un anno fa. Il nome della Appendino si aggiunge ora a quello dell’ex portavoce Pasquaretta, che è il vero beneficiario dell’assegno da 5mila euro di Mario Montalcini, allora vicepresidente operativo della Fondazione per il Libro, e di Giuseppe Ferrari, un dirigente del Comune, nominato come supplente segretario generale della fondazione quando il predecessore era finito anche lui sotto processo. L’assegno fu prontamente restituito allo scoppio dello scandalo. I pm dubitano che Appendino non sapesse nulla della consulenza. Quindi è arrivata l’iscrizione nel registro degli indagati.

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