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“Sono rimasta cieca a causa di un whisky di scarsa qualità, ora insegno alle altre donne a essere forti e indipendenti”: la storia di Eveline

Dominique Catton racconta per TPI la storia di Eveline, a capo dell’Unione Camerunese delle donne cieche e ipovedenti

Di Laura Melissari
Pubblicato il 8 Mar. 2019 alle 11:11 Aggiornato il 8 Mar. 2019 alle 11:21
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Eveline Angonwi ha perso la vista all’improvviso la sera della festa della donna, nove anni fa, bevendo un bicchiere di whisky di scarsa qualità. Oggi ha 50 anni, ed è a capo dell’Unione Camerunese delle donne cieche e ipovedenti

Prima di perdere la vista faceva la segretaria in un ufficio a Yaounde, in una sola notte vede tutto svanire, il lavoro, il marito e la gioia di vedere i colori del mondo.

Ora per vivere alleva polli e organizza corsi di formazione professionale per donne non vedenti, insegna loro ad estrarre il burro di cacao per venderlo con l’obiettivo di rendere queste donne autonome economicamente.

“Nonostante le difficoltà e le mille barriere a cui ho dovuto far fronte a causa della mia condizione, mi sento una persona più forte, ho saputo trovare un modo per girare questa situazione a mio favore, organizzo moltissimi corsi professionali per donne nella mia stessa condizione, ho incontrato persone importanti, che se non avessi avuto questo handicap non avrei conosciuto”, racconta Eveline.

“Le persone che ho incontrato si sono aggiunte a quella persona che ero stata. Mi sento più forte perché la mia capacità di far fronte a difficili situazioni si è rafforzata. Non sto dicendo che essere cieca sia una buona cosa, sono sottoposta a diverse sfide, oggi giorno, ma ho un’altro modo di vedere le cose, la mia prospettiva è diversa”.

Con il supporto dell’Onlus britannica Sightsavers promuove azioni di sensibilizzazione e corsi di formazione professionale per donne nella sua stessa condizione dando loro l’opportunità di imparare un mestiere e di mantenersi economicamente.

“Molte donne disabili non lavorano e sono spesso costrette ad andare in strada e vedersi senza protezione, ciò le rende più vulnerabili a contrarre l’HIV. Il più delle volte vengono abbandonate dai loro compagni e si ritrovano sole a far crescere i loro figli. La incontriamo a casa sua nella capitale del Camerun, Yaounde, dove un gruppo di dieci donne sta imparando ad estrarre il burro di cacao che verrà venduto come prodotto di cosmesi. Eveline ha perso la vista all’improvviso durante la Festa Internationale delle Donne 9 anni fa.

“Qui è una grande festa, racconta. “Tutte le donne escono fino a tardi e bevono molto, ed è così che ho avuto la sfortuna di bere un bicchiere di whisky che mi ha danneggiato la vista irreversibilmente”.

Il paese ha vietato nel 2016 la vendita e la produzione di questo tipo di alcool economico dopo che era stato scoperto che nella maggior parte di essi era contenuto metanolo, un tipo di alcool che può provare la cecità. Perdendo la vista Eveline ha perso il lavoro, gli amici e l’affetto dei suoi figli, passando momenti difficilissimi, fino a quando ha saputo rigirare la situazione a suo favore. Descrive questo episodio devastante come una sorta di rivelazione.

“Non voglio dire che amo essere in questa condizione, ma posso dire che grazie a questa sfortuna ho imparato molto e mi sento una persone migliore rispetto al passato. Sono molto più coraggiosa….”, racconta ancora.

“La mia vita è cambiata, mi sentivo così miserabile prima di questo avvenimento. Ho compreso cosa provano le donne non vedenti e visto come è possibile far fronte a situazioni molto più difficili se siamo unite e ci incoraggiamo a vicenda, per questo ho deciso di creare questo gruppo, siamo più forti unite. Possiamo condividere i nostri problemi e ci sosteniamo”. Eveline è felice, dotata di una passione travolgente per la vita, ha saputo vincere le difficoltà e scavalcare le mille barriere che la società le ha imposto. È determinata più che mai a dare voce e sostegno ad ancora tante altre donne disabili.

“Nella nostra comunità quando qualcuno vuole vantarsi di essere un esperto in una materia o argomento dirà: “Posso fare questa cosa ad occhi chiusi”. “I nostri occhi sono chiusi e siamo dunque capaci di fare molte cose bene. Quindi posso affermare che siamo noi le esperte”.

Aggiunge con un sorriso. Sightsavers lavora per combattere la cecità evitabile e per assicurare i diritti delle persone disabili nel mondo intero. Quest’anno la campagna di Sightsavers intitolata #Equal UN è stata lanciata con l’obiettivo di invitare le diverse agenzie delle Nazioni Unite a promuovere progetti di inclusione per i disabili.

A cura di Dominique Catton

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