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Ocasio-Cortez visita i lager di Trump, la denuncia: “Agenti sessualmente aggressivi”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 2 Lug. 2019 alle 12:34 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:56
Immagine di copertina
Alexandria Ocasio-Cortez Credits: AFP

Ocasio Cortez lager Trump | Molestie | Agenti | Denuncia

Ocasio Cortez lager Trump – Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane donna membro democratico del Congresso degli Stati Uniti, ha fatto visita, insieme a un gruppo di deputati, a un centro di detenzione per migranti catturati al confine con il Messico e lì avrebbe subito “comportamenti sessualmente aggressivi degli agenti”.

Il centro si trova a Clint, in Texas. Dopo la visita, la deputata ha denunciato che le guardie di confine, le Control Border Patrols (Cbp) sono state “fisicamente e sessualmente minacciose” anche nei suoi confronti e degli altri deputati, arrivando anche a ridere di loro.

Ocasio-Cortez ha raccontato che dopo aver riportato la vicenda ai superiori, si è sentita rispondere che “i soldati sono sottoposti a forte stress”.

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Ocasio Cortez lager Trump | Violenze degli agenti

Le condizioni del centro, secondo Ocasio-Cortez, non rispettano i diritti umani. “Gli agenti tengono le donne nelle celle senza acqua e le costringono a bere l’acqua del water” ha scritto la deputata.

Ocasio-Cortez ha raccontato la visita in una serie di tweet e ha poi tenuto un discorso in cui ha dichiarato che “ciò che abbiamo visto oggi è inconcepibile. Nessuna donna dovrebbe essere rinchiusa in una gabbia, quando non ha fatto male a nessuno. Devono avere accesso ai principali e fondamentali diritti umani”.

L’intero racconto della giornata è visibile nella pagina Twitter della deputata.

Ocasio Cortez lager Trump | I centri di detenzione per migranti

Ocasio-Cortez è uscita dalla visita sconvolta e ha commentato: “Sono entrata in quelle celle e ho parlato con quelle donne, una di loro ha descritto i trattamenti dei soldati: le svegliano agli orari più assurdi senza motivo, le chiamano tr*ie, ecc…ditemi, in che modo questo è dovuto a carenza di fondi?”.

Pochi giorni fa era scoppiata una polemica riguardo i centri di detenzione che avevano vietato il sapone ai bambini, sostenendo che non era una spesa che poteva rientrare nel budget Usa.

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