Hasta la casa siempre: così la “rivolta delle chiavi” ha scosso la Spagna
Dalla morte di Maricarmen Abascal alle elezioni anticipate. Ecco come la protesta può cambiare gli equilibri politici a Madrid
Proteste in tutto il Paese e caduta del governo: lo sfratto di Maricarmen Abascal ha segnato una nuova fase nella crisi abitativa spagnola, mettendo il diritto alla casa al centro degli equilibri politici nazionali. La scelta di sfruttare l’onda delle proteste per cercare di cambiare le fortune elettorali del suo Partito socialista rappresenta l’ennesima scommessa per il premier Pedro Sánchez, che spera di ribaltare i pronostici, contendendo al Partito popolare il primo posto tra le preferenze degli elettori. Una missione impossibile per qualsiasi altro politico, visto l’ampio divario nei sondaggi rispetto al movimento guidato da Alberto Núñez Feijóo. Ma il leader socialista non è nuovo a scommesse di questo tipo, da quando nel 2018 ha promosso un voto di sfiducia che ha inaspettatamente estromesso il suo predecessore, il conservatore Mariano Rajoy. Da allora è rimasto stabilmente alla guida del governo. Anche dopo le elezioni anticipate indette nel 2023, quando la popolarità del Psoe era in forte calo, Sánchez è riuscito a formare un governo di minoranza, rimanendo per tre anni alla Moncloa senza avere i numeri per approvare una legge di bilancio. Adesso il leader socialista punta sul tema della «vivienda», scaricando sull’opposizione la responsabilità della crisi abitativa. Dopo il voto contrario alle misure proposte dal governo per affrontare l’emergenza, il premier ha indetto elezioni anticipate, convocate per il 29 novembre. Successivamente il governo ha adottato per decreto una serie di misure definite di «buon senso», che includono tetti agli affitti, un divieto temporaneo agli sfratti e limiti agli acquisti di immobili residenziali da parte dei cosiddetti «fondi avvoltoio», mentre un secondo decreto, che propone il rinnovo automatico dei contratti di locazione, entrerebbe in vigore solo se approvato dal Parlamento, perché il governo non dispone della maggioranza necessaria per approvarlo.
Per adesso il tentativo di ribaltare la narrazione promossa dalla destra del Pp e di Vox sembra funzionare. Secondo i primi sondaggi, la questione abitativa è salita in cima alle preoccupazioni degli elettori, superando immigrazione ed economia. Un’indagine del Cis, condotta dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, rileva che il 55,7 per cento degli spagnoli ritiene la casa il principale problema dei cittadini, rispetto al 20,9 per cento dell’immigrazione e il 20,3 per cento dell’economia, mentre l’82 per cento ritiene che si debba dare priorità al diritto alla casa in quanto diritto costituzionale. Tra coloro che hanno sentito parlare dello sfratto, il 57,1 per cento ritiene che la tutela delle persone vulnerabili sia l’aspetto più importante da tenere in considerazione in queste situazioni, mentre il 32,7 per cento ritiene che l’aspetto fondamentale sia il rispetto della legge e dei contratti.