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Francia, Macron annuncia il rimpasto di governo: il fedelissimo Christophe Castener all’Interno

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Negli ultimi mesi il ministro dell'Interno, dello Sport, dell'Ambiente e il portavoce del presidente hanno presentato le loro dimissioni, mettendo in crisi la tenuta del governo

Dopo una settimana di indiscrezioni e di attesa, il presidente Macron ha apportato diversi cambiamenti alla sua compagine governativa, giudicati dagli esperti più prudenti rispetto a un totale rimpasto di governo.

Macron ha deciso di affidare il ruolo di ministro dell’Interno al suo fedelissimo Christophe Castener, ex socialista, in precedenza ministro per i rapporti con il Parlamento nonché segretario del movimento En Marche.

Un uomo molto vicino al presidente, anche se noto nel paese per aver frequentato in giovinezza ambienti legati alla malavita di Marsiglia.

Cambia anche il capo del ministero della Cultura: l’editrice Françoise Nyssen lascia infatti il suo posto a un altro fedelissimo di Macron, Frank Riester.

Il portavoce del presidente, Gabriel Attal e anche lui vicino a Macron, ha invece ottenuto l’incarico di segretario di Stato nel ministero dell’istruzione.

Attal è noto anche in Italia per aver definito “vomitevole” il ministro Salvini.

La crisi di governo

A inizio ottobre si attendavano le dimissioni del primo ministro francese Édouard Philippe, ma Macron ha in seguito deciso di non rivoluzionare totalmente il suo entourage.

Un cambiamento all’interno del governo si è comunque reso necessario a causa della crisi politica che il governo francese sta attraversando negli ultimi mesi, come dimostrano le dimissioni del portavoce di Macron, del ministro dello Sport e dell’Ambiente.

L’ultimo a lasciare il presidente il 2 ottobre 2018 è stato il ministro degli Interni Gerard Collomb, dopo che il 5 settembre anche Bruno Roger-Petit, il portavoce dell’Eliseo, aveva presentato le sue dimissioni.

Il giorno prima, il 4 settembre, era stata la ministra dello Sport, Laura Flessel, ad annunciare le sue dimissioni “per ragioni personali”. L’ex campionessa olimpica di scherma aveva detto di volersi riconnettere con “impegni passati, incentrati sull’uomo, sulla solidarietà e sulla cooperazione internazionale”.

Il 28 agosto era stata la volta del ministro dell’Ambiente francese, Nicolas Hulot, il primo a lasciare l’esecutivo guidato da Emmanuel Macron.

Hulot aveva annunciato la decisione di lasciare l’incarico durante un’intervista in diretta all’emittente radiofonica France Inter, senza avvertire né Macron né il premier Edouard Philippe, sostenendo che si era “sentito solo”.

Se già le dimissioni di due ministri e del portavoce in meno di due settimane possono essere considerate un segno della debolezza dell’attuale governo, un altro indizio emerge dai sondaggi, realizzati dall’istituto Ifop e pubblicati a settembre 2018.

Leggendo i dati, emerge che solo il 31 per cento dei francesi si dice soddisfatto per l’azione del presidente Macron: un crollo di popolarità di oltre dieci punti rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto.

Il risultato di Macron è peggiore di quello dell’ex presidente Francois Hollande nello stesso periodo del precedente quinquennato (32 per cento).

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