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    Guerra in Ucraina, ultime notizie. Zelensky all’Ue: “Imponga sanzioni più dure”. Russia, schizzano le probabilità di default. Papa Francesco condanna il massacro di Bucha: “Si metta fine alla guerra”. Croce Rossa, “500 evacuati da Mariupol a Zaporizhzhia”

    Credit: Giulio Piscitelli
    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 6 Apr. 2022 alle 07:00 Aggiornato il 6 Apr. 2022 alle 20:17

    Guerra Ucraina-Russia: le ultime notizie di oggi, 6 aprile 2022

    GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS – Dopo oltre un mese, la guerra tra Russia e Ucraina sembra ben lontana dal suo epilogo: intanto, mentre il presidente ucraino Volodimir Zelensky, intervenuto ieri (qui la cronaca della giornata) all’Onu, ha chiesto una nuova Norimberga per i crimini di guerra commessi dalla Russia, Mosca continua a negare ogni responsabilità per le vittime di Bucha. Nella notte, sui social, Zelensky è tornato a chiedere la sospensione della Russia da tutti gli organismi internazionali, criticando le Nazioni Unite: “Finché c’è Mosca che esercita i suoi veti, l’Onu non è in grado di esercitare le sue funzioni”. Nel frattempo, l’Ue ha annunciato nuove sanzioni, che riguarderanno 4 istituti bancari del paese, il carbone e altri beni, mentre il premier Mario Draghi, secondo cui l’Italia è “pienamente allineata all’Unione europea”, ha dichiarato che Putin e l’esercito russo dovranno “rispondere delle loro azioni”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, invece, ha espulso 30 diplomatici russi “per motivi di sicurezza nazionale”. Di seguito tutte le ultime notizie di oggi dall’Ucraina minuto per minuto.

    GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA

    Ore 20.10 – Draghi, posizione Lega su legge delega? Andremo avanti – L’opposizione della Lega alla delega fiscale “era prevista. Andremo avanti”, si voterà, “l’ultima volta ha prevalso il governo, speriamo che succeda ancora”. Lo ha detto il premier Mario Draghi, rispondendo ad una domanda dei cronisti.

    Ore 20.05 – Draghi: tetto ai prezzi cosa più razionale da fare – “L’Europa come tale ha un potere di mercato straordinario”, ha detto Mario Draghi sostenendo l’imposizione di un limite stabilito a livello europeo del prezzo del gas. Secondo il presidente del Consiglio, l’UE “di fatto è l’unico compratore, ha un forte potere di mercato”.

    Ore 20.00 – Maggioranza, Draghi: “Credo prevarrà spirito costruttivo” – “Ho molta fiducia nella capacità delle forze di maggioranza di capire la situazione”, ha detto oggi Mario Draghi, rispondendo a una domanda sulle tensioni nella maggioranza che sostiene il suo governo. “Penso di siano diversità anche profonde di vedute di identità”, ha detto Draghi. “Queste battaglie identitarie, portano a quale risultato? Che le istituzioni del paese non possano rispondere alle esigenze del paese”, ha detto. “Credo che prevalga uno spirito costruttivo”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Le sembrerò ingenuo, la penso così”.

    Ore 19.55 – Draghi: domani incontro con sindacati, ricerca strada comune – “L’incontro di domani con i sindacati è importante, riprende il confronto che si era fermato. E’ un momento importante perché l’economia italiana si trova attaccata su piu’ fronti: l’inflazione, la mancanza di materie prima, il caro energia, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. E poi c’è la guerra, la scelta da che parte stare…”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “La cosa più naturale è vedere se la risposta non possa arrivare da tutti, da governo e parti sociali se si può discutere di un quadro complessivo per vedere se si riesce a trovare strada comune”, osserva il presidente del Consiglio.

    Ore 19.50 – Draghi: “Meglio la pace o il condizionatore acceso?” – “Se ci propongono un embargo sul gas noi saremo ben contenti di seguire”, ha detto Mario Draghi, poco dopo aver detto che “l’embargo sul gas non è ancora, e non so se lo sarà mai, sul tavolo” a livello europeo. Il presidente del Consiglio ha espresso la disponibilità ad adottare qualsiasi strumento sia considerato “più efficace”. “Ci chiediamo se il prezzo del gas potrà essere scambiato con la pace”, ha detto. “E lei cosa si risponde”, ha detto rivolto al giornalista de Il Fatto Quotidiano che gli aveva rivolto una domanda sui razionamenti, “preferisce la pace o il condizionatore acceso?”.

    Riguardo la possibilità di razionamenti dell’energia, Draghi ha smentito seccamente. “Non c’è niente di questo”, ha detto. “Siamo coperti dalle nostre riserve e dalla nostra produzione, le conseguenze non le vedremo fino all’autunno”.

    Ore 19.47 – Draghi, embargo sul gas non è sul tavolo – “Non è un ipotesi al momento in discussione”, ha detto Draghi a proposito di un eventuale blocco delle importazioni di gas russo a livello europeo. “L’embargo sul gas non è ancora, e non so se lo sarà mai, sul tavolo”, ha detto Draghi, che ha parlato però di “situazione in divenire” in relazione alle atrocità commesse dalle forze russe come quelle emerse a Bucha.

    Ore 19.45 – Sindaco Mariupol: “5.000 morti da inizio guerra, 210 sono bambini” – “Secondo le sole stime preliminari, nel mese di occupazione a Mariupol sono morte 5.000 persone, di cui circa 210 bambini”. Lo ha detto il sindaco della città sudorientale ucraina Vadym Boychenko, secondo quanto riportato dal comune di Mariupol sul suo canale Telegram. Il primo cittadino ha parlato di “deliberata distruzione della popolazione civile”. “:e forze terroristiche russe hanno lanciato diverse bombe pesanti su un ospedale pediatrico e hanno distrutto uno degli edifici del primo ospedale cittadino. Quasi cinquanta persone sono state bruciate vive. È stato bombardato il teatro d’arte drammatica, dove in quel momento più di novecento persone si stavano nascondendo dai bombardamenti”, ha detto il sindaco.

    Ore 19.42 – Def: Franco, deficit al 5,6%, spazio manovra 0,5 punti – “Confermiamo gli obiettivi di finanza pubblica per l’indebitamento netto fissato nella Nadef, che era il 5,6%, quindi abbiamo un margine di azione per la politica economica di circa mezzo punto percentuale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato il Def.

    Ore 19.40 – Draghi: governo e forze politiche ora sono tutt’uno – “Il governo e le forze politiche sono un tutt’uno agli occhi degli italiani in questo momento difficile”, ha detto Mario Draghi, che ha chiesto ancora “unità” per affrontare le “due sfide” della gestione della normale attività di governo e delle emergenze. “Occorre fiducia che ciò possa avvenire”, ha detto il presidente del Consiglio.

    Ore 19.35 – Johnson: “Crimini spaventosi Russia non resteranno impuniti” – “Oggi il Regno Unito intensifica il suo stringente pacchetto di sanzioni contro il regime di Putin. Non lasceremo che gli spaventosi crimini della Russia restino inosservati o impuniti. L’Ucraina deve prevalere”. Lo ha scritto su Twitter il primo ministro britannico, Boris Johnson, commentando le nuove sanzioni varate dal suo governo.

    Ore 19.30 – Draghi: cittadini preferiscono unità a riaffermazione identità partiti – “La fiducia dipende dalla circostanza che stiamo vivendo ma dipende anche dalla capacità di esprimere un indirizzo di politica, di economia su molti fronti”. Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza (Def) da parte del governo, in una conferenza stampa in cui ha affermato che il governo farà “tutto quello che è necessario per aiutare famiglie e imprese” dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. “Dobbiamo affermare una governabilità che si esprime con decisione ma anche con un’unità di intenti”, ha detto Draghi, affermando che i cittadini chiedono unità. “I cittadini se devono scegliere tra la riaffermazione delle identità dei partiti o l’unità d’intenti nell’esecuzione del governo, sono certo che scelgono la seconda piuttosto che la prima”, ha ribadito.

