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Home » Esteri

L’industria dei passaporti falsi in Ghana

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Uno dei fenomeni criminali più in crescita in Ghana è quello del commercio clandestino di visti. Persino il detective Seth Sewornu, che per cinque anni ha ricoperto la carica di capo dell’unità speciale della polizia ghanese sui passaporti falsi, ha dichiarato che nel 2004 gli furono offerti oltre mille euro per prestare il proprio passaporto – con un visto regolare per il Regno Unito – a un parente.

Questa truffa non preoccupava minimamente chi aveva proposto l’affare a Sewornu: il suo parente non avrebbe avuto problemi a superare i controlli all’aeroporto Kotoka di Accra grazie all’intervento di persone conniventi che non avrebbero indagato più di tanto, e nel Regno Unito, in presenza di un visto regolare e una foto apparentemente somigliante non ci sarebbero stati molti problemi. Scaduto il visto, il passaporto sarebbe stato rispedito a Sewornu dal Regno Unito.

Il Ghana sta diventando il maggior centro del traffico di visti e passaporti dell’Africa occidentale. Nel corso del 2016, l’ufficio che si occupa di documenti falsi nel paese ha esaminato 274 casi di richieste di visto false. C’erano lettere di invito falsificate provenienti da banche, palestre, scuole di musica e persino da consolati. Le lettere di invito da istituzioni e aziende di altri paesi servono ad accompagnare la richiesta di visto per facilitarne la concessione.

Secondo quanto riferito da Muzaffar Chishti dell’Istituto per le politiche migratorie della New York School of Law al sito Quartz, non c’è da stupirsi se c’è un significativo aumento di frodi di questo tipo, dal momento che ogni documento necessario può essere falsificato.

Le frodi sui passaporti possono essere compiuti da piccoli falsari che vengono facilmente individuati a politici attivi in prima persona in questo traffico. Le autorità britanniche hanno accusato tre membri del parlamento ghanese di aver dato man forte a queste truffe usando i loro passaporti diplomatici.

Il commercio di passaporti falsi può essere molto prolifico per chi lo gestisce, dal momento che alcune persone sono disposte a pagare anche 30mila euro per servizi di questo tipo.

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