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Diciotti, il pm Patronaggio che indaga su Salvini verrà denunciato da Gianni Alemanno

Gianni Alemanno e Matteo Salvini

Il reato contestato al pm dall'ex sindaco di Roma è "attentato contro i diritti politici del cittadino"

Di Luca Serafini
Pubblicato il 28 Ago. 2018 alle 08:24

Luigi Patronaggio, il procuratore di Agrigento che ha messo sotto indagine il ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso dei migranti trattenuti sulla nave Diciotti, verrà denunciato da Gianni Alemanno.

Ad annunciarlo è stato lo stesso ex sindaco di Roma, ora segretario del Movimento Nazionale per la Sovranità. Il reato contestato da Alemanno a Patronaggio è quello di “attentato contro i diritti politici del cittadino”, disciplinato dall’articolo 294 del Codice Penale.

“Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico – recita l’articolo – è punito con la reclusione da uno a cinque anni in applicazione degli articoli 48 e 49 della Costituzione”.

Per Alemanno, insomma, Patronaggio con la sua inchiesta avrebbe impedito a Salvini di svolgere le sue legittime funzioni politiche, tra cui rientra anche la scelta se far sbarcare o meno i migranti della Diciotti sul suolo italiano.

“L’avviso di garanzia inviato a Salvini – ha detto Alemanno –  potrebbe essere visto come un tentativo di impedire a un Ministro di svolgere la sua attività d’indirizzo politico direttamente conseguente dal voto espresso dalla maggioranza degli italiani sulla base di ben precisi impegni elettorali”.

“Nessuno vuole aprire nuove guerre tra pm e politica – ha aggiunto l’ex sindaco di Roma  – ma di fronte ad un atto così grave come la denuncia di un ministro in carica per un’azione di carattere strettamente politico, ogni strumento deve essere utilizzato per difendere il nostro interesse nazionale”.

Le ipotesi di reato per cui Salvini è stato indagato dalla procura di Agrigento sono: sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

Arresto illegale

L’arresto è un provvedimento temporaneo di limitazione della libertà personale, che viene disposto dalla polizia giudiziaria a carico di “chi viene colto nell’atto di commettere il reato” o di “chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima”. salvini diciotti

Lo scopo è impedire che il reato venga portato a conseguenze ulteriori e assicurare l’autore alla giustizia. L’arresto deve comunque essere convalidato dall’autorità giudiziaria entro 96 ore.

Nel caso della Diciotti, l’arresto non è avvenuto da parte della polizia giudiziaria. Inoltre non c’è stata alcuna convalida da parte dei giudici.

Sequestro di persona

L’articolo 605 del codice penale, che prevede il reato di sequestro di persona, stabilisce che: “Chiunque priva taluno della libertà personale, è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni”.salvini diciotti

La pena può arrivare fino a dieci anni se è commessa “da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni” e fino a 12 anni se il fatto “è commesso in danno di un minore”.

Nel caso della Diciotti, fino alla sera di mercoledì 22 agosto a bordo della nave erano trattenuti anche 27 minori, che poi sono stati fatti sbarcare.

Abuso d’ufficio

Il codice penale, all’articolo 323, definisce il reato di abuso d’ufficio come quello commesso dal “pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”.

Chi commette questo reato è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.

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