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Home » Esteri

Errore alla cassa automatica di Ikea: padre e figlia finiscono in carcere

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L'incredibile storia arriva dalla Francia

Un errore alla cassa automatica dell’Ikea è costato caro, carissimo ad Emilie Guzzo e suo padre. La ragazza ha raccontato la sua disavventura, avvenuta lo scorso 1 ottobre nel centro commerciale a Strasburgo, in Francia, su Twitter.

“Bene, adesso vi racconto di come sono finita in custodia cautelare a causa dei “tupperware” di Ikea”, ha esordito la ragazza francese.

“Lunedì scorso sono andata da Ikea con mio padre per comprare dei barattoli di vetro che avevamo visto online ne abbiamo presi quattro che erano chiusi con un coperchio (dettaglio importante per il seguito)”, ha proseguito.

Padre e figlia pagano gli articoli alla cassa automatica, ma quando stanno per uscire dal centro commerciale “l’agente ci ferma dicendo che abbiamo passato male lo scanner sui barattoli”.

“Lo lasciamo controllare e in effetti c’erano un prezzo sul coperchio e un altro per il barattolo. Io non me ne ero accorta, dunque dico all’agente che è colpa mia, li ho presi assieme così come erano e non ho controllato”.

Un semplice, quasi banale, errore. I protagonisti della vicenda chiedono quindi di poter pagare gli articoli e andare via, ma l’agente spiega che devono prima aspettare l’arrivo di un suo superiore.

“Il direttore (svedese credo) chiede a mio padre che cosa è successo, lui lo racconta e si scusa ancora, vuole pagare, ma il direttore guarda mio padre e gli dice “insomma avete rubato”. Mio padre – prosegue il racconto – risponde “no, le dico che non abbiamo fatto attenzione, colpa nostra, ma non abbiamo voluto rubare”, ma il direttore continua trattandoci da ladri e mio padre comincia a innervosirsi”.

Inizia una discussione e il direttore dell’Ikea di Strasburgo decide di chiamare la polizia. “La poliziotta viene da me – scrive Emilie – e mi dice “la portiamo via per furto, adesso arriva un’altra pattuglia per trasportare suo padre, lei viene con me” e aggiunge “se provi a scappare ti sparo con il taser””.

“Ci dicono che staremo in cella 24 ore, mio padre cerca di spiegare di nuovo la situazione, dice che il giorno dopo deve lavorare e io pure, nessuno ci ascolta. Comincio a diventare bianca, ripeto che ho solo sbagliato a passare lo scanner sul prezzo dei barattoli”.

Arrivati al commissariato i due vengono veramente messi in cella, definita da Émilie “minuscola e sporchissima”, ma poco dopo cambia il turno e il nuovo agente capisce che qualcosa non torna: nel giro di tre ore padre e figlia vengono scarcerati.

Episodio che ha portato Ikea a chiedere su scusa. La famosa catena ha scritto su Twitter: “Privilegiamo sempre il dialogo e ci rincresce sinceramente per questa situazione. Ci impegniamo a ritirare la nostra denuncia e presentiamo le nostre scuse”.

Storia che Emilie ha chiuso con un appello: “Fate attenzione alle casse, passate bene i vostri articoli e non dimenticate che potete andare in custodia cautelare per dei barattoli”.

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