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“Sapevo delle valigette piene di soldi a casa mia”: la confessione di Eva Kaili sul Qatargate

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L’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, destituita dai suoi colleghi europarlamentari dopo lo scandalo Qatargate che l’ha coinvolta, ha confessato di essere a conoscenza del fatto che in casa sua ci fossero “valigie piene di soldi”. Per la precisione, 750mila euro, gran parte dei quali custoditi dal padre. Di fronte a Michel Claise, il super magistrato belga che ha sollevato il caso di influenze illecite dello Stato arabo a Bruxelles, la deputata greca ha detto di sapere anche del giro di mazzette che ruotava intorno a suo marito Francesco Giorgi e all’ex membro dell’Aula Antonio Panzeri. “È vero, conoscevo le attività di Mr. Panzeri. E sapevo che a casa mia c’erano delle valigie piene di soldi”, le sue parole a verbale.

Dopo che il caso era scoppiato aveva ordinato a suo padre di nascondere i contanti e aveva provato ad avvisare Panzeri dell’imminente arrivo degli inquirenti. Vista la flagranza di reato e il tentativo di inquinare le indagini, resta ancora nei suoi confronti la misura cautelare del carcere preventivo. Le viene contestato “di essere intervenuta a difesa degli interessi del Qatar, avendo incontrato il ministro del Lavoro del governo di Doha”, su indicazione di Panzeri. Quest’ultimo, secondo chi indaga, le “avrebbe impartito ordini per il tramite del marito”. Il suo avvocato Michalis Dimitrakopoulos chiede che per Kaili vengano disposti gli arresti domiciliari, visto che sia l’ex vicepresidente, sia suo marito Giorgi, si trovano in carcere e hanno un bambino di meno di due anni che in questa settimana è rimasto a casa con la nonna.

“Il denaro che è stato trovato a casa non le apparteneva, era di suo marito” ha provato a dire il legale in difesa dell’europarlamentare greca. I magistrati del Belgio sono convinti però che la donna sia al centro di un progetto di Panzieri per influenzare l’opinione dell’Ue sul Qatar: pare che il gruppo abbia scelto lei “per sostenere gli interessi del Marocco e del Qatar influenzando le nomine dei membri delle commissioni e anche quella del vicepresidente”.

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