Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

“A casa rischiamo la morte”: il grido di aiuto di due sorelle fuggite dall’Arabia Saudita

Immagine di copertina
Credit: frame video Guardian

Le ragazze temono che la loro famiglia voglia ucciderle e avendo rinunciato all'islam rischiano la pena di morte

Due sorelle sono scappate dall’Arabia Saudita e sono bloccate a Hong Kong da mesi.

Le ragazze hanno raccontato di essere state vittima di abusi fisici da parte degli uomini della loro famiglia e di essere state costrette a fuggire dal loro paese.

Adesso però rischiano di essere rimpatriate e una volta a casa hanno paura di essere uccise dalla loro stessa famiglia o di essere costrette a sposarsi.

Le ragazze, di 20 e 18 anni, sono state intercettate dai funzionari del consolato dell’Arabia Saudita mentre si trovavano di scalo ad Hong Kong e sono stati loro sequestrati i passaporti.

Reem e Rawan (nomi di fantasia adottati dalle sorelle) hanno raccontato che venivano picchiate dal padre e dai loro fratelli ogni volta che facevano qualcosa che la famiglia non gradiva.

“Pensano che picchiarci sia ciò che li rende uomini”, ha spiegato Reem, raccontando che alle percosse partecipava persino il loro fratello di 10 anni, che aveva anche l’abitudine di controllare il modo in cui si vestivano.

Le sorelle hanno deciso di fuggire quando erano in Sri Lanka con la famiglia a settembre 2018, unico momento in cui i loro passaporti erano nelle mani dei genitori e non come sempre chiusi in una cassaforte. Inoltre essendo in un paese straniero non avevano bisogno del permesso di un uomo per viaggiare.

LEGGI ANCHE: In Arabia Saudita esiste un’app per monitorare (e bloccare) gli spostamenti delle donne

La loro destinazione finale era l’Australia, ma sono rimaste bloccate a Hong Kong dopo essere state fermate da alcuni sconosciuti all’aeroporto da funzionari sauditi.

Temendo di essere riportate a casa con la forza, le due ragazze sono rimaste in città come turiste e lì hanno vissuto per quasi sei mesi, nascondendosi e cambiando indirizzo ben 13 volte.

“O saremo uccise dalla nostra famiglia per cancellare la vergogna che abbiamo causato o ci costringono a sposarci con i nostri cugini”, ha detto Reem.

Le due ragazze hanno anche rinnegato la loro religione, l’islam, e hanno paura della punizione che le aspetta una volte rientrate in Arabia Saudita: l’apostasia o la blasfemia sono punibili con la prigione o con la condanna a morte.

LEGGI ANCHE: In Arabia Saudita se sei donna puoi fare tutto, se un uomo te lo concede
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan