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    Boccia a TPI: Assistenti civici? Aiuteranno anziani e malati, altro che guardie venezuelane

    Luca Telese ha intervistato Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, dopo le polemiche scoppiate sulla figura degli assistenti civici: "Ce li hanno chiesti i sindaci. Eviteranno affollamenti e non costeranno nulla. Non sono una milizia, noi andiamo avanti"

    Di Luca Telese
    Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 07:14 Aggiornato il 26 Mag. 2020 alle 11:11

    “Ma quale guardia venezuelana? Quale polizia? Questi volontari sono come gli anziani davanti alle scuole

    Ministro Boccia si aspettava tutte queste polemiche?
    Assolutamente no.
    Dice sul serio?
    Temo che fra i critici feroci di ieri metà fossero preconcetti, e l’altra metà non hanno letto mezza riga del bando e non hanno capito cosa fanno i volontari.
    Molti dicono. Sono stati calati precipitosamente in campo dal ministro.
    Beh, ci sono gli atti. Altro che milizia di Boccia! È stato un provvedimento condiviso e costruito dentro il più classico percorso istituzionale.
    Cioè?
    Il 29 aprile ne abbiamo parlato in conferenza delle regioni.

    E poi?
    Giovedì in Conferenza unificata.
    Cioè anche alla presenza dei rappresentanti dei comuni.
    Esatto.
    E quante polemiche ci sono state in queste due discussioni?
    Mi viene da sorridere perché non mi ricordo che ci sia stata nemmeno un’obiezione.
    E come mai?
    Da un lato perché era chiaro a cosa servissero questi volontari. Dall’altro perché era una richiesta che arrivava dal basso. Raccolta e studiata per dare una risposta ad alcuni problemi, anche seri.

    Del tipo?
    L’ordinanza che abbiamo studiato e attuato il mese scorso ha permesso che mille volontari andassero nelle carceri per impedire scarcerazioni per mancanza di personale. Lo chieda a Bonafede.
    Utili, dunque, per coprire i buchi di personale che si erano creati.
    Fondamentali, direi. E anche qui il provvedimento era studiato nei dettagli perché io sono uno che fa squadra e il mio modo di lavorare è questo.
    Quale?
    Se in questa emergenza si crea un problema proviamo a risolverlo.
    Forse ha impressionato il fatto che lei avesse già una pettorina stampata con il nome dei nuovi ausiliari.
    Sarebbe il colmo. Capisco se ci criticano per un ritardo. Ma farlo se ci muoviamo per tempo.

    Forse ha impressionato il numero: un piccolo esercito.
    Perché forse non si ha dimestichezza con gli ordini di grandezza: abbiamo circa 8mila comuni. Quei volontari su tutto il territorio nazionale sono un piccolissimo aiuto fatto da persone con il cuore grande in una fase di emergenza, nulla di più.
    Perché per i sindaci? Molti hanno pensato che fossero una milizia governativa, con tanto di divisa.
    Ma stiamo scherzando? Perché hanno la pettorina? Si sta veramente pendendo il senso delle proporzioni. Hanno sempre la pettorina i volontari.
    Qualcuno dice: non possono sostituirsi alle forze dell’ordine.
    Ma è ovvio. Non è stato mai in discussione e mai lo sarà! Chi ha detto questo ha falsificato la realtà. Mi trovi un solo documento o una mia sola frase. Non l’ha mai detto nessuno e non l’ha mai pensato nessuno.
    Calenda dice che sono degli squadroni in stile venezuelano.
    Non c’è una riposta per una cosa mai esistita. Sono persone che fanno cose semplici ma fondamentali come portare la spesa o medicinali a casa di chi non può uscire.

    Oppure?
    Sei un sindaco e hai bisogno di due persone per aprire o chiudere un parco o che controllano il numero di persone di un mercato se si sta riempendo e c’è un affollamento?
    Ecco a a cosa serve un volontario.
    Bravo. Altro che guardie milizia, non scherziamo.
    Resteranno in campo, dunque?
    Abbiamo finito la riunione, con Conte, e i provvedimenti di rafforzamento della rete di volontari vanno avanti.

    Qualcuno dice: chissà quanto costeranno.
    Non costeranno nulla: costano zero! Capisco che possa dare fastidio a chi già parlava di “assistenzialismo”.
    Potranno essere anche persone che prendono il Reddito di cittadinanza.
    Certo. Molti di loro già ci hanno risposto positivamente, sono contenti di rendersi utili.
    Dopo anni in cui si diceva che non vogliono non fare nulla.
    Quei volontari è come se fossero gli anziani davanti alle scuole. Qualcuno direbbe: “Avete messo una milizia davanti alle scuole?”. No, nessuno.
    Quindi le critiche l’hanno mareggiata?
    Macché, io sono zen. Non voglio polemizzare con nessuno. I fatti smentiranno le fantasie.

    E domani cosa fa?
    Io da mesi, come lei sa, organizzo volontà di in ogni settore in cui ce n’è bisogno. Ho iniziato con i medici porterò a Bergamo, domani sono a Milano con cento infermieri.
    Un piccolo esercito.
    Sì, un esercito di pace. Combattono il virus. Non sono né venezuelani né iraniani. Sono italiani volontari. E fino ad oggi sono stati 2.300 e dobbiamo solo dirgli grazie.

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