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Cosa prevede e quanto costerà il piano per la ricostruzione di Mosul

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Secondo il progetto presentato da alcuni ufficiali iracheni, saranno necessari cinque anni e miliardi di dollari per ricostruire la città dopo il conflitto

Per ricostruire Mosul serviranno almeno cinque anni e miliardi di dollari. A dirlo sono gli ufficiali tornati dalla città segnata dalla battaglia tra i miliziani del sedicente Stato Islamico e le forze dell’esercito iracheno, sostenute dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti. 

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Le strade di Mosul sono state distrutte, i ponti sono crollati, l’aeroporto e la stazione sono state rase al suolo dai combattimenti. 

“Dopo che Mosul verrà liberata, abbiamo bisogno di un piano di lavoro per sistemare tutto e fare in modo che ritorni a come era prima del 2014”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters Noureldin Qablan, vicepresidente del consiglio della provincia di Nineveh. 

All’interno della città vecchia di Mosul i combattimenti proseguono e i miliziani dell’Isis difendono le posizioni conquistate, portando avanti attacchi suicidi e ricorrendo all’impiego di cecchini.

Secondo le previsioni dell’esercito iracheno, la liberazione dell’intera città di Mosul avverrà entro maggio.

Il consiglio di Nineveh ha iniziato a redigere un piano per la ricostruzione di Mosul, nonostante non abbiamo ancora la certezza che ci siano fondi sufficienti per farlo, precisa Qablan.

Per i primi sei mesi, le autorità locali dovrebbero concentrare la loro attenzione sul ripristino della sicurezza, dell’acqua corrente, dell’elettricità e sul piano di rientro per coloro che sono dovuti scappare a causa della guerra.

Secondo il progetto ci dovrebbero essere poi due anni dedicati alla ricostruzione vera e propria e all’inizio di un processo di riconciliazione seguito da un periodo di 30 mesi focalizzato sugli investimenti da attrarre e sullo sviluppo dell’economia.

Secondo Qablan i primi lavori di ricostruzione richiederanno intorno ai 5mila dollari per abitazione. “Sinceramente, non stiamo avendo un supporto sufficiente”, sostiene però il vicepresidente del consiglio della provincia di Nineveh. “Per Nineveh sono stati allocati 52 miliardi di dollari iracheni nel 2017, circa 44 milioni di dollari, che è davvero poco per una provincia di queste dimensioni’.

“Nel 2013 erano stati assegnati 738 miliardi di dollari iracheni e ora, dopo tutta questa distruzione, ne arrivano soltanto 52. Sarà molto difficile raggiungere i nostri obiettivi con questa somma, quindi dobbiamo puntare sugli aiuti stranieri”, ha aggiunto.

Gli ufficiali del consiglio hanno dato il via a colloqui con le Nazioni Unite e con gruppi internazionali di aiuti umanitari, oltre che con alcuni stati amici. L’Italia sta già aiutando partecipando alla ricostruzione di un ospedale.

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