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Gianni Infantino sorride e si fa un selfie vicino alla salma di Pelé. Scoppia la polemica: “Che vergogna”

Immagine di copertina

Il mondo calcistico piangeva uno dei calciatori più grandi della storia, e il presidente della Fifa, lì a pochi metri, si scattava selfie come fosse a una rimpatriata tra vecchi amici. Una scelta di pessimo gusto che ha fatto sorgere non poche polemiche.

Il numero uno del massimo organismo calcistico mondiale era stato fra i primi a intervenire alla veglia funebre, anche se durante la sua permanenza allo stadio sono stati notati (e criticati) alcuni suoi atteggiamenti che hanno denotato scarso rispetto per il momento. Selfie con alcuni dei presenti a pochi metri dalla salma del campione brasiliano, oltre a una lunga serie di interviste nella zona dov’era stata esposto il corpo di Pelé.

Infantino era arrivato insieme a ministri e governatori, un ingresso da autorità pubblica: subito un abbraccio col figlio di Pelé, Edinho, che aveva anche portato la bara in campo. E poi con la moglie della leggenda scomparsa. Poi, aveva lanciato una proposta: “Vorrei che in ogni Paese ci fosse uno stadio intitolato a Pelé, così che anche tra quaranta o cinquanta anni un bambino sappia chi è stato”. Lui invece ha preferito immortalarsi con quello scatto.

In assenza di reazioni ufficiali, dalla Fifa è filtrata una certa amarezza del presidente Infantino per la polemica scoppiata. Il massimo dirigente Fifa, infatti, non aveva con sè il suo telefono (che aveva lasciato ad un collaboratore). Avrebbe semplicemente assecondato la richiesta di alcuni ex compagni di Pelé di avere una foto con lui e si sarebbe prestato a scattare in prima persona, per la poca dimestichezza degli ospiti con lo smartphone.

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