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Home » Esteri

L’opposizione venezuelana ha vinto il premio Sacharov per la libertà di pensiero

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A Strasburgo è stato annunciato il vincitore del premio per la libertà di pensiero promosso dal Parlamento europeo

Il premio Sakharov per la libertà di pensiero è stato conferito dalla Conferenza dei Presidenti all’opposizione venezuelana.

L’anno scorso a vincere l’importante riconoscimento sono state Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, due donne yazide sopravvissute alla schiavitù sessuale dell’Isis.

L’Assemblea nazionale, per cui è nominato Julio Borges, e tutti i prigionieri politici rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González sono in vincitori del premio.

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero è un riconoscimento dedicato allo scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievič Sacharov, istituito dal Parlamento europeo nel 1988 allo scopo di premiare personalità od organizzazioni che abbiano dedicato la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali.

Viene consegnato ogni anno in una data prossima al 10 dicembre, in ricordo del giorno in cui venne firmata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

In Venezuela c’è grande instabilità politica e sociale. I democratici venezuelani sono stati nominati da due gruppi: quello del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e quello dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa. I prigionieri politici e l’opposizione democratica venezuelani erano già stati nominati nel 2015.

“In Venezuela c’è un coraggioso gruppo di studenti e politici che si battono per la libertà ogni giorno” ha raccontato il deputato spagnolo Jose Ignacio Salafranca del Partito popolare europeo. “Assegnare il premio all’opposizione democratica in Venezuela è un’opportunità per dimostrare che ci impegniamo per la democrazia e i diritti umani in America latina”, ha spiegato Beatriz Becerra  dei liberali e Democratici.

La deputata ha ricordato che almeno 20 europei sono detenuti come prigionieri politici.

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