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Bambina migrante di 7 anni muore al confine con gli Usa: era in “custodia” della polizia di frontiera

Immagine di copertina

Una bambina migrante di 7 anni proveniente dal Guatemala è morta per disidratazione dopo essere stata presa in custodia in una struttura del Border Patrol, la polizia di frontiera degli Stati Uniti.

La bambina e suo padre erano entrati illegalmente nel territorio americano attraverso il confine messicano.

I due, riporta il Washington Post, facevano parte di un gruppo di 163 migranti in transito dal deserto del New Mexico che si erano poi consegnati alla polizia di frontiera sul territorio della città di Lordsburg.

La bambina, che non mangiava o beveva da diversi giorni, aveva avuto una crisi convulsiva ed è poi morta all’ospedale pediatrico di El Paso, in Texas, dove era stata trasferita in elicottero.

La carovana dei migranti verso gli Usa

Il 12 ottobre 2018 una carovana di 160 migranti ha iniziato la sua marcia dall’Honduras. Destinazione: Stati Uniti.

La maggior parte delle persone che la compongono vengono proprio dall’Honduras, uno dei paesi più poveri del Centro America con una popolazione di circa 9 milioni di abitanti, noto per la violenza di bande criminali e sconvolto dalla guerra alla droga e dalla corruzione dilagante.

Secondo i dati della Banca Mondiale, oltre il 60 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà e una persona su cinque si trova in condizioni di povertà estrema.

Le polemiche sulla polizia di frontiera Usa

La morte della piccola migrante ha riacceso l’attenzione sulla situazione dei bambini al confine con il Messico.

Una situazione che dura, però, da tempo: già da prima dell’estate erano infatti esplose polemiche sulle politiche adottate dall’amministrazione Trump.

Lo scorso giugno un “atroce audio” dei bambini separati forzatamente dai loro genitori al confine Usa ha fatto il giro del mondo.

I singhiozzi disperati di 10 bambini provenienti dall’America centrale e separati dai loro genitori dalle autorità che sorvegliano il confine con gli Stati Uniti compaiono nell’audio originale ottenuto dall’agenzia di notizie no profit ProPublica.

Molti di loro sembrano piangere così forte che riescono a malapena a respirare. Gridano “Mami” e “Papá” ancora e ancora, come se fossero le uniche parole che conoscono.

A un certo punto si sente un funzionario scherzare con uno dei bambinii n lacrime: “Abbiamo un’orchestra qui”.

La vicenda è quella che riguarda 2mila bambini alla frontiera sud degli Stati Uniti che sono stati separati dai lori genitori, colpevoli di essere entrati in territorio americano illegalmente. Un conseguenza della politica di tolleranza zero voluta dall’amministrazione Trump.

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