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Home » Esteri

In Israele nessuno riesce a formare un governo: si va verso le terze elezioni in un anno

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Israele, non si riesce a formare governo, ipotesi elezioni anticipate

In Israele non si riesce a formare un governo. A due mesi dalle elezioni del 17 settembre, né Netanyahu né Gantz sono riusciti a trovare una maggioranza per dare il via a un esecutivo. Con ogni probabilità il paese tornerà alle urne per la terza volta in un anno, dopo la tornata del 9 aprile e quella del 17 settembre. Oggi, 21 novembre, il presidente israeliano Reuven Rivlin ha informato il presidente della Knesset (il parlamento israeliano), Yuli Edelstein, del fallimento di Benny Gantz nel formare il governo e che quindi, secondo la legge, il compito di costituire un nuovo esecutivo passa ora nelle mani del parlamento.

Intanto, nella giornata di oggi, 21 novembre, è arrivata la notizia che il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato incriminato per corruzione (qui tutti i dettagli).

Benny Gantz, il leader centrista di Blu-Bianco, aveva vinto le elezioni dello scorso settembre con un margine molto stretto: 33 seggi per Blu-Bianco e 32 per il Likud. L’annuncio della sua rinuncia a formare il governo è arrivato ieri, 20 novembre, dopo aver tentato di “rigirare ogni pietra”. Poche ore prima il leader nazionalista di Israel Beytenu, Avigdor Lieberman, ago della bilancia nella formazione di un governo, aveva già annunciato il fallimento delle trattative per formare un “governo unitario nazionale e liberale” con il Likud di Netanyahu e con i centristi di Gantz. Neanche la strada di un governo di minoranza appoggiato dall’esterno sia da Lieberman sia dai partiti arabi alla Knesset, si è rivelata impossibile da percorrere. E così l’impasse politica si è rivelata in tutta la sua gravità.

Prima di Gantz già Netanyahu aveva fallito nel tentativo di riunire una maggioranza e formare un governo di unità nazionale, con l’esperimento dell’alternanza nel ruolo di premier tra lui e Gantz.

Il passaggio al parlamento è una circostanza insolita, dal momento che non si era mai verificata prima nella storia istituzionale di Israele. I deputati hanno 21 giorni di tempo per dare il loro supporto a un qualsiasi parlamentare: se ci sarà una maggioranza di 61 membri della Knesset, allora il deputato avrà l’incarico di costituire un governo. Se anche questo tentativo dovesse fallire, si tornerà alle urne per le elezioni anticipate.

“Questo è un tempo di oscurità senza precedenti nella storia dello stato di Israele in questi 21 giorni non ci devono essere né blocchi o partiti. Ognuno dei parlamentari dovrà interrogare la propria coscienza e chiedersi: quale è il mio dovere per lo Stato di Israele?”, ha detto Rivlin.

Intanto, Gideon Saar, il principale avversario di Benyamin Netanyahu nel Likud, ha annunciato che chiederà al partito le primarie se Israele andrà a nuove elezioni. Saar si è detto anche convinto di riuscire laddove Netanyahu ha fallito: la costruzione di un governo per unire il paese. “La cosa necessaria e giusta da fare è stabile una tabella di marcia per le primarie per la guida del partito. Questo è quello che dice la Carta del Likud. Penso che sarei capace di formare un governo e di unire il Paese e la Nazione”, ha detto Saar.

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