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Convince i medici che il figlio (sano) sta male: madre lo costringe a 13 interventi. Bimbo finisce sulla sedia a rotelle

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Convince i medici che il figlio (sano) sta male: madre lo costringe a 13 interventi. Bimbo finisce sulla sedia a rotelle

Per anni, tra il 2009 e il 2016, una madre ha costretto suo figlio a sottoporsi a centinaia di consulti medici e persino a 13 operazioni chirurgiche, totalmente inutili perché il bambino era sano. Adesso, una donna di 35 anni del Nord del Texas, negli Stati Uniti, si è dichiarata colpevole in un’aula di tribunale nella contea di Dallas e rischia una condanna da due a venti anni di carcere.

La madre, Kaylene Bowen, è adesso accusata di aver costretto il figlioletto Christopher, che oggi ha 10 anni, a una vita di test, esami e procedure mediche dolorose e soprattutto non necessarie. Il prossimo 11 ottobre è prevista l’udienza di condanna nei confronti della donna. Già nel 2017 i servizi sociali avevano impedito alla donna di vivere con il figlio e i suoi due fratellastri, affidandoli al padre, che in questi anni ha portato avanti la sua battaglia per fare emergere la verità sui problemi mentali della compagna.

Kaylene Bowen
Kaylene Bowen e il piccolo Christopher

Secondo gli esperti, quella di cui soffre la donna è la Sindrome di Munchhausen per procura, intesa come quella patologia di tutti i genitori che inventano o procurano sintomi ai propri figli per sottoporli ad accertamenti, interventi che finiscono per danneggiarli e, in casi estremi ucciderli. E il piccolo Christopher Crawford, alla morte, ci è andato davvero molto vicino.

Sin da quando aveva solo tre anni, infatti, il bambino era stato sottoposto a centinaia di visite specialistiche. Un numero impressionante: per 323 volte, infatti, la donna lo aveva portato dal pediatra e negli ospedali di Dallas e Houston. La descrizione dei presunti sintomi del figlio, fatta dalla donna, aveva persino convinto i medici, che hanno sottoposto Christopher a ben 13 interventi.

Ma non è tutto: Kaylene Bowen aveva deciso di rendere il figlio un simbolo della lotta alla malattia. Così, su Facebook, aveva avviato campagne di sensibilizzazione utilizzando le foto del bambino, intubato e costretto alla sedia a rotelle dopo gli interventi chirurgici. La donna aveva persino avviato raccolte fondi, affermando che il figlio stava per morire a causa di una rara malattia genetica, diventata in un secondo momento un cancro.

Christopher Crawford
La campagna lanciata su Facebook dalla madre

A causa delle operazioni, secondo quanto riportato dal portale Fort Worth Star-Telegram, il piccolo Christopher Crawford era stato dotato di un tubo che dalla sua bocca arrivava fino all’intestino. È così che veniva nutrito il bambino, che negli anni ha rimediato anche diverse infezioni potenzialmente letali.

Il padre del bambino, Ryan Crawford, in questi anni ha cercato di convincere i giudici del tribunale della contea di Dallas che suo figlio non era malato. Ma era prevalsa la linea della madre. Un giudice ha persino proibito a Crawford di visitare suo figlio, quando Christopher aveva solo tre anni.

Negli ultimi giorni, però, è arrivato il sospiro di sollievo con la confessione della madre. “Sono felice che abbia deciso di fare la cosa giusta – commentato Ryan Crawford – perché alla fine le bugie dovevano finire. Ora spero che coloro che pensavano che una madre non potesse mai fare questo al proprio figlio capiscano che esiste il male”.

Adesso l’uomo è l’unico tutore del piccolo Christopher, che nel frattempo grazie alle cure dei medici – stavolta utili e importanti – si è parzialmente ripreso. Sta bene, ha abbandonato la sedia a rotelle e va anche bene a scuola. La madre, in attesa della sentenza, potrà vederlo solo con la supervisione di altre persone.

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