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L’azienda Dove si è scusata per una campagna pubblicitaria razzista

Il noto marchio di prodotti per l'igiene personale, di proprietà della multinazionale Unilever, aveva pubblicato su facebook uno spot in cui, grazie all'azione del sapone, una ragazza di colore si trasformava in una donna caucasica

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 8 Ott. 2017 alle 19:27 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:41

L’ultima campagna pubblicitaria di Dove, pubblicata e poi cancellata da Facebook, proponeva l’immagine di una ragazza di colore con indosso una maglietta marrone nell’atto di sfilarsi la maglietta. Nelle immagini successive, la maglietta copre il volto della modella, che improvvisamente si trasforma in una ragazza di carnagione chiara con indosso una maglietta bianca.

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La sequenza vede poi la stessa ragazza caucasica spogliarsi della maglietta e lasciare il posto a una donna dai tratti dell’estremo oriente.

A causa di questa pubblicità, l’azienda è stata di nuovo criticata e accusata di razzismo. Di fronte alle proteste, l‘azienda si è scusata per l’accaduto con una dichiarazione pubblicata sul proprio profilo Twitter ufficiale.

“Un’immagine recentemente pubblicata su Facebook ha fallito nell’obiettivo di rappresentare le donne di colore con il giusto riguardo”, si può leggere nel tweet. “Siamo profondamente dispiaciuti per l’offesa arrecata”.

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Non è la prima volta però che Dove viene accusata di atteggiamenti razzisti.  Già nel 2011 infatti, il noto marchio di prodotti per l’igiene personale propose una pubblicità con tra ragazze in fila: una donna di colore, una ragazza dai capelli neri e infine una donna con carnagione chiara e capelli biondi.

Credit: Dove

Dietro alle tre ragazze erano presenti due cartelli con le scritte “before”, prima e “after”, dopo. Anche in questo caso le polemiche per la pubblicità considerata razzista furono molteplici. Anche allora Dove si scusò, sostenendo che tutte e “tre le modelle rappresentavano la dimostrazione del ‘dopo’”.

Nel 2015 invece, l’azienda lanciò sul mercato una crema per la pelle, con una frase stampata sulla confezione: “nutriente per pelle normale o scura”.

I critici dell’azienda sostennero che in questo modo la Dove sosteneva implicitamente che avere la pelle scura non fosse “normale”.

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