    Ore 19.25 – Draghi: da guerra peggioramento prospettive di crescita, pronti a intervenire – “È chiaro che la guerra in Ucraina ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita”. Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza (Def) da parte del governo. A pesare, secondo Draghi, l’aumento dei prezzi e la diminuzione della fiducia, che invece era “molto positiva, molto viva” all’inizio dell’anno ma da allora “è diminuita molto” anche per la situazione bellica. “È una guerra molto vicina a noi, e quindi i consumatori e le imprese vedono un futuro meno positivo”, ha detto Draghi. “Faremo tutto quello che è necessario per aiutare famiglie e imprese” all’interno di una cornice di regole sui conti europee, ha detto Draghi. “La disponibilità del governo è totale”.

    Ore 19.20 – Biden: “Guerra tutt’altro che conclusa” – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che la guerra in Ucraina è tutt’altro che conclusa, ribadendo che gli Usa sono pronti a sostenere Kiev a lungo. Lo ha dichiarato in un discorso tenuto alla Conferenza nazionale dei sindacati dei costruttori a Washington.

    Ore 19.18 – Biden, a Bucha crimini di guerra enormi – Le immagini di civili uccisi giunte da Bucha “hanno consentito a tutto il mondo di vedere la brutalità e la disumanità” delle forze russe e “non sono niente meno che crimini di guerra enormi, i cui responsabili pagheranno il conto”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un discorso tenuto alla Conferenza nazionale dei sindacati dei costruttori a Washington.

    Ore 19.15 – Consiglio ministri approva il Def – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (Def). A breve il presidente del Consiglio Draghi lo illustrerà in conferenza stampa.

    Ore 19.10 – Governatore Donetsk: “Oggi 5 morti” – Il governatore di Donetsk ha detto che oggi almeno cinque persone sono state uccise nei bombardamenti russi.

    Ore 19.05 – Biden: “Economia russa portata indietro di 15 anni” – Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato le nuove sanzioni imposte da Washington contro Mosca dopo le atrocità emersa a Bucha. “Nei prossimi anni sarà molto difficile per la Russia crescere”, ha detto Biden, affermando che i russi “non devono fare affari nel nostro paese”. “Abbiamo cercato di vietare tutti gli investimenti americani in Russia, si tratta di cifre molto ingenti, investimenti del settore privato”, ha continuato Biden, che ha parlato di un “grande cambiamento”.

    Ore 19.00 – Blinken: “Forniamo 10 anti-carro per ogni tank russo” – “Tra gli Stati Uniti e altri alleati, per ogni carro armato russo in Ucraina abbiamo fornito, o forniremo presto, dieci sistemi anti-carro. Dieci per ogni singolo tank russo”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, nell’intervista con Nbc.

    Ore 18.55 – Biden: “Nuovo round sanzioni devastanti contro la Russia” – “Ho chiarito che la Russia avrebbe pagato a caro prezzo e immediatamente per le sue atrocità a Bucha. Oggi, insieme ai nostri alleati e partner, annunciamo un nuovo round di sanzioni devastanti”. Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, commentando il nuovo pacchetto di misure adottato contro la Russia. “Oggi gli Stati Uniti, con il G7 e l’Unione Europea imporrà immediati e severi costi economici al regime di Putin per le sue atrocità in Ucraina, compresa Bucha”, riporta una nota con cui si annunciano “devastanti misure economiche per vietare nuovi investimenti in Russia ed imporre le più pesanti sanzioni finanziarie sulle principali banche russe, diverse importanti società statali e su funzionari russi e loro familiari”.

    Ore 18.50 – Blinken: “Momento importante per il futuro della Nato” – “Tra la Nato e gli Usa vi è stata una collaborazione straordinaria in questi mesi e stiamo continuando nella stessa direzione. Avevamo deciso tre cose prima dello scoppio della crisi: di sostenere l’Ucraina, e lo stiamo facendo, di sottoporre la Russia a una straordinaria pressione, e lo stiamo facendo, e di rafforzare le difese dell’alleanza”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken al consiglio atlantico. “Questo è un momento importante per il futuro della nostra alleanza”, ha sottolineato.

    Ore 18.45 – Mosca, “mondo non è solo Occidente, daremo gas ad altri” – La Russia può fornire gas ad altri paesi, il mondo è molto più ampio del semplice Occidente. Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, secondo quanto riporta la Tass.

    Ore 18.40 – Blinken: “Temo altre scoperte più terrificanti di Bucha” – “Temo che ciò che scopriremo nei prossimi giorni e settimane in Ucraina sarà più terrificante di quello che abbiamo visto” a Bucha. Lo ha dichiarato alla Nbc il segretario di Stato americano, Antony Blinken. “Ci sono scappatoie nelle sanzioni contro la Russia e stiamo cercando di chiuderle, ma potrebbe volerci del tempo”, ha aggiunto.

    Ore 18.35 – Letta: gravissimo Orban, Ue rifletta su diritto veto – “Tre leader politici si sono congratulati con Orban per la vittoria: Putin, Salvini e Meloni. Credo che questo dovrebbe farci riflettere sulla vicenda europea”, ha detto oggi Enrico Letta, affermando che “l’Ungheria può bloccare le sanzioni in questo momento”, in quanto Orban “ha già detto di non voler cedere” alle pressioni per imporre sanzioni sulla Russia. “Un caso gravissimo”, l’ha definito il segretario del Partito democratico, intervenuto alla presentazione di un libro di Achille Occhetto. Letta ha aggiunto che “il diritto di veto” utilizzato da alcuni paesi europei ha rappresentato “un piano inclinato per l’aggressione” della Russia all’Ucraina.

    Ore 18.30 – Stoltenberg: “Leadership Usa della Nato indispensabile” – “La leadership Usa è eccezionale ed indispensabile e questo è molto importante quando affrontiamo situazioni molto pericolose come la guerra in Ucraina”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un punto stampa con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, a margine della riunione ministeriale della Nato. “Grazie per il continuo e significativo supporto all’Ucraina. Per le sanzioni e l’alto costo imposto alla Russia e alla sua macchina di guerra e per il rafforzamento della difesa collettiva in Europa con maggiore presenza”, ha detto Stoltenberg rivolgendosi al capo della diplomazia americana.

    Ore 18.25 – Cremlino, armi Occidente a Kiev non ci fermeranno – “Le armi fornite dall’Occidente a Kiev non ci fermeranno, non ci impediranno di raggiungere i nostri obiettivi”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Ria Novosti.

    Ore 18.20 – Mosca esclude la chiusura delle ambasciate europee – La chiusura delle ambasciate europee a Mosca non e’ all’ordine del giorno. Lo ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax.

    Ore 18.15 – G20, Yellen: “Non parteciperemo a riunioni se c’è Russia” – Gli Stati Uniti non parteciperanno alle riunione del G20 se sarà presente la Russia. Lo ha detto il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen. “Il presidente Biden ha chiarito, e sono certamente d’accordo con lui, che non può essere normale che la Russia partecipi alle istituzioni finanziarie. Biden ha chiesto che la Russia sia rimossa dal G20 e ho chiarito ai miei colleghi in Indonesia che non parteciperemo alle riunioni se i russi saranno presenti”, ha affermato Yellen in Commissione per i servizi finanziari della Camera dei rappresentanti.

    Ore 18.10 – Fonti Pentagono: “Completato ritiro russo da Kiev e Chernihiv” – Le forze russe si sono completamente ritirate da Kiev e Chernihiv. Lo ha dichiarato una fonte del dipartimento di Difesa degli Stati Uniti in un briefing alla stampa statunitense, affermando che la Russia ha lanciato più di 1.450 missili contro l’Ucraina dall’inizio dell’invasione.

