Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:23
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Le primarie statunitensi sono a un punto di svolta

Immagine di copertina

L'analisi del voto del 26 aprile di Iacopo Luzi da Chicago

Le primarie per eleggere i candidati, uno repubblicano e uno democratico, sono probabilmente giunte a una svolta. Hilary Clinton e Donald Trump sono i vincitori indiscussi delle elezioni che si sono tenute in cinque stati il 26 aprile.

Hilary Clinton si aggiudica questa tornata delle primarie, sconfiggendo il suo rivale, Bernie Sanders, in ben quattro su cinque stati. Clinton vince in Delaware, Maryland, Connecticut e Pennsylvania, lasciando a Sanders soltanto la vittoria in Rhode Island. 

Per quanto riguarda i repubblicani, Donald Trump, l’attuale “frontrunner” del partito, spazza via i suoi avversari, Ted Cruz e John Kasich, in tutti e cinque gli stati, nonostante il recente sodalizio fra i due per contrastare l’avanzata del famoso uomo d’affari. 

Unire le forze non ha portato a molto. Trump ha vinto le primarie e con 988 delegati ora dalla sua parte, si candida con forza a essere il rappresentante dei repubblicani alle prossime elezioni presidenziali. 

Dopo questo martedì di fine aprile, Hilary Clinton raggiunge il numero di 1666 delegati e con soltanto 1303 grandi elettori ancora disponibili, vede il traguardo della nomination democratica ormai dietro l’angolo. 

L’ex Segretaria di Stato al momento possiede il 90% dei delegati di cui ha bisogno e molto probabilmente sarà lei la candidata eletta del Partito democratico per le elezioni che si terranno in autunno.

A meno di clamorosi colpi di scena. Sanders continua a guadagnare consensi, e dalla sua ha 1359 delegati, ma i giochi sembrano ormai fatti in questa corsa alla candidatura presidenziale per i Democratici. 

Discorso diverso per quanto riguarda i Repubblicani: Donald Trump conduce in

testa con 988 delegati che, nonostante ciò, non gli garantiscono ancora la certezza matematica di essere il legittimo candidato a ottenere la nomination del partito. 

I vari sondaggi lo vedono in testa anche nelle prossime elezioni eppure, con 622 delegati ancora disponibili sul piatto, la lotta a tre fra Trump, Cruz e Kasich sembra aperta, per quanto le speranze dei due oppositori di Trump si siano ridotte di molto dopo questo martedì di primarie negli Stati Uniti.

A Trump servono ancora 249 delegati per acquisire di diritto la candidatura, fissata a quota 1237. Il “Magic Number”, come viene definito dalla stampa americana, sembra alla portata di Donald Trump, nonostante le prossime elezioni saranno decisive per stabilire la nomination. 

Nell’ipotesi che nessuno dei tre candidati repubblicani raggiunga la soglia necessaria per diventare il candidato di diritto, il tutto si deciderà nella convention nazionale dei repubblicani, che si terrà a Cleveland dal 18 al 21 luglio. 

E questo potrebbe non essere una bella notizia per Trump, poiché non gode di molte simpatie all’interno del partito. Ai piani alti dei repubblicani non ritengono Trump un candidato valido e se la futura nomination presidenziale si dovesse decidere durante la convention, sarebbe molto difficile spuntarla per lui. 

La candidatura sarebbe decisa dal partito e Ted Cruz sembra essere un candidato molto più credibile e gradito di Trump per fronteggiare Hilary Clinton. Oppure potrebbe essere nominato qualcuno all’interno degli stessi repubblicani, nonostante, di recente Paul Ryan, membro della Camera dei Deputati per lo stato del Wisconsin e probabile asso nella manica del Partito Repubblicano, si sia immediatamente tirato fuori causa dalla corsa alla Casa Bianca.

Lo stato dell’Indiana, dove si voterà la prossima settimana, sembra diventata l’ultima occasione per il rivale più accreditato di Trump, Ted Cruz, che attualmente possiede 567 delegati, di poter strappare la nomination all’imprenditore newyorkese. 

Si prevede un maggio di fuoco per i Repubblicani, all’ombra di una convention estiva che potrebbe riservare grandi sorprese.

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cocaina, marijuana e funghi allucinogeni”: Harry a processo. Visto per gli Stati Uniti a rischio
Esteri / Ungheria, il parlamento ratifica l’adesione della Svezia alla Nato
Esteri / Nord Stream, dopo la Svezia anche la Danimarca chiude le indagini con un nulla di fatto: “È stato un sabotaggio deliberato ma non ci sono le basi per un’azione penale”. La Russia protesta: “Assurdo”
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cocaina, marijuana e funghi allucinogeni”: Harry a processo. Visto per gli Stati Uniti a rischio
Esteri / Ungheria, il parlamento ratifica l’adesione della Svezia alla Nato
Esteri / Nord Stream, dopo la Svezia anche la Danimarca chiude le indagini con un nulla di fatto: “È stato un sabotaggio deliberato ma non ci sono le basi per un’azione penale”. La Russia protesta: “Assurdo”
Esteri / Caso Navalny, l’entourage: “È stato ucciso perché stava per essere liberato in cambio di un ex ufficiale russo detenuto in Germania”
Esteri / Afghanistan, i talebani riprendono le esecuzioni pubbliche negli stadi: “Giustiziati tre uomini in cinque giorni”
Esteri / Iran: il cantante Mehdi Yarrahi va agli arresti domiciliari
Esteri / Biden: “Il buon sesso è la chiave per il successo di un matrimonio”
Esteri / Usa, soldato si dà fuoco davanti all’ambasciata di Israele: “Non sarò complice di un genocidio”
Esteri / Scambio di colpi tra Hezbollah e le Idf in Libano: 2 morti. Israele chiede le dimissioni del segretario generale Onu
Esteri / Burkina Faso, attentato durante la messa nel nord-est: almeno 15 morti e 2 feriti