Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:25
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Discriminate per i loro capelli afro: la ribellione delle studentesse sudafricane

Immagine di copertina

Centinaia di studentesse hanno manifestato la loro ribellione contro la scuola di Pretoria, accusata di costringere gli studenti afro a legarsi o lisciarsi i capelli

Ragazzine nere discriminate per il loro capelli afro. È quello contro cui da giorni si protesta in Sudafrica, a Pretoria, dove centinaia di studentesse sono scese in strada per manifestare la loro ribellione contro una scuola, accusata di voler costringere gli studenti afro a legarsi o lisciarsi i capelli. 

Malaika Maoh Eyoh è una delle tante studentesse che ha preso parte alla protesta. È una studentessa di 17 anni della prestigiosa scuola superiore femminile di Pretoria. Spesso gli insegnanti le dicevano che i suoi capelli erano una “distrazione all’apprendimento degli altri”. 

Le immagini della protesta sono diventate immediatamente virali in tutto il Sudafrica, e anche all’estero, e la petizione contro la politica dei capelli raccolti o allisciati è stata firmata già da più di 31 mila persone. Coloro che hanno proposto la petizione chiedono che si agisca rapidamente per assicurare: 

– Un codice di condotta della scuola che non discrimini ragazze nere e musulmane

– L’azione disciplinare contro gli insegnanti e gli altri membri dello staff scolastico che attuano una politica razzista e/o azioni razziste

– Protezione per gli studenti che hanno protestato per garantire che vi siano ripercussioni. 

Panyaza Lesufi, responsabile dell’istruzione della provincia di Gauteng ha avviato un’indagine indipendente per indagare su tutte le accuse di razzismo.

“Il codice di condotta è insensibile a persone diverse e discrimina gravemente le studentesse nere chiedendo loro di tenere i capelli raccolti”, ha detto Lesufi. “Questo non è giusto, perché questi allievi hanno i capelli ricci di natura. Abbiamo deciso insieme al consiglio degli studenti che questa regola verrà sospesa”.

Anche i partiti politici sono intervenuti sulla questione. Alleanza democratica e la Lega delle donne hanno denunciato questa presunta politica. I membri dell’Economic Freedom Fighters hanno accusato la scuola di cercare di sopprimere la cultura e l’estetica della popolazione nera. 

Eyoh, che ricorda numerosi atti di discriminazione subiti, ricorda anche l’episodio di una ragazza cacciata via dalla classe e a cui era stato lanciato un tubetto di vasellina per appiattirsi i capelli. 

La scuola femminile di Pretoria storicamente era aperta ai soli studenti bianchi, ma dalla fine dell’Apartheid nel 1994 ammette anche bambine nere. 

In realtà il codice di condotta ha una serie di regole su come vanno portati i capelli, ma non menziona esplicitamente le acconciature afro. 

Tantissimi ex studenti, dopo che la polemica è diventata virale con l’hashtag #StopRacismAtPretoriaGirlsHigh, hanno deciso di raccontare anche le loro esperienze passate. E tantissimi quelli che hanno espresso la loro solidarietà sui social network.

In risposta all’annuncio di Lesufi, la preside della scuola femminile di Pretoria ha rilasciato una dichiarazione promettendo che la scuola “lavorerà a stretto contatto con gli studenti, gli insegnanti, il dipartimento della Pubblica Istruzione e la comunità scolastica al fine di garantire che tutti possano sentirsi inclusi e accolti”. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull’Iran. Teheran contrattacca in Qatar e Bahrein. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian: 2 feriti. Idf bombarda il Libano: 7 morti. Smentita offensiva curda dall'Iraq contro la Repubblica islamica. I Pasdaran: "Colpiti gruppi separatisti". E rivendicano anche un attacco a una petroliera Usa. Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci ma intendiamo inviare aiuti ai Paesi del Golfo per la difesa aerea”. Crosetto: “Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi invieranno mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Ti potrebbe interessare
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull’Iran. Teheran contrattacca in Qatar e Bahrein. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian: 2 feriti. Idf bombarda il Libano: 7 morti. Smentita offensiva curda dall'Iraq contro la Repubblica islamica. I Pasdaran: "Colpiti gruppi separatisti". E rivendicano anche un attacco a una petroliera Usa. Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci ma intendiamo inviare aiuti ai Paesi del Golfo per la difesa aerea”. Crosetto: “Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi invieranno mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati