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Home » Esteri

Afghanistan, il video virale della donna giustiziata a freddo è una bufala: risale al 2015 in Siria

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Sono drammatiche le immagini che da giorni arrivano dall’Afghanistan, da quando i talebani hanno ripreso il potere nel Paese rimandando indietro di 20 anni le lancette della storia. A rischiare di pagare le conseguenze peggiori sono in particolare le persone più fragili, donne e bambini, con molti afghani che stanno tentando di tutto pur di lasciare il Paese.

Tra i video terribili che circolano in queste ore, però, ce n’è uno diventato virale e che però nulla ha a che vedere con quanto sta accadendo in Afghanistan. Nel filmato si vede l’esecuzione a freddo di una donna, che viene uccisa con un colpo in testa. Il video però non è di questi giorni, ma risale a sei anni fa, per la precisione al gennaio del 2015. Ad accorgersi della bufala e a fare un attento lavoro di fact-checking è stata la giornalista Laura Silvia Battaglia, come si legge in questo suo post Facebook.

Non solo. L’esecuzione non è avvenuta né in Afghanistan né tanto meno per mano dei Taliban. Ciò non significa, si badi bene, che i talebani non siano capaci di azioni anche peggiori, ma è giusto riportare i fatti con chiarezza. Nello specifico, il filmato è del 13 gennaio 2015. Siamo dunque in pieno inverno e non in estate.

Teatro dell’esecuzione, spiega Battaglia nel suo post, è la Siria. Chi parla lo fa in Arabo classico fusha per la recitazione del Corano, in accento siriano per il resto del parlato. I miliziani che si vedono nel video non sono dunque i Taleban afghani ma jihaddisti del fronte qaedista di al Nusra. Il loro nome (scritto in arabo) lo ritroviamo sul muro alle spalle della povera vittima, una donna giustiziata per adulterio.

La scritta recita:تنظيم قاعدة الجهاد في بلاد الشام جبهة النصر che significa: Al Qaeda Organizzazione del Levante Fronte Al Nusra. Nel drammatico video, gli esecutori dopo la recitazione della Fathia (la professione di fede islamica) emettono la sentenza. La donna viene definita “prostituta” per aver commesso il reato di adulterio. La vittima, fa sapere ancora la giornalista, è originaria di Marrat Msren, nella campagne di Idlib. Il filmato, risalente come detto al 2015, è diventato popolare per la prima volta quando è stato diffuso dagli attivisti del gruppo “Raqqa is being slaughtered silently”, che per anni ha denunciato la penetrazione progressiva dei qaedisti e poi di Daesh a Raqqa.

Leggi anche: Quelli che “coi talebani non si dialoga” ma in realtà lo fa già tutto il mondo. Compreso Draghi col dittatore Erdogan (di L. Telese)

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