    Ore 18.05 – Ue, Jourova: Europol contro estrema destra finanziata da Mosca – “L’Istituto internazionale per gli studi strategici nel 2020 ha affermato la che Russia sostiene i suprematisti bianchi e altri gruppi di estrema destra incoraggiandoli con la propaganda, cosa che porta alla polarizzazione e alla divisione nelle società europee” ed “è stato documentato che la Russia ha finanziato e formato gruppi e individui di estrema destra nell’Ue negli stati membri dell’Ue”. Lo ha dichiarato la vice presidente della Commissione europea, Vera Jourova, nel dibattito al parlamento europeo sui legami tra il Cremlino e i movimenti di estrema destra in Europa. “La Commissione sta affrontando con gli stati membri l’estremismo violento di destra all’interno dell’Unione europea anche attraverso Europol, che è in stretto contatto con le autorità degli stati membri e le agenzie partner per scambiare informazioni in continuazione”, ha aggiunto Jourova.

    Ore 18.00 – Esclusivo TPI: Eni pronta a tagliare i fondi all’osservatorio di Orsini – Una fonte qualificata interna a Eni ha riferito a TPI che l’azienda non ha intenzione di rinnovare il finanziamento che eroga dal 2016 all’Osservatorio interno alla Luiss diretto da Orsini. Continua a leggere qui.

    Ore 17.55 – Regno Unito: sanzioni su 2 banche russe, stop petrolio e carbone – Il Regno Unito ha annunciato il congelamento dei beni delle banche russe Sberbank e Credit Bank of Moscow. Nel quadro della nuova tornata di sanzioni contro Mosca per l’invasione dell’Ucraina, Londra ha inoltre annunciato che fermerà le importazioni di carbone e petrolio dalla Russia entro la fine dell’anno.

    Ore 17.50 – Onu: 1.563 civili uccisi da inizio conflitto, 130 i bimbi – Sono almeno 1.563 le vittime civili dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, tra cui 130 bambini. Lo ha reso noto l’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, aggiungendo che i feriti sono almeno 2.213, di cui 188 minori. Secondo l’agenzia Onu, le cifre sono probabilmente sottostimate, viste le difficoltà negli accertamenti sul terreno.

    Ore 17.45 – Stoltenberg sente Orban, pronti per lungo periodo – Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha avuto un colloquio telefonico con il premier ungherese, Viktor Orban. “Gli alleati Nato sono uniti nella condanna della brutale guerra della Russia contro una nazione sovrana indipendente. Siamo preparati per [un impegno] di lungo periodo, con il sostegno all’Ucraina, rafforzando le nostre sanzioni e aumentando la nostra deterrenza e difesa”, ha scritto in un tweet Stoltenberg dando conto della telefonata.

    Ore 17.40 – Nato: Stoltenberg, nessuno ha potere veto su adesione Georgia – “La porta della Nato resta aperta. L’allargamento della Nato in diversi decenni è stato qualcosa di successo, estendendo la democrazia, la stabilità, la pace, lo stato di diritto in Europa. Sta ai Paesi che aspirano all’adesione e ai 30 alleati decidere sul tema dell’adesione. Nessun altro ha il potere di veto, sta a chi fa domanda e agli alleati decidere”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, rispondendo a una domanda sull’eventuale richiesta di adesione della Georgia. “La Russia controlla parte del territorio della Georgia e guarderemo a come potremo dare più sostegno sia per quanto riguarda il cyber, la sicurezza delle comunicazione, la costruzione di capacità sia per quanto riguarda altri modi per rafforzare la Georgia nel resistere alla pressione russa”, ha aggiunto.

    Ore 17.35 – Mosca, strage Bucha opera “neonazisti e regime Kiev” – Il ministero della Difesa russo ha accusato i “neonazisti ucraini” di essere dietro la strage di civili a Bucha. “La cinica provocazione dei neonazisti ucraini con la morte di massa di civili a Bucha, perpetrata con il pieno sostegno del regime di Kiev, è l’ennesima prova del genocidio commesso contro il loro stesso popolo”, ha denunciato in un briefing Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo di Difesa nazionale della Federazione Russa.

    Ore 17.30 – Cavusoglu, immagini Bucha rovinano clima negoziati – “I team negoziali avevano fatto progressi significativi e entrambi le parti lo avevano riconosciuto. Purtroppo le immagini che abbiamo visto a Bucha e da altre regioni danneggiano l’atmosfera relativamente positiva dei negoziati, ma restiamo speranzosi e cautamente ottimisti”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, al suo arrivo alla riunione ministeriale della Nato. “Allo stesso tempo siamo realisti sulle difficoltà che ci sono ma continuiamo a impegnarci. Ci aspettiamo altri incontri tra i due team negoziali, poi tra i ministri degli Esteri e forse i due leader”, ha aggiunto.

    Ore 17.25 – Nato, conflitto “può durare molti mesi, anche anni” – “Dobbiamo essere realistici e renderci conto che questo può durare a lungo, per molti mesi, anche anni. Ed è per questo che dobbiamo anche essere preparati per il lungo periodo, sia quando si tratta di sostenere l’Ucraina, sia di sostenere sanzioni e rafforzare le nostre difese”. Sono le parole del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.

    Ore 17.20 – Casa Bianca, sanzionate figlie adulte Putin – Gli Stati Uniti sanzioneranno “i figli adulti” del presidente russo Vladimir Putin: secondo un alto responsabile, si tratta delle due figlie del leader. Oltre a loro, secondo il comunicato della Casa Bianca, vengono colpite “le élite russe e i loro familiari”: si tratta della moglie e della figlia del ministro degli Esteri Lavrov, dei membr del Consiglio di sicurezza fra i quali l’ex presidente e primo ministro Dmitry Medvedev e il primo ministro Mikhail Mishustin. “Questi individui si sono arricchiti a spese del popolo russo”, si legge nella nota.  “Alcuni di loro sono responsabili di aver fornito il sostegno necessario per sostenere la guerra di Putin contro l’Ucraina. Questa azione li taglia fuori dal sistema finanziario degli Stati Uniti e congela tutti i beni che possiedono negli Stati Uniti”.

    Ore 17.10 – Casa Bianca, sanzionate Sberbank e Alfa Bank – Gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni economiche e finanziarie, nel loro auspicio “devastanti” contro la Russia. Come si legge in un comunicato della Casa Bianca, l’obiettivo delle sanzioni sono le grandi banche e le figlie adulte del presidente Vladimir Putin. Oltre a vietare tutti i nuovi investimenti in Russia, l’esecutivo americano applicherà le più severe limitazioni alle grandi banche russe Sberbank e Alfa Bank, oltre a molte grandi imprese pubbliche, come risposta alle “atrocità” commesse in Ucraina.

    Ore 17.00 – Di Maio, sostegno a tutti gli sforzi di mediazione – “Noi lavoriamo fin dal primo giorno per la pace e continuiamo a sostenere tutti gli sforzi di mediazione per riuscire ad arrivare prima a un cessato il fuoco e poi a una pace duratura”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al suo arrivo alla riunione ministeriale della Nato. “L’Italia è pienamente coinvolta anche nel processo che sta seguendo la neutralità dell’Ucraina, sullo status del Donbass e della Crimea”, ha aggiunto.

    Ore 16.50 – Di Maio: espulsioni non compromettono relazioni diplomatiche –“In queste ore con i nostri alleati e partner abbiamo coordinato diverse azioni, tra queste c’è anche quella dell’espulsione di trenta funzionari russi con passaporto diplomatico o di servizio. Lo abbiamo fatto per una questione di sicurezza nazionale”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al suo arrivo alla riunione ministeriale della Nato. “Lo voglio ripetere, perché noi lavoriamo per la pace sin dal primo giorno. Ed espellere trenta funzionari non significa compromettere le relazioni diplomatiche, non significa interromperle, significa garantire la nostra sicurezza”, ha aggiunto. “E lavorare per la pace non significa che non dobbiamo tutelare la sicurezza del nostro Paese, della nostra Nazione”, ha evidenziato il capo della Farnesina.

    Ore 16.40 – Di Maio: sanzioni passaggio per portare Putin a tavolo pace – “Il pacchetto di sanzioni che verrà licenziato sarà un altro passaggio che continua nella direzione di voler far sedere Putin seriamente al tavolo e raggiungere una tregua e poi un accordo di pace”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al suo arrivo alla riunione ministeriale della Nato a Bruxelles.

