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Se le rapine venissero trattate come gli stupri

Un breve testo spiega tutte le analogie e le difficoltà che si possono presentare nel momento in cui si denuncia uno stupro

Di TPI
Pubblicato il 7 Dic. 2015 alle 12:06 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:23
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Immagine di copertina

Uomo: Vorrei segnalare una rapina

Agente di polizia: Una rapina? Dov’è accaduto il fatto?

Uomo: Stavo camminando tra la 21esima strada e Dundritch Street quando un uomo ha estratto una pistola e mi ha detto: “Dammi tutti i soldi”

Agente: E lei l’ha fatto?

Uomo: Sì, ho fatto come mi chiedeva

Agente: Quindi lei ha consegnato al rapinatore i suoi soldi volentieri, senza reagire, chiedere aiuto o provare a scappare?

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Uomo: Sì, ma ero terrorizzato. Pensavo stesse per uccidermi!

Agente: Mmh sì, ma ha collaborato, in definitiva. E mi è giunta voce che lei sia anche un filantropo.

Uomo: Sì, faccio beneficenza

Agente: Quindi lei dà via i propri soldi, è abituato a dar via il proprio denaro.

Uomo: Cosa c’entra con il fatto che sia stato derubato?

Agente: Lei stava consapevolmente attraversando Dundritch Street, nel suo abito elegante, quando tutti sanno che a lei piace dar via i propri soldi e non ha neppure reagito. Sembra quasi che lei abbia donato il proprio denaro e ora abbia dei rimorsi. Mi dica, vuole davvero rovinare la vita di quell’uomo per un suo errore? 

Uomo: Ma questo è ridicolo

Agente: Sto facendo un’analogia con lo stupro. Questo è ciò che le donne devono affrontare ogni giorno, quando tentano di trascinare i propri molestatori davanti alla giustizia.

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