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Il sogno infranto del primo tuk tuk a energia solare

Immagine di copertina

L'ape modificata avrebbe dovuto percorrere oltre 10mila chilometri, attraversare 10 paesi del mondo e arrivare a Londra, ma è terminato alla penultima tappa

Quando il suo inventore, un ingegnere indiano di 35 anni, lo progettò in tutte le sue parti stava sicuramente pensando a come risolvere il problema delle emissioni di gas e dell’inquinamento provocati dai veicoli. Nella mente di Naveen Rabelli c’era l’immagine di un tuk tuk – il tipico mezzo di trasporto diffuso in India –  che consumasse solo ed esclusivamente energia solare. 

L’idea era nata qualche anno prima a Bangalore, in India. Naveen era imbottigliato nel traffico assordante della megalopoli, circondato dai veicoli a tre ruote, ossia i tuk tuk, onnipresenti nelle strade della città e super inquinanti. Fu in quel momento che arrivò l’ispirazione: crearne uno che si spostasse grazie allo sfruttamento dell’energia solare. 

“Stavo cercando di raggiungere un mio amico che arrivava dall’Argentina per andare a un festival di aquiloni a Bangalore, e mentre mi trovavo bloccato nel traffico notavo intorno a me tanti tuk tuk. Producevano un rumore assordante ed erano altamente inquinanti. Fu allora che mi balenò l’idea di trasformarlo in un mezzo a energia solare”, raccontò l’uomo. 

Certo si trattava di un progetto impegnativo e assai complicato da realizzare, soprattutto per le risorse economiche ridotte. Ma nel giro di pochi anni, l’ingegnere automobilistico riuscì a creare il primo prototipo. 

(Qui sotto il tuk tuk a energia solare inventato da Naveen Rabelli. Credit: Facebook)

La seconda idea sopraggiunse poco dopo: intraprendere un viaggio a bordo del tuk tuk a energia solare. Non un viaggio qualsiasi, ma un vero e proprio tour in giro per il mondo. L’impresa consisteva di fatto nel partire dall’India e arrivare a Londra, il tutto compiuto a bordo di un veicolo che consumava solo energia pulita. 

Due anni dopo e con il conto in banca in rosso, Naveen è riuscito a realizzare il suo sogno: compiere un viaggio epico della durata di sette mesi, con innumerevoli soste lungo il percorso stabilito in tante città del mondo.

Secondo i piani del giovane ingegnere, il tuk tuk avrebbe dovuto percorrere circa 6mila miglia (oltre diecimila chilometri). Lungo il percorso, Naveen aveva stabilito delle tappe di sosta per poter ricaricare il suo veicolo, un ape Piaggio riadattata che al posto del sistema di trasmissione a benzina aveva sul tettuccio un pannello solare. Per ricaricarlo bastano otto ore e può raggiungere gli 80 chilometri orari. 

Il tuk tuk ha anche un nome. Si chiama Tejas, che in sanscrito significa appunto luminosità ed è personalizzato. All’interno c’è anche un letto dove Naveen può riposare tra una tappa e l’altra.

Partito da Bangalore, il tuk tuk è arrivato dapprima a Mumbai dove è stato caricato a bordo di un traghetto diretto in Iran. Da lì, Naveen e il suo veicolo avevano ottenuto il permesso di percorrere via terra il Pakistan, proseguendo poi per la Turchia, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, l’Austria e la Germania. Da qui avrebbe dovuto raggiungere la Francia, in particolare il porto di Calais e imbarcarsi su un traghetto diretto nel Regno Unito. 

Ma il suo viaggio è stato bruscamente interrotto mercoledì 7 settembre. 

(Qui la mappa del percorso che Naveen e il suo tuk tuk hanno affrontato, almeno sino alla Francia, penultima tappa del loro viaggio)

Proprio in Francia, penultima tappa del loro viaggio, Naveen e il suo tuk tuk sono stati protagonisti di un brutto episodio. Come nei classici copioni di certi film, l’uomo doveva recarsi alla toilette e si era fermato presso una stazione di servizio nel comune francese di Sarcelles. Vuoi la sfortuna, vuoi il caso, è stato derubato del suo passaporto e di mille euro. 

Ora dovrà sostare ancora sul suolo francese, in attesa di ottenere un nuovo passaporto per poter attraversare la Manica e finire il suo viaggio nel Regno Unito. 

“Sono stato sulla strada per sette mesi e da allora sogno di raggiungere il Regno Unito. Mi sono preparato per quattro anni per vivere quest’esperienza fantastica, e ora mi ritrovo senza un passaporto e senza soldi”, ha raccontato l’uomo sconsolato alla BBC. 

Mancavano pochi chilometri per raggiungere il porto di Calais da dove si sarebbe imbarcato a bordo di un traghetto diretto verso il Regno Unito, ma non è stato così. Naveen e il suo tuk tuk hanno dovuto interrompere il viaggio a un passo dal traguardo. 

“Pensare che mio tuk tuk aveva perfino ricevuto una benedizione prima di partire dall’India”.

(Naveen e il suo tuk tuk in Iran. Credit: Facebook)

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