    Ore 16.30 – Letta, invasione è minaccia mortale a democrazia – “La minaccia alla libertà oggi è una minaccia mortale. L’invasione dell’Ucraina è un attacco alla libertà e alla democrazia. Sono convinto che l’origine della scelta inattesa, folle e criminale fatta da Putin fosse il pericolo di contagio di libertà in Russia. E quindi l’idea che l’Ucraina debba essere allineata con gli ex satelliti russi dell’impero sovietico. la questione della libertà e della democraiza è il cuore della vicenda che stiamo vivendo”. Lo ha detto Enrico Letta durante un seminario di Fare Futuro, a cui partecipa anche Giorgia Meloni.

    Ore 16.20 – Podolyak: “Occidente ci dia armi e imponga sanzioni reali a Mosca” – “Se non forniscono all’Ucraina le armi necessarie (artiglieria pesante e difese aerea) e se domani non impongono sanzioni reali (embargo energetico diretto/indiretto), come pensano esattamente di porre fine alla guerra i nostri partner occidentali? Perché i russi devono smettere di uccidere e distruggere l’Ucraina?”. Lo scrive su Twitter Mikhaylo Podolyak, uno dei negoziatori ucraini e consigliere del presidente Volodimir Zelensky.

    Ore 16.18 – Di Maio: no veto su embargo gas ma serve tetto prezzi – “Voglio ripeterlo ancora una volta: non ci saranno veti da parte dell’Italia su eventuali sanzioni che vadano a incidere su petrolio, gas e carbone importati dalla Russia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al suo arrivo alla riunione ministeriale della Nato a Bruxelles. “Voglio anche dire che è chiaro se si va verso un ban dell’import dell’Oil&Gas dalla Russia, l’Unione europea deve stabilire necessariamente il tetto massimo al prezzo del gas, perché il prezzo subirà ancora più speculazioni in borsa e questo noi non ce lo possiamo permettere per le famiglie e per le aziende”, ha spiegato il capo della Farnesina.

    Ore 16.15 – Di Maio: “Valutiamo di riportare l’ambasciata a Kiev” – “L’Italia sta valutando di riportare in sicurezza l’ambasciata a Kiev. Questo presuppone un’analisi di sicurezza sul terreno, che stiamo facendo, e un coordinamento con tutti i nostri partner”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio a margine del consiglio atlantico della Nato.

    Ore 16.12 – Putin a Orban: “A Bucha provocazioni rozze e ciniche” – Nella conversazione con il primo ministro ungherese Viktor Orban, il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse rivolte a Mosca sui crimini di guerra a Bucha, parlando di “provocazioni rozze e ciniche” da parte dell’Ucraina. Lo riferisce il Cremlino, secondo cui i due leader hanno inoltre discusso delle relazioni bilaterali e dei colloqui con Kiev. Lo ha riportato il Cremlino.

    Ore 16.10 – Di Maio: “L’Italia lavora per conferenza di pace” – “L’Italia auspica, e lavora con i partner in tal senso, una conferenza di pace, che è un passaggio fondamentale per fermare il conflitto, ridare l’Ucraina al popolo ucraino e fermare quelle immagini terribili che stiamo vedendo, come a Bucha”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio a margine del consiglio atlantico della Nato. Di Maio vedrà il suo omologo turco a margine dei lavori in tal senso, poiché la Turchia “è il paese che più in questo momento sta facilitando le mediazioni fra Russia e Turchia”.

    Ore 16.05 – Di Maio: “Quinto pacchetto di sanzioni per indebolire Putin” – “L’Italia sostiene pienamente il quinto pacchetto di sanzioni perché ora non si può far altro che indebolire l’economia russa in modo che Putin non continui a finanziare questa guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio a margine del consiglio atlantico della Nato.

    Ore 16.00 – Meloni: “Embargo gas russo rischia essere suicidio” – “Il problema non è il sacrifico degli italiani. Non si tratta di spegnere solo la luce nella stanza. Se fermiamo le forniture di gas, fra due mesi chiudono le industrie. Quello non è un sacrificio. Quello è un suicidio”. Lo ha detto Giorgia Meloni in risposta a una domanda sull’eventuale embargo alle forniture di gas dalla Russia arrivando alla sala Capitolare del Senato per un evento della fondazione Fare Futuro, a cui è presente anche il segretario del Partito democratico Enrico Letta.

    Ore 15.55 – Orban: l’Ungheria “non cederà” alle pressioni sulle sanzioni – Il primo ministro ungherese Viktor Orban, uscito vincitore dalle elezioni che gli hanno assicurato un quarto mandato, ha detto “non cederà” alle pressioni per sostenere un’estensione delle attuali sanzioni contro la Russia che comprenda le forniture di petrolio e gas, definita una “linea rossa” per l’Ungheria. Orban ha anche dichiarato che l’Ungheria deve rafforzare la sua alleanza con la Polonia, considerata “un’alleanza strategica” all’interno dell’Unione europea. Nel corso della conferenza stampa, Orban ha anche dichiarato di aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin esortandolo a dichiarare “un cessate il fuoco immediato” e di averlo invitato a Budapest insieme ai leader di Francia, Germania e Ucraina. Ieri la Commissione europea ha annunciato l’avvio di una procedura disciplinare sullo stato di diritto contro l’Ungheria.

    Ore 15.50 – Mosca, Bucha “inventata” per giustificare nuove sanzioni – Il “falso criminale” di Bucha è stato “inventato per giustificare un pacchetto di sanzioni anti-russe prestabilito dall’Ue, inclusa l’espulsione di diplomatici” e per “complicare, se non interrompere completamente”, i negoziati tra Mosca e Kiev. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, nel briefing con la stampa, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti.

    Ore 15.45 – Russia, default in un anno al 99% – La probabilità di default della Russia entro un anno sono schizzate al 99%, dopo la stretta annunciata dagli Stati Uniti sul pagamento delle obbligazioni russe in valuta estera. Lo riporta Bloomberg, citando i dati di Ice Data Services sulle probabilità di un default calcolate in base al costo delle assicurazioni sul debito.

    Ore 15.40 – Def: con blocco gas russo fino a 2,3 punti in meno di crescita – Nello scenario più sfavorevole, che ipotizza un blocco delle esportazioni russe di gas e petrolio, il governo stima nel Documento di economia e finanza (Def) che la crescita del Pil in termini reali nel 2022 sarebbe pari a 0,6 per cento e nel 2023 a al 0,4 per cento. I risultati della simulazione mostrano una caduta del Pil in confronto allo scenario tendenziale (2,9%) di 2,3 punti percentuali nel 2022 e 1,9 nel 2023. Lo scenario prevede anche che solo parte delle azioni intraprese per diversificare gli approvvigionamenti di gas producano i risultati desiderati per via di problemi tecnici, climatici e geopolitici, e che anche gli altri paesi Ue si trovino a fronteggiare carenze di gas. “Giacché il 2022 eredita 2,3 punti percentuali di crescita dal 2021, la crescita del Pil nel corso del 2022 sarebbe nettamente negativa, mentre il deflatore dei consumi crescerebbe del 7,6 per cento”, si legge nella bozza del Documento. In tale scenario avverso per l’Italia si ipotizza “una carenza di gas pari al 18 per cento delle importazioni in volume nel 2022 e al 15 per cento delle importazioni nel 2023”.

    Ore 15.35 – Viminale, “85.057 i profughi finora accolti in Italia” – Sono 85.057 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina arrivate in Italia. Lo ha reso noto il Viminale, precisando che si tratta di 43.888 donne, 8.949 uomini e 32.220 minori. L’incremento, rispetto a ieri, è di 879 unità. Le principali città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia sono ancora Milano, Roma, Napoli e Bologna.

