Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 10:24
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

No, viceministra Castelli, assumere mezzo milione di persone nella PA non è una buona idea

Immagine di copertina
Laura Castelli del Movimento Cinque Stelle

La viceministra M5S Castelli ha annunciato in pompa magna un piano di assunzioni da 450mila persone, pronte ad entrare nella Pubblica Amministrazione. Castelli ha espresso la volontà di eliminare il tetto di assunzioni che prevedeva – a grandi linee – un vincolo del 50 per cento di sostituzioni tra pensionamenti e nuove assunzioni, negli enti finanziati dallo Stato.

Un tetto resosi necessario dal crescere della spesa e delle inefficienze dello Stato, che hanno portato il nostro debito pubblico a superare i duemila miliardi di euro.

Non è mistero che nella storia del nostro Paese le assunzioni nella PA e nelle partecipate siano state frequentemente pilotate a favore di gruppi di clientele e di lavoratori sorprendentemente bene informati da sindacati, partiti e gruppi di potere.

La mancanza di trasparenza è stata, ed è tuttora alla base di questa condizione di asimmetria informativa: pochi conoscono vincoli, scadenze, e testi di concorso perché è così che deve funzionare: meno persone sanno, più i gli incarichi possono essere controllati.

Ancora oggi non esiste un database nazionale che possa permettere ai cittadini di accedere con trasparenza alle opportunità di lavoro o di incarico disposte da enti finanziati con soldi pubblici.

Se un cittadino vuole candidarsi in un ruolo della PA deve scorrere migliaia di siti diversi, visitare i portali di tutti i comuni, delle società partecipate, degli enti regionali, per poter accedere alle informazioni sui concorsi.

Per questo motivo abbiamo avuto bisogno di così tanti dipendenti pubblici (tra enti e partecipate), perché non sempre i professionisti selezionati erano i migliori, ma, al massimo, i meglio informati, e ancora oggi una piccola percentuale di dipendenti pubblici deve lavorare per tutti gli altri, in condizioni di estremo disagio e di mancanza di riconoscimento delle capacità o del raggiungimento dei risultati.

Per riformare la Pubblica Amministrazione servirebbe una riforma di grande respiro, che abbatta i costi, premi il merito e promuova la trasparenza. In mancanza di questi tre elementi continueremo ad aumentare la spesa pubblica, a costo dei cittadini.

Altro che Bellanova e i titoli di studio: la verità è che il Ministero dell’Agricoltura non ci serve a niente (di Elisa Serafini)

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Regeni, il processo si incaglia per volere di Al Sisi e il governo italiano si dichiara parte civile: ci fate così ingenui?
Opinioni / Giorgia Meloni come Diletta Leotta: aggrappate al pubblico peggiore (di S. Lucarelli)
Opinioni / Il populismo non è un’ideologia, è un metodo. Usato anche dalle élites (di S. Mentana)
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Regeni, il processo si incaglia per volere di Al Sisi e il governo italiano si dichiara parte civile: ci fate così ingenui?
Opinioni / Giorgia Meloni come Diletta Leotta: aggrappate al pubblico peggiore (di S. Lucarelli)
Opinioni / Il populismo non è un’ideologia, è un metodo. Usato anche dalle élites (di S. Mentana)
Opinioni / La restaurazione fascista avanza: l’attacco alla Cgil ne è la prova (di N. Urbinati)
Opinioni / Da Avanguardia Nazionale a Forza Nuova: il romanzo dell’estrema destra italiana
Opinioni / Governo assente ingiustificato (di Giulio Gambino)
Opinioni / No, il Tapiro d’oro ad Ambra Angiolini non è satira, ma becero gossip sulla pelle di una donna tradita
Opinioni / Il 30% del cibo prodotto in tutto il mondo viene buttato. La soluzione? Il “reddito alimentare”
Opinioni / Da studente modello a estremista di destra: la storia di Andrea racconta i rischi della radicalizzazione fascista
Opinioni / Tutti a spiegarci che il fascismo è morto, ma i nostalgici del Ventennio sono vivi più che mai (di R. Parodi)