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In Cina le donne stanno rompendo il silenzio contro gli abusi sessuali

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Credit: Afp

Decine di donne hanno denunciato di avere subito violenze sessuali sul posto di lavoro. E hanno accusato personalità pubbliche e dello spettacolo

Lei Chuang, fondatrice di Yi You, un’organizzazione non governativa, ha denunciato di essere stata vittima di un’aggressione sessuale. Poi, ha lasciato il posto di lavoro.

Non è la sola ad avere raccontato pubblicamente la sua storia perché in Cina nell’ultima settimana sono aumentate le accuse di violenza sessuale, pubblicate e diffuse sui social media. Decine di donne hanno detto di essere stare forzate ad avere rapporti sessuali dai loro datori di lavoro o dai colleghi dell’ufficio. Hanno aggiunto di non essere state credute dagli amici e che le autorità le hanno scoraggiate dallo sporgere denuncia.

A essere accusati sono stati famosi giornalisti, intellettuali e uomini di potere, in una fase che potrebbe segnare il momento di una svolta culturale in un paese dove la discussione sulle violenze è spesso tenuta sotto il tappeto. In passato, il governo aveva definito gli abusi sessuali un “problema occidentale”.

La maggior parte delle accuse è stata pubblicata su Weibo, il Twitter cinese, dove venerdì  27 luglio le parole “raccolta di prove di violenza sessuale” era il secondo trending topic.  

Le testimonianze hanno dato nuova linfa all’esperienza cinese di #MeToo, il movimento nato in Occidente dopo lo scandalo legato alle molestie sessuali del produttore cinematografico Harvey Weinstein, cui ha fatto seguito la denuncia di migliaia di donne su abusi e molestie sessuali subite anche molti anni fa. Nella sua versione cinese, il movimento è stato spesso oscurato dai media.

Molte delle accuse hanno incolpato Zhang Wen, noto giornalista cinese.

Una giovane avvocata, sotto lo pseudonimo di Little Spirit, ha raccontato che l’uomo, in Cina uno dei principali commentatori politici, l’aveva violentata a maggio dopo una festa. Zhang ha negato le accuse, sostenendo che il rapporto avuto con la donna era consensuale.

Jiang Fangzhou, scrittrice per New Weekly, ha scritto sul suo profilo su WeChat che Zhang aveva abusato di lei dopo un pranzo di lavoro. Hanno testimoniato anche la giornalista Yi Xiaohe e Wang Yanyun, una presentatrice televisiva, che hanno raccontato che Zhang aveva fatto loro proposte sessuali.

In un post di risposta alleaccuse, Zhang aveva detto che per uomini e donne che lavorano nel settore dei media e della cultura è normale “farsi foto insieme, abbracciarsi e baciarsi dopo avere bevuto un bicchiere di liquore”.

Martedì 24 luglio, un professore dell’Università cinese di Beijing era stato accusato di uno stupro commesso nel 2016. L’accademia, in un comunicato, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta specificando che sarà adottata una politica di tolleranza zero. Un ex studente della stessa università ha accusato un professore, che si occupa di organizzare le attività formative delle future personalità delle televisione pubblica cinese, di avance sessuali.

Le denunce stanno alimentando la discussione su cosa sia o non sia consenso e su cosa costituisce uno stupro.

“È solo l’inizio del movimento #MeToo in Cina”, ha detto Li Tingting, attivista per i diritti delle donne. “Il patriarcato è ovunque. La cultura dello stupro è ancora dominante”.

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