    Ore 15.30 – Stoltenberg, Kiev ha bisogno di aiuto militare urgente – “L’Ucraina ha bisogno urgente di aiuti militari”, lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza. “Mi aspetto che i ministri oggi e domani discutano di come sostenere ulteriormente l’Ucraina. Gli alleati stanno dando armi anticarro e sistemi di difesa aerea, ma anche diversi tipi di sistemi avanzati di armi e sistemi di armamenti leggeri e pesanti. Non entrerò nei dettagli, ma posso dire che la totalità di quanto gli alleati stanno facendo è significativa e questo include anche alcuni sistemi pesanti insieme a quelli leggeri”, ha spiegato.

    Ore 15.25 – Kiev invita popolazione a evacuare tre regioni orientali – “È necessario essere pronti a un ulteriore peggioramento della situazione”. Lo ha detto la vice prima ministra ucraina Irina Vereschchuk, che ha invitato i residenti di tre regioni orientali a evacuare “adesso” o “rischiare la morte”. Le aree interessate sono quelle di Luhansk, Donetsk e parte della regione di Kharkiv.

    Ore 15.20 – Stoltenberg: “Prepararsi a lungo scontro con la Russia” – “Dobbiamo essere pronti ad un lungo scontro con la Russia, per questo dobbiamo mantenere le sanzioni e rafforzare la nostra difesa”. Lo ha detto Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, aprendo il Consiglio atlantico al livello dei ministri degli Esteri.

    Ore 15.15 – Nato: “No indicazioni su cambio idea Putin controllo Ucraina” – “Non ci sono indicazioni che Putin abbiamo cambiato idea sull’intenzione di avere il controllo totale dell’Ucraina e riscrivere l’ordine mondiale”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.

    Ore 15.10 – Financial Times, “Draghi ha preso l’iniziativa su sanzioni a banca centrale russa” – È stato Mario Draghi a prendere l’iniziativa nell’imposizione di sanzioni senza precedenti contro la banca centrale russa, che hanno congelato le riserve in valuta estera della Russia. Lo riporta il Financial Times in un lungo articolo dal titolo “La militarizzazione della finanza: come l’Occidente ha scatenato ‘shock and awe’ sulla Russia”. Il quotidiano britannico racconta che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha chiamato il presidente del Consiglio chiedendogli di discutere i dettagli delle misure direttamente con Janet Yelle, segretaria del Tesoro Usa. ”Un accordo era vicino, ma, a Washington, la segretaria del Tesoro Janet Yellen stava ancora rivedendo i dettagli della misura più pesante e sensibile per il mercato: sanzionare la stessa banca centrale russa”, scrive il Ft. Gli europei erano ansiosi di fare in fretta, così von der Leyen ha chiamato Draghi. “Eravamo tutti in attesa, chiedendoci: ‘Come mai ci vuole così tanto tempo?'”, dichiara un funzionario dell’Ue al Financial Times. ”Poi è arrivata la risposta: Draghi deve usare la sua magia con Yellen. Entro la sera, l’accordo era stato raggiunto”, aggiunge il quotidiano. Secondo il Financial Times, a livello europeo “è stato Draghi a spingere l’idea di imporre sanzioni sulla banca centrale al vertice di emergenza Ue tenuto la notte dell’invasione”. “L’Italia, grande importatore di gas russo, in passato era stata spesso titubante riguardo alle sanzioni”, afferma il quotidiano. “Ma il leader italiano ha sostenuto che la Russia avrebbe potuto usare le riserve per attutire il colpo di altre sanzioni, secondo un funzionario dell’UE”.

    Ore 15.05 – Stoltenberg, atrocità mostrano volto guerra Putin – “Le atrocità di Bucha che abbiamo visto rivelano la vera natura della guerra di Putin. Ogni uccisione di civili è un crimine di Ucraina”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.

    Ore 15.00 – Orban: “Chiesto a Putin cessate il fuoco, invitato a Budapest” – Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha annunciato di aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin esortandolo a dichiarare “un cessate il fuoco immediato” e di averlo invitato a Budapest insieme ai leader di Francia, Germania e Ucraina. “Ho suggerito al presidente Putin di dichiarare un cessate il fuoco immediato”, ha detto Orban in una conferenza stampa. “La sua risposta è stata positiva, ma con delle condizioni”.

    Ore 14.55 – Ue, via libera a sanzioni slitta a domani – Tra gli ambasciatori dell’Ue c’è un consenso generale sul quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia, presentato ieri dalla Commissione europea. Tuttavia l’approvazione è slittata, probabilmente a domani, per questioni tecniche. Tra queste, quelle relative ai contratti in essere per l’importazione del carbone. Lo riporta l’Agi citando una fonte europea.

    Ore 14.50 – Gas: Cingolani, trattiamo con 7 stati per forniture – “Stiamo siglando contratti di fornitura. Stiamo trattando con sette Stati con coperture che in tempi abbastanza rapidi ci copriranno il fabbisogno”. Lo ha detto il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani in Commissione esteri della Camera sulle nuove forniture di gas che andranno a sostituire quello russo.

    Ore 14.45 – Kiev: “Nella capitale 89 morti dall’inizio dell’invasione” – Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nella capitale Kiev sono state uccise 89 persone, tra cui quattro bambini. Lo ha dichiarato il consiglio comunale della città, secondo cui altre 398 persone sono rimaste ferite e 167 edifici residenziali sono stati danneggiati nei raid russi.

    Ore 14.40 – Scholz, uno dei miei migliori partner è Mario Draghi – “Mario Draghi è uno dei miei migliori partner” in Europa. Lo ha detto Olaf Scholz rispondendo al question time al parlamento tedesco. “Ho parlato molto spesso con il premier italiano, sono contento che abbia messo il suo paese sul corso giusto”.

    Ore 14.35 – Kiev: “25 donne denunciano stupri da parte dei soldati russi a Bucha” – Sono 25 le donne e le ragazze che hanno denunciato di essere state violentate dai militari russi a Bucha. Lo ha detto alla Bbc Liudmila Denisova, commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino. Denisova ha spiegato che una linea telefonica dedicata all’assistenza ha ricevuto almeno 25 denunce di stupro di donne e ragazze di età compresa tra i 14 e 24 anni da parte di soldati russi. ”Continueremo a documentare questi terribili crimini, sfortunatamente, e ogni criminale sarà punito”, ha detto.

    Ore 14.30 – Nobel Parisi: “Questa tragedia dovrebbe finire ora” – “Quest’anno ci troviamo di fronte a un’enorme tragedia, non solo militari uccisi, ma anche un gran numero di civili. Siamo testimoni di un numero incredibile di rifugiati, così alto che non posso paragonarlo a nulla di ciò che ho visto. Questa tragedia dovrebbe finire ora, ma dobbiamo anche pensare a lungo termine, stiamo tornando ai tempi della guerra fredda e abbiamo sentito di nuovo la minaccia dell’uso delle armi nucleari”. Sono le parole del premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, nel suo discorso di apertura all’Accademia dei Lincei per la 22esima Conferenza Amaldi.

    Ore 14.25 – Luhansk: “Dieci edifici in fiamme” – Almeno 10 edifici sono in fiamme nella città ucraina di Sievierodonetsk, vicina a Luhansk, dopo essere stati bombardati dall’esercito russo. Lo ha dichiarato il governatore della regione di Luhansk.

    Ore 14.20 – Scholz: “A Bucha un massacro compiuto da soldati russi” – Quello perpetrato a Bucha è stato “un massacro verso civili ucraini, tra cui bambini, donne e anziani” di cui sono responsabili i militari russi. Lo ha affermato Olaf Scholz durante il question time al parlamento tedesco. “L’assassinio di civili è un crimine di guerra”, ha aggiunto il cancelliere tedesco, affermando che “le spaventose immagini arrivate da Bucha ci hanno profondamente sconvolto”.

