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Chi è Aung San Suu Kyi

Un profilo di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e icona della democrazia birmana. A novembre 2015 il suo partito ha vinto le prime elezioni libere da 25 anni

Di TPI
Pubblicato il 9 Nov. 2015 alle 17:02
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Aung San Suu Kyi, 70 anni, leader del partito birmano Lega Nazionale per la Democrazia (Ndl), premio Nobel per la pace nel 1991 e icona della democrazia, è uno dei più importanti simboli a livello mondiale della resistenza pacifica contro l’oppressione.

A novembre del 2015 il suo partito ha vinto le elezioni in Myanmar, segnando un periodo di svolta fondamentale per il Paese e riponendo nelle mani della Lady il futuro birmano

Figlia del generale Aung San, uno fra i più grandi eroi dell’indipendenza birmana, Aung San Suu Kyi perse il padre nel luglio del 1947, assassinato quando aveva solo due anni. Dopo aver trascorso l’infanzia in India con la madre Daw Khin Kyi, ambasciatrice del Myanmar a Delhi, nel 1964 intraprese gli studi di filosofia, politica ed economia (Ppe) presso l’università di Oxford, dove conobbe suo marito, Michael Aris, da cui ha avuto due figli, Alexander e Kim.

Nel 1988 ritornò in Myanmar per prendersi cura della madre, in un momento critico per il Paese. Ispirata dalla protesta non violenta di Martin Luther King e Mahatma Gandhi, decise di organizzare manifestazioni in tutto il Paese per chiedere al governo riforme democratiche ed elezioni libere. Fondò così la Lega Nazionale per la Democrazia.

Ma le iniziative di Aung San Suu Kyi vennero bloccate dall’esercito, che salì potere con un colpo di stato il 18 settembre del 1988. Suu Kyi venne messa agli arresti domiciliari l’anno seguente. Nel 1991 ricevette il premio Nobel per la pace. Negli anni successivi venne più volte rilasciata e poi nuovamente arrestata.

Durante la prigionia le è stato permesso di incontrare solamente i rappresentanti del Ndl e alcuni diplomatici, ma non le fu concesso incontrare i figli e nemmeno il marito, che morì di cancro nel 1999, senza che Suu Kyi avesse potuto raggiungerlo. Gli arresti domiciliari terminarono nel 2010.

Nel 2012 il partito di Aung San Suu Kyi ha riempito 43 dei 45 seggi vacanti in parlamento e da quel momento la Lady è diventata leader dell’opposizione. Con le elezioni che si sono svolte l’8 novembre 2015, le prime considerate davvero libere dal 1990 a oggi, lo schieramento politico di Aung San Suu Kyi ha ottenuto circa il 70 per cento dei consensi.

La Lady birmana non può diventare presidente perché la Costituzione vieta a chi ha figli stranieri di essere capo di stato. Ciononostante, Aung San Suu Kyi ha assicurato che sarà lei a guidare il Myanmar verso la democrazia, anche se solo informalmente.

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