Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:07
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Sanremo 2022, una seconda serata nel segno delle donne

Immagine di copertina

Standing ovation e lungo applauso nel ricordo di Monica Vitti. Si apre così la seconda serata della 72esima edizione del Festival di Sanremo. Una serata che, tra luci ed ombre, trova la presenza femminile al centro della scena: Laura, Elisa, Emma, Iva, Donatella, Malika, Arisa ma anche Margherita, Gaia e Lorena. Sono i nomi delle protagoniste che ieri sera, in un modo o nell’altro, hanno fatto parlare di sé tra applausi, critiche e quell’emozione che non manca mai quando si è sul palco dell’Ariston.

L’emozione a Sanremo ce l’hai e ce l’avrai sempre anche se ti chiami Laura Pausini, una che di palchi ne ha calcati e di concerti ne ha vissuti: dal Circo Massimo al Madison Square Garden, a Sanremo. La gola ti si secca anche quando hai avuto una nomination agli Oscar, vinto 1 Grammy e un Golden Globe, una che a Maggio 2022 sarà a Torino con Mika ed Alessandro Cattelan per la conduzione dell’Eurovision Song Contenst 2022. Eppure per Laura il palco dell’Ariston gioca sempre un brutto scherzo “Anche stasera mi sono emozionata…”, tanto da bere immediatamente dell’acqua dopo la presentazione di “Scatola”, il suo ultimo singolo scritto da Madame, altra grande promessa della musica. “Ogni volta che vengo qui è sempre un colpo al cuore e stasera in modo particolare perché ho presentato questa canzone… Una canzone che è un dialogo tra me e quella Laura che era lì (indica una parte di palco), su quella stella lì nel 1993.”. Per la Laura Nazionale, proprio come la chiama Amadeus, è proprio dall’Ariston che è cominciato tutto. Il punto di partenza in cui ha preso forma il sogno, di una giovane fanciulla di Faenza, quello di fa-re la cantante e girare il mondo.

L’emozione diciamolo è donna. A volte aiuta nel vivere con intensità alcuni momenti della vita, in altri è nettamente a sfavore, opacizzando quello che si sta facendo. Lo sa bene Lorena Cesarini, che non ha saputo trattenere le lacrime. Attrice romana, classe 1988, per la prima volta al Festival di Sanremo in un ruolo forse un po’ troppo azzardato, ovvero quello di essere al fianco di Amadeus, l’uomo che l’ha cercata e voluta sul quel palco. Lorena Rideva, piangeva, sospirava. Il pubblico si è diviso in chi ha compreso la sua commozione e in chi ha sollevato gli occhi al cielo. L’attrice nata a Dakar si fa coraggio, tira su il fiato e riesce a portare a termine il suo monologo sul razzismo. Camera fissa su di lei, attenzione altissima, è riuscita a prendersi il palco e anche qualche minuto di troppo. La figura della Cesarini lascia perplessità e quel: “si ok, ma perché?” Perché tutto quel vittimismo, perché quelle lacrime sempre presenti, più di paura che di gioia, perché il farsi tutte quelle domande sul colore della pelle. Andiamo avanti e guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Sei all’Ariston, sul palco più importante d’Italia, in tante vorrebbero essere lì e senza troppi perché avresti dovuto goderti di più la serata, la tua.

Fortunatamente c’è anche chi riesce a mettere da parte l’emozione trasformandola in pura energia, come Ditonellapiaga e Donatella Rettore che, con il brano “Chimica”, mettono a segno un’esibizione esplosiva risvegliando anche coloro che, a casa o in platea, stavano cedendo al sonno. Non a caso il terzo posto della serata è stato il loro. Tolti i Maneskin, il brano con l’assolo di chitarra più bello di tutto il festival, è di una signora della musica italiana: Iva Zanicchi! L’Aquila di Ligonchio, con le sue 82 primavere alle spalle, vola ancora ad altezza considerevole e affronta con gran mestiere “Voglio amarti”. E’ per lei l’applauso più caloroso del pubblico, d’altronde grinta ed esperienza sono sempre qualità apprezzatissime.

Se parliamo di grinta non si può fare a meno di non pensare ad Emma Marrone. Con il brano “Ogni volta è così”, torna a ruggire all’Ariston a 10 anni esatti dalla sua vittoria sanremese, scegliendo questa volta l’amica e collega Francesca Michelin come Direttrice d’Orchestra. Potenza ed energia hanno caratterizzato un’esibizione che non è passata inosservata e lei non è di certo una che le cose te le manda a dire. “Ogni volta è così, siamo sante o puttane. E non vuoi restare qui e neanche scappare” durante il ritornello la cantante salentina ha unito le mani formando un triangolo, simbolo di libertà. Diretta e senza filtri, porta bandiera del empowerment femminile e, strizzando l’occhio a Gianna Nannini, si aggiudica il secondo posto della serata.

Ma c’è una donna che ieri ha prevalso su tutte, anzi su tutti. Eleganza, dolcezza, coraggio e talento, in 5 lettere: Elisa La sua “O forse sei tu” è una ballad tanto raffinata quanto orecchiabile, pronta a scalare gli airpaly radiofonici. Nel frattempo, senza andare troppo oltre, Elisa si gode il primo posto di una classifica provvisoria che la nomina regina assoluta, sopra anche a chi ha fatto venire i brividi.

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Morire di giornalismo: la gerarchia dei carnefici impedisce la condanna di Israele per l’omicidio Abu Akleh
Opinioni / Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra
Opinioni / Il Medio Oriente sarà la prossima arena di scontro fra Cina e Usa, ecco perché
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Morire di giornalismo: la gerarchia dei carnefici impedisce la condanna di Israele per l’omicidio Abu Akleh
Opinioni / Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra
Opinioni / Il Medio Oriente sarà la prossima arena di scontro fra Cina e Usa, ecco perché
Opinioni / È l’algoritmo, bellezza! (di G. Gambino)
Opinioni / Altro che rieducare: il carcere porta i condannati a tornare a delinquere. Ecco perché questo modello ha fallito (di L.Manconi)
Opinioni / Salvate il soldato Berlinguer. Cari Kompagni giù le mani da CartaBianca (di G. Cuperlo)
Opinioni / Il Papa nomina la Nato? “Ma è perché non parla bene italiano”. La censura non basta più, va delegittimato (di A. Di Battista)
Opinioni / La guerra in Ucraina punta a stabilire un nuovo ordine mondiale sacrificando l'Europa sull'altare (di M. Tarantino)
Opinioni / Da oggi siamo ancora più vicini a voi lettori (di G. Gambino)
Opinioni / Pace e diritto al lavoro: così la guerra in Ucraina ha cambiato il significato del primo maggio (di P. Maddalena)