    Ore 14.15 – Mariupol: “Soldati russi hanno allestito crematori mobili” – A Mariupol i soldati russi hanno allestito crematori mobili per bruciare i corpi degli abitanti uccisi e coprire le tracce dei crimini contro i civili. Lo ha dichiarato su Telegram il comune di Mariupol su Telegram, secondo cui testimoni oculari hanno riferito che l’esercito di Mosca ha reclutato “terroristi locali” e di Donetsk per raccogliere e bruciare i corpi, lasciando cioè il lavoro sporco ai “collaboratori”. “I russi hanno trasformato Mariupol in un campo di sterminio. L’analogia sta guadagnando terreno. Questa non è più Cecenia o Aleppo: è la nuova Auschwitz”.

    Ore 14.12 – Scholz, daremo armi ma Nato non entra in conflitto – La Germania continuerà a fornire armi all’Ucraina, con l’obiettivo che “la Russia non vinca questa guerra”. Lo ha detto Olaf Scholz al parlamento tedesco. Secondo Scholz, si tratta di forniture che verranno effettuate “coordinandosi con i partner dell’Ue e della Nato”.  Sempre rivolgendosi al Bundestag, il cancelliere ha ribadito che la Nato “non sarà parte del conflitto”.

    Ore 14.10 – Papa Francesco condanna Bucha: “Si metta fine alla guerra” – “Oggi si parla spesso di ‘geopolitica’, ma purtroppo la logica dominante è quella delle strategie degli stati più potenti per affermare i propri interessi estendendo l’area di influenza economica, o influenza ideologica o influenza militare: lo stiamo vedendo con la guerra”, ha detto oggi Papa Francesco, che durante l’udienza generale nell’aula Paolo VI ha invece rivendicato “un’altra logica”. “Quella del rispetto e della libertà, quella del rispetto e anche la logica della libertà, della convivialità delle differenze, opposta alla colonizzazione dei più potenti”. “Dopo la seconda guerra mondiale si è tentato di porre le basi di una nuova storia di pace, ma purtroppo, non impariamo, è andata avanti la vecchia storia di grandi potenze concorrenti. E, nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”, ha detto il papa, che nel corso del suo intervento ha condannato il massacro di Bucha. “Le recenti notizie sulla guerra in Ucraina, anziché portare sollievo e speranza, attestano invece nuove atrocità, come il massacro di Bucha”, ha detto oggi il papa durante l’udienza generale nell’aula Paolo VI. “Crudeltà sempre più orrende, compiute anche contro civili, donne e bambini inermi. Sono vittime il cui sangue innocente grida fino al Cielo e implora: “Si metta fine a questa guerra! Si facciano tacere le armi! Si smetta di seminare morte e distruzione!”.

    Ore 14.05 – Scholz, obiettivo è che Russia perda la guerra – “Il nostro obiettivo deve rimanere che la Russia perda questa guerra”, ha detto oggi il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Aumenteremo le pressioni sulla Russia, e il primo strumento in questo sono le sanzioni, che sono state preparate da molto tempo, anche da prima del conflitto. E siamo sul punto di rafforzare quelle già esistenti. Il quinto pacchetto di sanzioni è pronto”, ha detto Scholz, prima di rispondere alle domande dei deputati per il question time al Bundestag. Secondo il capo del governo tedesco, non è solo importante che la Russia senta l’effetto delle sanzioni “ma soprattutto perché sia messa fine alla guerra”.

    Ore 14.00 – Onu voterà giovedì su Mosca fuori da Consiglio diritti umani – L’Assemblea generale dell’Onu voterà domani sulla proposta di sospendere la Russia dal consiglio dei diritti dell’uomo di Ginevra. Lo riporta Afp.

    Ore 13.55 – Grecia e Norvegia espellono diplomatici russi – Anche Grecia e Norvegia oggi hanno annunciato l’espulsione di altri diplomatici russi, come già deciso da altri paesi europei nelle scorse ore, tra cui l’Italia. Oggi i ministeri degli Esteri dei due paesi hanno annunciato rispettivamente l’espulsione di 12 e 3 diplomatici russi.

    Ore 13.50 – Ossezia del Sud, presentato referendum per annessione a Russia – È stata presentata alla Commissione elettorale centrale dell’Ossezia del Sud la richiesta di referendum per l’annessione alla Russia. Lo ha detto l’addetta stampa presidenziale dell’Ossezia del Sud, Dina Gassiyeva, secondo quanto riportato da Interfax. “Il gruppo promotore comprende 4 presidenti della Repubblica, cioè il presidente in carica Anatoly Bililov e gli ex presidenti Lyudvig Chibirov, Eduard Kokoity e Leonid Tibilov”, ha detto. L’Ossezia del Sud è considerata da gran parte della comunità internazionale ancora parte della Georgia ma occupata dalle forze russe dal conflitto tra Mosca e Tbilisi del 2008.

    Ore 13.45 – Oms, 93 attacchi alla sanità – Sono saliti a 93 gli attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina, con 73 morti e 46 feriti, fra cui operatori sanitari. Lo riporta l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha verificato e confermato altri 6 attacchi, mentre è ancora in corso la valutazione di altri episodi.

    Ore 13.40 – Ue, bozza Pe: Russia fuori da G20,Wto, Unesco e Interpol – “Si invitano i leader dell’Ue e i rispettivi Stati a escludere la Russia dal G20 e altre organizzazioni di cooperazione multilaterale, come l’Unhrc, l’Interpol, il Wto, l’Unesco e altre”. È quanto si afferma nella bozza di risoluzione congiunta tra i principali gruppi politici del parlamento europeo, secondo quanto riportato dall’Agi. L’esclusione di Mosca dalle organizzazioni di cooperazione multilaterale, si precisa nel documento, “sarebbe un segnale importante del fatto che la comunità internazionale non tornerà a lavorare come al solito con lo Stato aggressore”. Una volta ultimata la bozza, la proposta finale verrà votata domani dalla plenaria a Strasburgo. Tra gli altri punti, la bozza chiede anche l’imposizione di embargo sul gas russo “il più rapidamente possibile” e di “abbandonare completamente” i progetti dei gasdotti Nordstream 1 e 2. La bozza chiede anche di interrompere la collaborazione con la Russia “su progetti nucleari esistenti e nuovi”.

    Ore 13.35 – Zelensky: “Irlanda convinca partner Ue a imporre sanzioni più forti” – Il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha espresso ”gratitudine al governo irlandese e a ciascun irlandese” per ”non essere rimasti neutrali di fronte alla guerra scatenata dalla Russia” e per ”esserci schierati a fianco del popolo ucraino”. Parlando al Parlamento di Dublino, però, Zelensky ha chiesto all’Irlanda di avere una ”maggiore leadership nella coalizione contro la guerra” per poter ”convincere i partner europei a mettere in atto sanzioni più rigide contro la Russia”. È necessario, ha proseguito, che ”si fermi la macchina da guerra in rubli”. La Russia, ha aggiunto, ”va tagliata fuori dal sistema finanziario globale”.

    Ore 13.32 – Johnson: “A Bucha non molto lontani da genocidio” – Le azioni commesse dalle truppe russe nella città ucraina di Bucha “non sembrano molto lontane dal genocidio”. Lo ha affermato il primo ministro britannico Boris Johnson durante la visita a un ospedale inglese. “Non ho dubbi sul fatto che la comunità internazionale, con la Gran Bretagna in prima fila, si muoverà di nuovo di pari passo per imporre sanzioni ancora più dure al regime di Vladimir Putin”.

    Ore 13.30 – Croce Rossa, “500 evacuati da Mariupol a Zaporizhzhia” – Il Comitato della Croce rossa internazionale ha guidato un convoglio di bus e di auto private che ha permesso a 500 persone di uscire da Mariupol e di raggiungere Zaporizhzhia, dopo diversi tentativi falliti negli scorsi giorni. Lo ha detto in una nota Pascal Hundt, capo delegazione del Comitato della Croce Rossa internazionale in Ucraina. ”L’arrivo di questo convoglio a Zaporizhzhia è un enorme sollievo per centinaia di persone che hanno sofferto immensamente e ora si trovano in un luogo più sicuro. È chiaro, tuttavia, che altre migliaia di civili intrappolati all’interno di Mariupol hanno bisogno di un passaggio sicuro e di aiuti”, ha dichiarato Hundt.

