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La California rifiuta di rendere obbligatori i preservativi nei film porno

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L'agenzia governativa per la tutela della salute dei lavoratori ha bocciato il regolamento che prevedeva l'introduzione di preservativi, dental dam e occhiali

La California si è rifiutata di costringere gli attori porno a usare occhiali protettivi, preservativi e dental dam (fogli di lattice per prevenire infezioni che si possono trasmettere col sesso orale) sul set dei film porno.

Dopo sei ore in cui sono stati ascoltati oltre cento attori e produttori, che si sono detti contrari alle regole, l’Occupational Safety and Health Standards board, una sorta di agenzia governativa che si occupa di tutelare la salute dei lavoratori, ha bocciato la normativa non avendo raggiunto i voti validi.

Dopo che sono stati annunciati i risultati, la folla che era radunata fuori dall’aula del dibattito a Oakland, ha iniziato a brindare ed applaudire.

Eric Paul Leue, il direttore esecutivo del Free Speech Coalition, un’associazione che riunisce vari operatori dell’industria del porno, aveva denunciato il modo in cui è stato redatto il regolamento, definendolo “paternalistico, ingombro di stereotipi e con un approccio sessista”. 

“Non siamo contrari alla regolamentazione in generale. Siamo contrari a questo regolamento”, ha specificato.

“Molti giovani vedendo questi film ricevono il messaggio secondo cui l’unico sesso piccante è il sesso non sicuro”, ha detto Michael Weinstein, un avvocato in prima linea per l’introduzione dell’uso del preservativo nei film porno. “In primo luogo si tratta di proteggere gli attori”. 

“La mia salute sessuale è in realtà molto più sicura ora che sono nel settore porno, a causa dei nostri protocolli di prova”, ha detto Lotus Lain, un attore porno intervenuto all’udienza, che ha spiegato che chi lavora in questo settore viene sottoposto a test per le malattie sessualmente trasmissibili ogni due settimane.  

La battaglia sui preservativi nel porno però non è ancora finita. Nel novembre 2016 infatti si terrà un referendum in cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in prima persona. 

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