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    Un negozio di tatuaggi in America nasconde gratuitamente i simboli d’odio

    Gallery X Art Collective
    Di Antonio Scali
    Pubblicato il 21 Giu. 2020 alle 11:57 Aggiornato il 21 Giu. 2020 alle 12:49

    Un negozio di tatuaggi in America nasconde gratuitamente i simboli d’odio e di razzismo

    Un’idea quanto meno originale e che sta avendo un grande successo quella avuta da un tatoo shop del Kentucky, in America. Il negozio offre infatti gratuitamente la possibilità, per chi lo voglia, di nascondere simboli d’odio o appartenenti alle gang, di cui evidentemente non si va più fieri. Un modo per riunire il Paese dopo le settimane di violenze scoppiate a seguito della morte di George Floyd, brutalmente ucciso dalla polizia a Minneapolis.

    I tatuatori Jeremiah Swift e Ryun King hanno dichiarato di aver scelto questo gesto come dimostrazione di vicinanza e appoggio al movimento Black Lives Matter, chiedendo la fine della brutalità della polizia e dell’ingiustizia razziale. “Avere qualcosa legato all’odio è del tutto inaccettabile. Vogliamo solo assicurarci che tutti abbiano la possibilità di cambiare”, ha spiegato il tatuatore King alla Cnn.

    Dopo l’annuncio pubblicato sulla pagina Facebook del loro negozio, Gallery X Art Collective, il tatoo shop ha ricevuto in poco tempo decine di richieste. “Una delle persone che abbiamo avuto era un uomo con entrambi gli avambracci completamente ricoperti da simboli di odio. In che modo quest’uomo interagirà con la società e si confronterà con gli errori che ha fatto 10, 15, 20 anni fa?”, si domanda King. “Abbiamo anche un ragazzo con una svastica gigante che ha detto che non si è mai tolto la camicia di fronte ai suoi figli. Mi piace vedere le persone che vogliono cambiare e migliorare. Questo mi riempie di emozione”.

    I due tatuatori hanno detto inoltre che copriranno i simboli di chiunque, gratuitamente, anche in arrivo da un altro Stato rispetto al Kentucky. Il primo cliente di King fu Jennifer Tucker, una madre di due figli di 36 anni che voleva coprire una piccola bandiera confederata che si fece tatuare alla caviglia quando aveva 18 anni.

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