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Home » Esteri

Onu, l’amministrazione Trump ha esacerbato i livelli di povertà negli Usa

Immagine di copertina
L'Onu condanna l'amministrazione Trump

Il report presentato durante una riunione del Consiglio dei diritti umani ha dimostrato che i livelli di disuguaglianza sono aumentati e che la crescita economica ha favorito solo le classi più ricche

L’Amministrazione Trump è stata condannata dalle Nazioni Unite per aver consapevolmente esacerbato i livelli di ineguaglianza in America, che già normalmente si attestano tra i più alti dell’occidente.

Il report dell’Onu è stato presentato durante una riunione del Consiglio dei diritti umani dall’organo che si occupa di monitorare i livelli di povertà.

La tensione tra il Consiglio e gli Stati Uniti quindi non si sembra diminuire dopo l’abbandono da parte degli Usa dell’Organizzazione, descritta come un organo anti-israeliano.

L’ambasciatrice statunitense si è scagliata contro il report, affermando che “è assolutamente ridicolo che le Nazioni Unite esaminino la povertà in America”.

Haley ha anche accusato il relatore di star sprecando i soldi delle Nazioni Unite con l’inchiesta di 6 mesi sulla povertà e sulla disuguaglianza negli Stati Uniti, affermando che il Consiglio dovrebbe occuparsi di paesi come il Burundi o la Repubblica Democratica del Congo.

Rivolgendosi alle delegazioni dei 46 paesi riuniti nella camera del Consiglio per i diritti umani, il relatore Alston ha risposto alle critiche della Haley.

“Quando uno dei paesi più ricchi del mondo fa pochissimo per risolvere il fatto che 40 milioni dei suoi cittadini vivono in povertà, è del tutto appropriato condurre delle analisi”.

Il relatore ha anche detto che i “ricchi hanno beneficiato in modo schiacciante dei massicci tagli fiscali promossi da Trump”,  mentre le altre politiche perseguite dal governo americano avrebbero stigmatizzato e punito milioni di americani più poveri.

Nel suo commento più duro, Alston ha usato contro la Haley un termine che lei stessa aveva pronunciato per deridere il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unit, definendolo un “pozzo nero di pregiudizi politici”.

“Ho visto i liquami grezzi riversarsi nei giardini di persone che non potevano mai permettersi di pagare per i propri sistemi settici”, ha raccontato il relatore, in riferimento al viaggio da lui effettuato in Alabama.

Inoltre la critica alla nazione più potente del mondo è stata ancora più sorprendente vista l’assenza degli Usa dalla Camera.

La sedia normalmente occupata dalla delegazione statunitense nel Consiglio per i diritti umani a Ginevra infatti è stata rimossa  in seguito alla decisione dell’amministrazione Trump di ritirarsi dall’associazione.

Ken Roth, il direttore esecutivo di Human Rights Watch, ha commentato la vicenda in un tweet.

“È solo una coincidenza che gli Stati Uniti si siano ritirati dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite due giorni prima della presentazione del report sulla povertà causata dell’amministrazione Trump negli Stati Uniti?”.

Nonostante la crescita economica degli Stati Uniti, Alston ha specificato che i veri beneficiari sono stati solo le classi più ricche della società americana.

Dal 1980, ha spiegato il relatore, il reddito medio nazionale al lordo delle imposte per la metà inferiore della popolazione negli Stati Uniti era rimasto stazionario a soli 16mila dollari, mentre i guadagni dell’1 per cento superiore erano saliti alle stelle.

“In altre parole, il sogno americano della mobilità sociale si sta trasformando nell’illusione americana, in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e le classi medie non si muovono”.

Inoltre, il report delle Nazioni Unite ha avvertito che la persistenza della povertà estrema negli Stati Uniti avrà un impatto negativo sulla sua democrazia.

Problemi così duraturi “creano condizioni ideali per le piccole élite per calpestare i diritti umani delle minoranze, e talvolta anche delle maggioranze”.

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