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Home » Esteri

La rivelazione sulla morte di Jeffrey Epstein: “Lasciato in cella senza controllo, si è ucciso con il lenzuolo della brandina”

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Le informazioni del New York Times, che ha cita funzionari delle forze dell'ordine

Morte di Jeffrey Epstein, suicidio in cella

Arrivano nuove informazioni sulla morte di Jeffrey Epstein, l’ex miliardiario americano che sabato scorso è stato trovato senza vita in cella nel carcere a Manhattan, dove era detenuto per l’accusa di abusi, sfruttamento della prostituzione femminile e traffico di minori.

Stando a quanto rivela oggi il New York Times, che cita alcuni funzionari delle forze dell’ordine, il finanziere è stato lasciato solo per ore senza che nessuno lo controllasse e uno dei due agenti preposti a farlo non era una guardia carceraria a tempo pieno, era un sostituto. Le rilevazioni del Nyt fanno seguito alle dichiarazioni del ministro della Giustizia, William Barr, che ha parlato di serie irregolarità nel carcere.

La rivelazione sulla morte di Epstein: “Si è ucciso con il lenzuolo”

Epstein, riporta il Nyt, si è impiccato nella sua cella con il lenzuolo della sua brandina. Il finanziere si sarebbe legato il lenzuolo al collo e lo avrebbe fissato nella parte alta del letto a castello nella cella. Ed essendo una struttura non particolarmente alta, Epstein si sarebbe impiccato inginocchiandosi. Quando le guardie carcerarie lo hanno trovato, il detenuto è stato subito trasportato dal medico del carcere e successivamente in ospedale, dove è stato dichiarato morto.

Il New York Times ha raccontato anche l’abitazione di Epstein, che descrivendola più come “un’ambasciata o un museo” che una casa privata.

In casa di Epstein, sulla 71ma strada a New York di fronte alla Frick Collection, c’erano foto dell’ex miliardario con il principe alla corona saudita Mohammed Bin Salman, con l’ex presidente americano Bill Clinton e con l’attore e regista Woody Allen. Ma anche di molti altri. E di buona parte di questi conosceva i segreti, anche quelli in grado di creare non pochi danni e molto imbarazzo, quali le preferenze sessuali o l’suo di droga.

Il giornalista del Myt James Stewart racconta di aver incontrato Epstein lo scorso anno nella sua abitazione per un colloquio off the record su Tesla, quando si era no diffusi rumors su una collaborazione fra Elon Musk e l’ex miliardario travolto dalle accuse di traffico sessuale di minori. Un incontro durante il quale Epstein aveva parlato poco di Tesla e e molto di più delle sue amicizie potenti. Senza nascondere il suo passato, per il quale non sembrava pentito, Epstein raccontò di come molti potenti si confidavano con lui proprio alla luce dei suoi trascorsi perché non si sentivano imbarazzati.

Reticente a parlare di Tesla, Epstein aveva molti meno problemi a parlare del suo interesse per le donne giovani. Disse che criminalizzare il sesso con le teenager era un’aberrazione culturale, visto che in altre epoche era perfettamente accettabile. Poi si era soffermato sulla Silicon Valley: non è vero che lavoravano solo, molti manager usavano regolarmente droghe.

Il caso fa discutere anche il mondo della politica. I leader della commissione Giustizia della Camera, il democratico Jerry Nadler e il repubblicano Doug Collins, scrivono all’Fbi e chiedono risposte sulla morte di Epstein. Al Federal Bureau of Investigation chiedono risposte sul programma di prevenzione suicidi, sulle condizioni della cella di Epstein e i nomi di coloro che avrebbero dovuto controllarlo.

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