Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:09
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Figlia dell’ambasciatore nordcoreano rimpatriata, Razzi: “È stata rimandata dai nonni”

Immagine di copertina

Il politico rassicura sulle sorti della ragazza

La figlia dell’ex ambasciatore della Corea del Nord a Roma “è stata rimandata dai nonni”, ha detto Antonio Razzi, da sempre amico del regime di Pyongyang.

Il politico ridimensiona quindi la notizia data da Thae Yong-ho, ex viceambasciatore a Londra di Pyongyang e anch’egli disertore, secondo cui la ragazza sarebbe stata prelevata con la forza da Roma e rimpatriata.

Le autorità della Corea del Nord stanno cercando da mesi il padre Jo Song-gil, il diplomatico e capo ad interim dell’Ambasciata di Roma di cui non si hanno più notizie da novembre del 2018.

L’ex senatore ha spiegato all’Adnkronos che la ragazza, che a suo dire soffrirebbe anche di una leggera disabilità, è rientrata in Corea del Nord dopo la sparizione del padre e della madre, lo scorso novembre.

“Quei due sciagurati hanno lasciato da sola una figlia minorenne e anche disabile”, ha dichiarato Antonio Razzi.  “È normale che l’abbia rimandata dai nonni”.

Razzi nega anche che la ragazza sia tenuta in ostaggio dalle autorità di Pyongyang. “Assolutamente no, al 100 per cento”.

Per quanto riguarda le responsabilità dell’Italia nel rimpatrio della minore, Razzi non crede che ci sia un obbligo da parte delle autorità italiane di mettere sotto tutela la ragazza dopo la defezione del padre.

“No, non credo, che c’entriamo noi?”. “Si vede che gli dava fastidio, perché lei è disabile”, è stata infine la risposta del politico quando gli è stato chiesto perché a suo parere la ragazza fosse ancora in Italia e non con i genitori.

Il rimpatrio

La figlia dell’ambasciatore della Corea del Nord in Italia è stata rimpatriata con la forza a Pyongyang.

A dare la notizia il 20 febbraio 2019 è stato Thae Yong-ho, ex viceambasciatore a Londra di Pyongyang e disertore, che da Seoul ha fatto sapere che la figlia di Jo Song-gil era stata rimpatriata. Il diplomatico ha anche specificato di aver avuto conferma da fonti interne.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Esteri / Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bambini iraniani uccisi dai raid di Usa. La delegazione Usa lascia l'aula
Esteri / “Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”: l’allarme della rivista “The Lancet”
Esteri / Gaza: il Board of Peace di Donald Trump presenta un piano da 2,45 miliardi per la ripresa nella Striscia
Esteri / Così l'accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia assicura la presenza militare e l'adesione dell'isola alla Nato “per sempre”
Esteri / Iran, Ucraina, Gaza, IA, Donald Trump all’Assemblea dell’Onu: “Io agisco, gli altri parlano”
Esteri / Gli Stati Uniti hanno schierato armi nello spazio. La Cina avverte: "Fermatevi"
Esteri / L’Iran abbatte un altro drone Usa e il Pentagono ammette la carenza di missili: Trump nega e apre ai colloqui, Teheran rifiuta ma la Cina tenta la mediazione