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Home » Opinioni

L’orchestra della Scala non può suonare nel salotto di casa

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Mi scuso per la premessa di carattere personale, ma la ritengo necessaria ai fini dell’argomento da svolgere: sono andato in motocicletta per ben 49 anni. A voler essere precisi, ho smesso con l’arrivo dei monopattini. Questo per dire come il mio atteggiamento verso gli utenti delle due ruote non sia certo prevenuto.

Ma c’è un ma, e questo ma è il rumore. Abitando in città, trovo imperdonabile il boato emesso da alcuni esibizionisti delle grandi cilindrate, spesso abbigliati con caschi che imitano gli elmetti nazisti. Nessuno può negare il fascino infantile della performance: sfrecciare davanti alla folla aureolati dal rombo, unici supereroi della carreggiata. Sta di fatto, però, che chi disturba il mondo circostante con il fragore del suo mezzo immagina che gli altri non esistano, o, peggio ancora, che, pur esistendo, non meritino di essere rispettati.Ho provato a descrivere queste creature asociali attraverso il termine di “alterprivi”.

Il filosofo Pier Aldo Rovatti, tuttavia, ha fatto di meglio, battezzandoli invece “egosauri”. Come che sia, si tratta di soggetti che in una società sana andrebbero immediatamente repressi, mentre, viceversa, da noi vengono lasciati liberi di disturbare il loro prossimo.Ebbene – udite udite! – in Francia hanno deciso di punirli. In un recente articolo per Lastampa.it Andrea Barsanti ha annunciato la sperimentazione di «radar anti rumore» per ridurre l’inquinamento acustico lungo le strade, con multe fino a 135 euro. L’obiettivo è scoraggiare i motociclisti e favorire i residenti che, abitando vicino a strade trafficate, sono vittime dell’inquinamento acustico.

Ora, a lungo termine, tale inquinamento può anche avere effetti sulla salute, in particolare sul fronte dei disturbi del sonno. Del resto, secondo il ministero per la Transizione ecologica, il frastuono costa alla Francia ogni anno 147 miliardi di euro, con impatti concreti sia dal punto di vista economico sia da quello sanitario. Dunque, non si tratta di una fisima o di un semplice fastidio soggettivo.

Nell’area dell’Ile de France, densamente popolata e trafficata, Bruitparif (organizzazione ambientale che monitora i livello di inquinamento acustico nell’agglomerato di Parigi) stima che il chiasso provochi la perdita di quasi 11 mesi di aspettativa di vita in buona salute.E i poveri motociclisti? Nessun problema, devono solo scegliere: silenziare le loro moto, oppure ritornare nel loro habitat naturale.

Le Harley Davidson o i chopper del film Easy rider, scorrazzano infatti nei grandi deserti degli Stati Uniti, con autostrade a sei o otto corsie. Quello è lo spazio adatto a certi formidabili ruggiti del motore, non le città europee. Ogni strumento vuole il suo teatro. Un’orchestra di cento elementi va ascoltata all’Auditorium, alla Scala, al San Carlo. Sarebbe assurdo farla esibire nel salotto di casa, no? O è un concetto troppo difficile da capire?

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