Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

“La nostra libertà non è un incidente della storia: è tempo di sognare le vite delle generazioni future”

Immagine di copertina
Credit: Ansa

La riflessione di Anita Likmeta in occasione della plenaria di aprile del Parlamento Europeo

“L’Europa non è un incidente storico”: con queste parole il compianto presidente David Sassoli ci ha lasciato la sua più grande eredità. Mi chiamo Anita Likmeta, sono arrivata in Europa 24 anni fa e sono l’incarnazione di quelle parole.

Sono una immigrata, proprio come quegli egiziani, libici, somali, etiopi che vediamo ammassati in centri di accoglienza che tanto accoglienti non sono. Sono una fra le migliaia di persone che anni fa hanno attraversato il mare Adriatico su una nave, sperando di trovare in Europa qualcosa di meglio rispetto allo scenario di morte che si lasciavano alle spalle. Vengo dall’Albania. A casa mia c’era la guerra civile: nessuno di voi qui, per fortuna finora, sa più cosa sia una guerra civile. Nessuno di voi qui sa cosa voglia dire ammazzarsi tra fratelli, tra cugini, tra vicini di casa.

Sono oggi alla plenaria di aprile del Parlamento Europeo per dirvi che neanche io sono un incidente della storia. Figlia della diaspora ebraica prima, e di quella albanese poi, l’Occidente per me ebbe da subito i colori dell’Italia: quel paese che sbirciavamo in televisione e che ci sembrava così pieno di promesse e di opportunità, per noi che facevamo i conti con la miseria più assoluta e con la devastazione morale di una dittatura spietata e paranoica.

Trovai in Italia un paese pieno di contraddizioni e di chiusure, ma straordinariamente capace di poesia e generosità. L’Italia è riuscita così a darmi quella possibilità di riscatto che non avevo avuto per nascita. E dopo l’Italia, la Francia, dove ho studiato e dove ho potuto comprendere appieno lo spazio di libertà che mi era dovuto proprio in quanto essere umano. Come me, gli ucraini non sono l’altra parte del mondo. Gli ucraini, e noi tra loro, siamo la nuova Europa. Stiamo vivendo l’esperienza dei migranti in casa nostra. Quegli altri siamo noi.

E come cittadina europea ringrazio la nostra Presidente Roberta Metsola per il gesto concreto di andare in Ucraina come rappresentante eletta democraticamente da tutti noi europei.

Perché alla fine, se rimettessimo indietro le lancette della Storia, ci renderemmo conto che questa nostra libertà non è un incidente, ma è piuttosto frutto delle speranze e dei sogni delle nostre nonne e dei nostri nonni: loro lo sapevano che solo chi parte dalle rovine e dalla distruzione può sognare i sogni delle generazioni che verranno.

L’Europa era il loro sogno, io oggi sono una realizzazione di quei sogni. E sono qui per ricordarvelo, per ricordare insieme che abbiamo un’eredità da tramandare e rinnovare: dobbiamo sognare insieme le vite delle generazioni future per come saranno, domani, negli Stati Uniti d’Europa. Gli Stati Uniti dei nostri Padri Costituenti.

Ti potrebbe interessare
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Opinioni / Tutti muti, muti tutti (di G. Gambino)
Opinioni / Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer: vi racconto chi era, fra aneddoti, battaglie politiche e il revisionismo di alcuni suoi successori
Ti potrebbe interessare
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Opinioni / Tutti muti, muti tutti (di G. Gambino)
Opinioni / Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer: vi racconto chi era, fra aneddoti, battaglie politiche e il revisionismo di alcuni suoi successori
Opinioni / Morire di giornalismo: la gerarchia dei carnefici impedisce la condanna di Israele per l’omicidio Abu Akleh
Opinioni / Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra
Opinioni / Il Medio Oriente sarà la prossima arena di scontro fra Cina e Usa, ecco perché
Opinioni / È l’algoritmo, bellezza! (di G. Gambino)
Opinioni / Altro che rieducare: il carcere porta i condannati a tornare a delinquere. Ecco perché questo modello ha fallito (di L.Manconi)
Opinioni / Salvate il soldato Berlinguer. Cari Kompagni giù le mani da CartaBianca (di G. Cuperlo)
Opinioni / Il Papa nomina la Nato? “Ma è perché non parla bene italiano”. La censura non basta più, va delegittimato (di A. Di Battista)