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Siria, è stata scoperta una fossa comune a Raqqa: si teme ci siano 200 corpi

Immagine di copertina
Credit: Afp/Getty

Sotto un campo di calcio, vicino all'ospedale in cui i combattenti del sedicente stato Islamico si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell'ottobre del 2017, è stata trovata una fossa con decine di cadaveri

In un campo di calcio situato nei pressi di uno degli ospedali nel centro di Raqqa, in Siria, è stata scoperta una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi. Qui questo articolo tutte le ultime notizie sulla Siria. 

A riferirlo all’emittente Al Arabiya è stato un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, che ha parlato di circa 50 corpi, tra civili ed estremisti, recuperati finora. I morti potrebbero essere militanti di Isis, ma anche civili e prigionieri uccisi all’ultimo minuto.

L’ospedale, assieme al vicino stadio con il campo da calcio, furono tra gli ultimi punti di resistenza di Isis durante la battaglia finale per il controllo della città.

“Era l’unico posto disponibile per la sepoltura, fatta in modo affrettato. I miliziani erano asserragliati nell’ospedale”, ha riferito il funzionario Abdallah al-Eriane, aggiungendo che i corpi dei combattenti erano contrassegnati con il nome di battaglia, mentre per i civili è stato usato il nome proprio.

In quel luogo i combattenti del sedicente stato Islamico si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell’ottobre del 2017.

In quella battaglia, condotta dalle forze curdo-siriane con l’aiuto degli Stati Uniti, morirono almeno 3.200 persone in cinque mesi, tra cui non meno di 1.100 civili. Almeno 267 i bambini e 194 le donne decedute.

Secondo le autorità curde e gli stessi civili residenti nelle ex province di Isis, le fosse comuni e i resti delle vittime di quel periodo sono ancora in gran parte da scoprire.

Intanto, dopo giorni di stallo e di reciproche accuse tra le potenze in campo nella guerra siriana, il 21 aprile gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) hanno visitato uno dei siti del presunto attacco chimico dello scorso 7 aprile a Douma, dove 100 persone sono morte e mille sono rimaste ferite.

Gli esperti hanno raccolto dei campioni che verranno analizzati nel laboratorio dell’organizzazione a Rijswijk, in Olanda. L’Opac ha fatto sapere che “valuterà la situazione e futuri passi, compresa un’altra possibile visita a Douma”.

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