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Home » Esteri

Perché Molenbeek a Bruxelles è così importante per gli attentati di Parigi

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Molenbeek, la kasba di Bruxelles, come l'ha definita il nostro Davide Lerner oggi sul campo in Belgio, è costantemente monitorata dalla polizia per i legami con jihadisti

Dopo gli attacchi a Parigi di venerdì 13 novembre la polizia francese si è messa alla ricerca di possibili complici degli attentatori sia in Francia che in Belgio, soprattutto nel comune di Molenbeek, vicino Bruxelles.

Le autorità hanno arrestato sette persone, le quali sarebbero in qualche modo collegate alle azioni che hanno portato alla morte di almeno 129 persone negli attacchi alla capitale francese.

La zona aveva già catalizzato l’attenzione dei media globali quando a gennaio 2015 la polizia francese aveva compiuto perquisizioni nell’area, dopo la sparatoria alla redazione di Charlie Hebdo.

Molenbeek è densamente popolato da immigrati e secondo le autorità francesi proprio in quell’area sarebbero state individuate diverse persone che si occupavano del reclutamento di foreign fighter.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, Molenbeek sarebbe addirittura il fulcro europeo della ricerca di combattenti da inviare in Siria e Iraq.

Il nostro inviato Davide Lerner, in trasferta a Bruxelles, ci ha portati a Molenbeek alla scoperta del Belgistan.

Il vicesindaco della circoscrizione Ahmed El Khannouss ha avvertito che bisogna fare attenzione a non stigmatizzare la situazione della zona, che è sempre stata abitata da comunità di transito e che non è la base di estremisti e terroristi: “È pericoloso associare la popolazione agli estremisti”.

Secondo le autorità belga, nonostante la zona di Molenbeek conti 22 moschee, gli integralisti ritenuti responsabili del reclutamento dei foreign fighter si riunirebbero in luoghi di preghiera clandestini situati in case private.

Il sindaco Françoise Schepmans ha dichiarato che i sette arresti suggerirebbero una rete organizzata di estremisti collegati agli attacchi di Parigi.

In una delle automobili utilizzate agli attentatori del 13 novembre sarebbe stato trovato un biglietto di sosta di Molenbeek, tuttavia, gli investigatori hanno scoperto che alcuni potenziali terroristi utilizzavano il comune come base logistica, ma non vi risiedevano.

Il ministro degli Interni belga Jan Jambon ha dichiarato che bisogna stabilire al più presto perché la zona rimanga un problema sotto questo punto di vista, ma ha affermato che la situazione non può essere più tollerata.

Le autorità del Paese hanno comunicato che sarebbero circa 800 i cittadini del Belgio che stanno combattendo nel Medio oriente, un numero molto alto per uno stato che conta appena 11 milioni di abitanti, di cui 600mila musulmani.

Se il loro numero fosse confermato, il Belgio deterrebbe il primato di concentrazione di foreign fighter rispetto agli altri Paesi europei, con una cifra doppia rispetto alla Francia e quattro volte più alta rispetto al Regno Unito.

Leggi anche i commenti raccolti dal nostro giornalista Davide Lerner nella cittadina di Molenbeek 

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