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Chi era Pawel Adamowicz, il sindaco antisovranista di Danzica assassinato in Polonia

Immagine di copertina
Il sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz. Credit: Simon Krawczyk

Progressista, antisovranista e oppositore del governo polacco di estrema destra. Ecco chi era Pawel Adamowicz, sindaco di Danzica. Aveva 53 anni ed era sindaco dal 1998. Un ragazzo di 27 anni lo ha ucciso, accoltellandolo al petto, durante una manifestazione. Migliaia di persone hanno assistito all’aggressione. L’uomo è stato sottoposto a un’operazione di cinque ore, ma non c’è stato nulla da fare.

Il suo assassino ha raccontato che si è trattato di una vendetta, per essere ingiustamente stato incarcerato quando al governo vi era il partito di Adamowicz, Piattaforma civica.

I cittadini di Danzica hanno manifestato enorme vicinanza al loro sindaco, barbaramente assassinato. Adamowicz, di orientamento liberale, era un politico molto popolare, in prima linea per le battaglie progressiste, e decisamente in controtendenza nel clima illiberale della Polonia di oggi.ù

Chi era Pawel Adamowicz

Classe 1965, iniziò a interessarsi di politica fin da giovane. Da studente di legge partecipò a scioperi e manifestazioni dell’opposizione che faceva capo a Lech Wałęsa, fondatore del sindacato Solidarność. Il suo impegno nella politica di Danzica inizia nel 1990, quando fu eletto consigliere comunale, per poi diventare sindaco nel 1998. Da allora ha ricoperto 6 mandati, di cui l’ultimo iniziato a novembre 2018.

Il partito a cui faceva capo Adamowicz era Piattaforma civica, di posizioni europeiste, liberali e di centrodestra. Tra le sue lotte politiche vi erano quelle a favore di rifugiati, migranti e diritti LGBTQ. Era in forte opposizione con il partito di ultradestra al governo, PiS, diritto e giustizia.

Adamozicz era sposato con Magdalena Adamowicz, professoressa di legge all’università di Danzica, e padre di due figlie, una di 16 e una di 9 anni.

Secondo le prime indagini, il suo omicidio non ha a che fare con la sua opposizione politica, ma comunque gli analisti hanno sottolineato che il clima di odio che si respira in Polonia ha avuto un ruolo nell’omicidio.

Al momento non è emersa alcuna prova concreta che l’attacco avesse un movente politico. “Danzica è un porto, sarà sempre rifugio per chi arriva dal mare”, diceva spesso il sindaco dell’accoglienza della sua città. Nel 2018 diede il patrocinio onorario per la sfilata del Gay pride di Danzica, e vi prese parte personalmente.

La Gazeta Wyborcza ha parlato di “delitto politico”, maturato nel “clima di odio e di ostilità” che segna il paese. Adamowicz era avversario del partito di governo, il PiS di Kaczynski.

Adamowicz in passato era stato vittima di altre aggressioni da parte di gruppi estremisti di destra, a causa delle sue posizioni sull’accoglienza dei migranti.

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