Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Shell non comprerà più petrolio dalla Russia e si scusa per gli acquisti a guerra iniziata

Immagine di copertina

Niente più petrolio dalla Russia: la compagnia petrolifera Shell ha annunciato oggi che intende cessare di rifornirsi di petrolio e gas russi in modo graduale in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, compreso la fine immediata di tutti gli acquisti spot di greggio russo. Decisa anche la chiusura di tutte le stazioni di servizio e delle operazioni relative al rifornimento di aerei nel Paese.

L’azienda petrolifera ha inoltre chiesto scusa per aver acquistato la scorsa settimana – a offensiva già iniziata – un carico di petrolio russo: “Siamo profondamente consapevoli che la nostra decisione della scorsa settimana di acquistare un carico di greggio russo da raffinare in prodotti come benzina e diesel – nonostante sia stata presa pensando prima di tutto alla sicurezza degli approvvigionamenti – non è stata quella giusta e ce ne scusiamo – ha affermato l’amministratore delegato di Shell, Ben van Beurden – Come abbiamo già detto, devolveremo i profitti dalle limitate quantità rimanenti di petrolio russo che raffineremo a un fondo apposito”.

“Lavoreremo con i partner e le agenzie umanitarie nei prossimi giorni e settimane per stabilire dove meglio allocare le risorse per alleviare le terribili conseguenze che questa guerra sta avendo sulla popolazione dell’Ucraina”, ha dichiarato ancora van Beurden.

“Le nostre azioni fino ad oggi sono state guidate da continue discussioni con i governi sulla necessità del disimpegno dai flussi di energia provenienti dalla Russia, pur mantenendo le forniture di energia – ha proseguito il numero uno di Shell -. Le minacce di fermare i flussi di gasdotti verso l’Europa spiegano ancor di più le scelte difficili e le potenziali conseguenze che dobbiamo affrontare mentre cerchiamo di fare questo. Queste sfide sociali evidenziano il dilemma tra fare pressione sul governo russo per le sue atrocità in Ucraina e garantire forniture energetiche stabili e sicure in tutta Europa. Ma alla fine – ha concluso l’ad Shell -, spetta ai governi decidere sui compromessi incredibilmente difficili che devono essere fatti durante la guerra in Ucraina. Continueremo a lavorare con loro per aiutare a gestire i potenziali impatti sulla sicurezza delle forniture energetiche, in particolare in Europa”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il cessate il fuoco tra Usa e Iran è già a rischio: Israele bombarda il Libano e Teheran blocca le petroliere nello Stretto di Hormuz
Esteri / Ryanair cancella i voli in Spagna, Germania, Francia, Portogallo e Belgio
Esteri / Chi ha vinto e chi ha perso nella guerra tra Usa e Iran?
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il cessate il fuoco tra Usa e Iran è già a rischio: Israele bombarda il Libano e Teheran blocca le petroliere nello Stretto di Hormuz
Esteri / Ryanair cancella i voli in Spagna, Germania, Francia, Portogallo e Belgio
Esteri / Chi ha vinto e chi ha perso nella guerra tra Usa e Iran?
Esteri / Le compagnie aeree: "Mesi per normalizzare forniture, inevitabile l'aumento dei prezzi"
Esteri / Israele continua la guerra contro Hezbollah in Libano
Esteri / Cosa prevede il cessate il fuoco tra Usa e Iran e perché Trump ha fermato l'offensiva contro la Repubblica islamica
Esteri / Le dichiarazioni di Trump e la Teoria del pazzo: che cosa è e come funziona
Esteri / L’Iran ha interrotto i negoziati diretti con gli Stati Uniti dopo le minacce di Donald Trump
Esteri / Australia, 5 piattaforme social sotto indagine: “Violato il veto per gli under 16”
Esteri / Anche Vance minaccia l’Iran: “Abbiamo a nostra disposizione strumenti che finora abbiamo deciso di non utilizzare”