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Un 22enne ha sfruttato un errore bancario per spendere 2 milioni in auto, donne e cocaina

Per due anni, a partire dal 2010, Luke Brett Moore ha prelevato ingenti somme di denaro dal suo conto, nonostante fosse vuoto. Un tribunale lo ha assolto

Di TPI
Pubblicato il 14 Dic. 2016 alle 13:37 Aggiornato il 4 Ott. 2017 alle 14:53
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Nel 2010 Luke Brett Moore era un ventiduenne residente a Goulburn, città australiana a circa 200 chilometri da Sydney. Aveva da poco perso il lavoro ed era stato lasciato dalla fidanzata, con cui stava da diversi anni.

La situazione non era delle migliori, ma un miracoloso colpo di fortuna stava per colpirlo. Le prime avvisaglie arrivarono quando, preoccupato del fatto di non avere abbastanza soldi, il pagamento del mutuo andò a buon fine, attraverso il suo conto presso la St. George’s Bank. La stessa cosa avvenne per i dodici mesi successivi.

Stupito da quest’anomalia, Moore continuò ad approfittare dell’errore, che gli consentì poco tempo dopo di farsi approvare senza problemi un prelievo da 50mila dollari.

Il suo primo grande acquisto fu un’auto, un Alfa Romeo 156, sostituita in seguito da una Maserati.

“Fu straordinario: mi sono divertito, questo è sicuro”, racconta Moore alla BBC. “Facevo quello che fanno la maggior parte dei ragazzi a quell’età con un mucchio di contanti a disposizione. Andavo in discoteca e spendevo centinaia di migliaia di dollari in ragazze, alcol, cocaina e quant’altro. Mi sono anche comprato una barca da pesca. Ogni volta che chiedevo alla banca di prestarmi più soldi, non mi aspettavo che lo facesse”.

Da luglio 2010 ad agosto 2012 Moore effettuò più di cinquanta prelievi, per un totale di 2,1 milioni di dollari, che gli garantirono l’acquisto di una Aston Martin e una maglia autografata di Michael Jordan.

Ma un giorno sentì bussare alla porta: era la polizia. Passò una notte in cella prima di essere rilasciato su cauzione, ma tutti i suoi beni erano stati sequestrati. A processo l’accusa era quella di aver ottenuto vantaggi finanziari con la frode. Moore fu condannato nel 2015 a quattro anni e sei mesi di carcere.

In cinque mesi di carcere il giovane si documentò, per cercare di difendersi in appello e trovare disposizioni legali che si potessero adattare favorevolmente al suo caso.

Dopo essere stato nuovamente rilasciato su cauzione ad agosto 2015, continuò a studiare per ribaltare la sentenza, e pochi giorni fa, all’inizio di dicembre 2016, è stato assolto. Le leggi australiane non prevedevano l’obbligo da parte sua di informare la banca rispetto all’anomalia del suo “conto senza fine”.

“È evidente che il sig. Moore si è comportato in modo sconsiderato e disonesto”, hanno dichiarato i giudici, assolvendo il giovane. “La frode però si intende nei confronti di una persona che è stata ingannata, mentre le sue azioni hanno avuto a che fare con un computer che, non avendo caratteristiche umane, non può essere considerato ingannabile”.

“Non ne valeva la pena: la mia vita è stata a un passo dall’andare in completa rovina solo per un paio di mesi di spogliarelliste e cocaina”, dice oggi Moore, dopo l’assoluzione. “Sto cercando di trasformare la mia esperienza in qualcosa di positivo: sto studiando legge all’università ed entro due anni spero di diventare un avvocato penalista”.

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