    Ore 13.28 – Zelensky: “Russia non si merita di restare tra paesi civilizzati” – “La Russia non si merita di restare tra i paesi civilizzati” in quanto si sta comportando come ”un impero coloniale che vuole distruggere l’indipendenza e la sovranità di un paese”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodimir Zelensky, in un intervento al parlamento irlandese in cui ha sottolineato che ”i russi stanno distruggendo milioni di ucraini”. ”La città di Mariupol sta disegnando un mappa per vedere dove sono stati seppelliti i cadaveri nei cortili e poterli ritrovare”, ha detto il presidente ucraino, mentre ”a Bucha i russi hanno lasciato i cadaveri riversi per le strade, senza neanche il tentativo di nasconderli”. Secondo Zelensky, ”i russi colpiscono i rifugi e le chiese che non sono obiettivi militari” e a Mariupol ”hanno ucciso molte persone mentre cercavano di lasciare la città, ci sono centinaia di aiuto bruciate”. Zelensky ha dichiarato che sono almeno 167 i bambini uccisi in Ucraina dall’inizio della guerra, citando i dati della procura generale ucraina.

    Ore 13.25 – Sindaco Gostomel: circa 15 bimbi tra i 400 scomparsi – “Dal 28 febbraio, dopo i primi giorni dell’occupazione militare russa a Gostomel, abbiamo cominciato a raccogliere le liste delle persone scomparse. Finora ne abbiamo contate oltre 400: si tratta di concittadini con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto. Tra questi, ci sono finora anche una quindicina di bambini”. Lo ha dichiarato all’Ansa il sindaco facente funzioni della città di Gostomel, Taras Dumenko, che ha sostituito il precedente primo cittadino ucciso durante l’occupazione.

    Ore 13.22 – Cremlino, indagine indipendente sulla messinscena di Bucha – “La mostruosa messinscena” di Bucha deve essere chiarita attraverso “un’indagine obiettiva e indipendente”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass.

    Ore 13.20 – Colloquio Putin-Vucic, per Cremlino forte intesa su energia – Il presidente russo Vladimir Putin si è sentito al telefono con il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, appena rieletto, e durante il colloquio sarebbe stato confermato “l’impegno a sviluppare il partenariato strategico russo-serbo e a espandere i legami commerciali ed economici, anche in campo energetico”. Lo ha dichiarato il Cremlino, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax.

    Ore 13.15 – Germania, stop petrolio e gas russi prima possibile – Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha ribadito che la Germania deve fermare le importazioni di petrolio e gas russi il prima possibile, ma che lo stop non è fattibile immediatamente. “Se seguissi il mio cuore, ci sarebbe un embargo immediato su tutto”, ha detto Lindner in un’intervista a Die Zeit, aggiungendo che non potrebbero esserci normali relazioni economiche con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. “Ecco perché la Germania rinuncerà al petrolio e al gas russo”, ha continuato, specificando però che nell’immediato una decisione simile metterebbe a rischio la stabilità economica e sociale tedesca. “Non possiamo esserne responsabili”, ha detto.

    Ore 13.10 – Ue crea riserve strategiche per emergenze nucleari – La Commissione europea sta creando riserve strategiche per migliorare la preparazione e la risposta dell’Ue ai rischi per la salute pubblica come le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (le cosiddette Cbrn), attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue.  La scorta strategica da 540,5 milioni di euro sarà composta da attrezzature e medicinali, vaccini e altre terapie per curare i pazienti esposti agli agenti Cbrn, nonché da una riserva di decontaminazione di rescEU per fornire attrezzature di decontaminazione e squadre di risposta di esperti, spiega la Commissione. Come primo passo immediato, l’Ue ha mobilitato la sua riserva medica rescEu per acquistare compresse di ioduro di potassio che possono essere utilizzate per proteggere le persone dagli effetti nocivi delle radiazioni. Già quasi 3 milioni di compresse di ioduro sono state consegnate all’Ucraina tramite il meccanismo di protezione civile dell’Ue, con l’aiuto di Francia e Spagna.

    Ore 13.05 – Cingolani: da embargo su carbone per noi impatto limitato  Il peso dell’embargo sul carbone è per l’Italia “molto limitato” in quanto “abbiamo una dipendenza dal carbone molto piccola, percentualmente, sul pacchetto energia nazionale, e siamo in uscita dall’economia del carbone”. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani parlando a Radio1.

    Ore 13.00 – Cina a Borrell, su summit parole irresponsabili  La Cina respinge come “irresponsabili” le dichiarazioni dell’Alto commissario per le politiche estere e di sicurezza dell’Unione Europea, Josep Borrell, che ieri aveva definito “un dialogo tra sordi” il summit di settimana scorsa tra Cina e Unione Europea, accusando i leader cinesi di non volere parlare dell’Ucraina. I commenti di Borrell “sono incoerenti con i fatti”, ha replicato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, secondo cui Borrell “dovrebbe portare avanti i legami bilaterali basati sul consenso raggiunto al summit, invece di fare dichiarazioni irresponsabili”.

    Ore 12.55 – Medvedev, faremo battaglia legale contro sequestri – L’ex presidente della Russia e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitri Medvedev ha promesso una battaglia legale internazionale contro i sequestri di proprietà russe all’estero. Sul suo profilo Telegram, l’uomo politico russo vicino al presidente Valdimir Putin ha scritto che “i nostri avversari dovrebbero capire che dovranno affrontare un gran numero di casi in tribunale, sia in quelli nazionali degli Stati Uniti e dell’Europa che nei tribunali internazionali”.

    Ore 12.50 – Ritiro da Kiev, Cremlino: “Gesto di buona volontà per i colloqui” – La Russia ha fatto “un gesto di buona volontà” quando ha ritirato le truppe dalle posizioni nell’Ucraina settentrionale, un “per creare condizioni favorevoli” ai colloqui tra Mosca e Kiev. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un’intervista al canale televisivo francese LCI, che andrà in onda stasera. “Abbiamo deciso di fare questo passo come gesto di buona volontà per creare condizioni favorevoli per i negoziati. Possiamo prendere decisioni serie durante i negoziati, e quindi il presidente Putin ha ordinato il ritiro delle truppe dalla regione”, ha riportato l’agenzia di stampa russa Tass.

    Ore 12.45 – Ungheria: studiamo il modo per pagare il gas in rubli – “L’Ungheria sta lavorando a una soluzione tecnica per pagare le forniture di gas russo in rubli”. Lo ha detto il ministro ungherese degli Affari esteri, Peter Szijjarto, secondo quanto riporta la Tass.

    Ore 12.40 – Zelensky: Mosca usa la fame per dominare l’Ucraina – La Russia sta usando la fame come arma nel suo tentativo di conquistare il territorio. Lo ha detto il presidente ucraino Volodimir Zelensky in un messaggio video al parlamento irlandese. L’Ucraina è uno dei più grandi produttori mondiali di cibo, ha ricordato Zelensky, il quale ha affermato che le azioni della Russia porteranno a una carenza di prodotti alimentari e all’aumento dei costi per milioni di persone in tutto il mondo. “Per loro la fame è un’arma contro di noi, gente comune, come strumento di dominazione”, ha affermato. E ha sottolineato che l’esercito di Mosca ha bloccato tutti i porti marittimi dell’Ucraina e le navi con cibo da esportare.

    Ore 12.35 – Negoziati, Cremlino: “La strada è ancora lunga” – Il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov ha detto il processo relativo ai colloqui di pace non procede alla velocità o con l’energia che il Cremlino vorrebbe. Secondo Peskov, “la strada è ancora lunga”.

    Ore 12.30 – Cremlino: “Non ci sono i presupposti per un vero default” – Secondo il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, la Russia dispone di “tutte le risorse necessarie per onorare i propri debiti” e “non ci sono i presupposti per un vero default”. Oggi il ministero delle Finanze russo ha dichiarato di aver pagato in rubli la cedola di un’obbligazione in valuta estera, dopo che una banca straniera si è rifiutata di trasferire il pagamento fatto da Mosca in dollari. “Un situazione di default è teoricamente possibile ma sarebbe una situazione artificiale”, ha detto Peskov.

    La Casa bianca ieri ha annunciato che non consentirà più al governo russo di usare le proprie riserve per onorare le proprie obbligazioni in valuta estera, un’eccezione finora consentita dal dipartimento del Tesoro statunitense alle sanzioni imposte nei giorni successivi all’invasione dell’Ucraina. “L’obiettivo è costringerli a fare una scelta. Quindi la Russia non ha risorse illimitate, soprattutto ora, viste le pesanti sanzioni che abbiamo implementato, e saranno costretti a scegliere tra il prosciugamento delle riserve di dollari che gli rimangono, o dei nuovi fondi in entrata, o il default”, ha detto ieri la portavoce della Casa bianca, Jen Psaki.

    Ore 12.25 – Cina contro accordo Usa-Gb-Australia su missili ipersonici – Usando la scusa della crisi in Ucraina e del mantenimento della sicurezza dell’Asia-Pacifico, Usa, Gran Bretagna e Australia “si alleano sulle armi ipersoniche, aumentando il rischio di proliferazione nucleare e intensificando la corsa agli armamenti su cui le nazioni asiatiche dovrebbero rimanere” vigili. È il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, all’indomani dell’iniziativa congiunta annunciata dai tre paesi sullo sviluppo congiunto di missili ipersonici – di cui sarebbero dotati Cina e Russia – nell’ambito dell’alleanza militare a tre e nota come Aukus.

    Ore 12.20 – Russia, timori default: respinto pagamento obbligazione. “Pagata in rubli” – La Russia ha deciso di pagare in rubli la cedola di un’obbligazione in valuta estera (nota come Eurobond). Lo riporta Reuters che cita il ministero delle Finanze russo, secondo cui una banca estera si è rifiutata di trasferire il pagamento fatto da Mosca in dollari. L’importo della cedola è pari a 649,2 milioni di dollari. Secondo il ministero russo, l’obbligazione è stata “completamente rispettata”.

    Ore 12.15 – Papa Francesco condanna il massacro di Bucha: “Crudeltà sempre più orrende” – “Le recenti notizie sulla guerra in Ucraina, anziché portare sollievo e speranza, attestano invece nuove atrocità, come il massacro di Bucha”, ha detto oggi il papa durante l’udienza generale nell’aula Paolo VI. “Crudeltà sempre più orrende, compiute anche contro civili, donne e bambini inermi. Sono vittime il cui sangue innocente grida fino al Cielo e implora: “Si metta fine a questa guerra! Si facciano tacere le armi! Si smetta di seminare morte e distruzione!”.

    Ore 12.10 – Zelensky critica l’Ue per “l’indecisione” sulle sanzioni – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rimprovera gli europei per “l’indecisione” sulle sanzioni contro la Russia in un videomessaggio al Parlamento irlandese.

    Ore 12.00 – Kiev: bombardato centro distribuzione aiuti a Donetsk – Almeno due persone sono morte in bombardamenti russi su un centro per la distribuzione di aiuti umanitari nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Lo riferisce il governatore locale, aggiungendo che almeno 5 persone sono rimaste ferite.

    Ore 11.40 – Wsj, Ue valuta sanzioni contro le figlie di Putin – L’Unione Europea valuta la possibilità di includere Katerina Tikhonova e Maria Vorontsova, le figlie che Putin ha avuto dalla prima moglie, Lyudmila Shkrebneva, nella lista delle personalità russe colpite da sanzioni. A rivelarlo sono diplomatici citati dal Wall Street Journal: i nomi delle figlie del presidente si aggiungerebbero così all’elenco di centinaia di oligarchi e personaggi politici russi che sono stati colpiti in risposta all’invasione russa dell’Ucraina. L’amministrazione Biden – rende noto la Cnn – sta anche valutando la possibilità di estendere le sanzioni contro Sberbank – la più grande istituzione finanziaria russa – e Alfa Bank.

    Ore 10.30 – Borrell: “Da inizio guerra Ue ha dato 35 mld euro a Mosca” – “La guerra deve finire il prima possibile ma non in qualunque maniera possibile. Se finisce con un Paese distrutto e dominato, con milioni di morti e sfollati allora non deve finire cosi’. Dobbiamo continuare ad appoggiare l’Ucraina fornendole. Ci vogliono meno applausi e più aiuti, più armi”. Lo ha detto l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Josep Borrell intervenendo alla plenaria del Parlamento Ue. “Abbiamo dato un miliardo di euro all’Ucraina, può sembrare tanto ma è quello che paghiamo ogni giorno a Putin per l’energia. Da quando è iniziata la guerra gli abbiamo dato 35 miliardi di euro”, ha sottolineato.

    Ore 09.20 – Von der Leyen: “Soldi europei non vadano ai russi” – ”I soldi degli europei non devono andare ai russi” e su questo punto ”dobbiamo tutti essere uniti”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo al Parlamento di Strasburgo.

    Ore 09.00 – Autorità locali, distrutto deposito petrolio Dnipro – Un deposito di petrolio nei pressi di Dnipro, citta’ industriale da 1 milione di abitanti a nord di Zaporizhzhia nell’Est dell’Ucraina, e’ stato bombardato e distrutto la notte scorsa dalle forze armate russe. Lo ha annunciato il governatore della regione di Dnipropetrovsk, Valentin Reznitchenko, su Telegram. “Fortunatamente – ha aggiunto- non ci sono feriti”. Il deposito si trovava a circa 25 km dalla citta’ e ci sono volute 8 ore di lavoro dei pompieri per spegnere  l’incendio provocato dalle bombe.

    Ore 08.10 – Auto contro amb. russa, non escluso “atto intenzionale” – Un’auto si è schiantata a grande velocità contro il cancello d’ingresso dell’ambasciata della Federazione russa a Bucarest. L’auto è andata in fiamme e il conducente è morto. Le autorità di Bucarest non escludono che l’accaduto possa essere “un atto intenzionale”: lo riporta canale televisivo Digi24, citando fonti delle forze dell’ordine.

    Ore 08.00 – Mosca, risponderemo ad ogni atto ostile – Mosca “risponderà ad ogni atto ostile contro la Russia”. Lo afferma, riferisce l’agenzia Tass, il portavoce del ministero degli Esteri del Cremlino in merito all’espulsione dei diplomatici russi da vari Paesi europei

    Ore 07.00 – Twitter metterà dei limiti alla propaganda del Cremlino – Restrizioni ai profili del governo russo per limitare l’impatto della propaganda sui social network. Le ha annunciate Twitter, spiegando che gli account ufficiali non saranno più ‘consigliati’ agli utenti di Twitter in tutte le categorie dell’app, comprese le ricerche. Lo riporta il Guardian.

    Ore 06.30 – Il sindaco di Borodyanka: “Oltre 200 civili sotto le macerie”- Nella giornata di martedì erano previsti 7 corridoi umanitari Il percorso da Mariupol è diretto a Zaporizhzhia, con mezzi propri ma, spiega la vice prima ministra Vereshchuk, le forze russe, “non consentono a nessuno di recarsi a Mariupol”. Fonti locali: “Esplosioni vicino a Leopoli”. Mosca: “Evacuazione civili impedita da Kiev”. Il sindaco: “Città è andata oltre il disastro umanitario”. Il primo cittadino di Borodyanka, Georgiy Erko: “Ci sono i corpi di circa 200 civili sotto le macerie dei palazzi colpiti”. Il governo ucraino: “Trovati casi torture di massa, anche su bimbi”. A Mykolaiv 12 civili uccisi e 41 feriti dopo un bombardamento.

    Leggi anche: 1. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin / 2. Reportage – Chi sono i figli ribelli di Putin: la generazione russa che si oppone alla guerra in Ucraina / 3. Altro che sanzioni: l’Italia si inchina allo Zar e sugli amici di Putin piovono onorificenze

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