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    I soldi del Recovery Fund rischiano di arrivare tra un anno, per questo all’Italia serve subito il Mes senza condizionalità

    Gli aiuti del Recovery Fund sono vincolati alle riforme e a Bruxelles la trattativa per il nuovo bilancio è arenata. Se tutto andasse liscio, l'Italia avrebbe i primi fondi nella seconda metà del 2021. Mentre il piano sul Mes è pronto e si farà: un prestito senza condizioni e a tasso zero indispensabile per fronteggiare l'epidemia e tenere in piedi la sanità in Italia

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 27 Set. 2020 alle 16:03

    È pronto da giugno ma è sotto scacco del Movimento Cinque Stelle che ne ha fatto una bandiera ideologica: parliamo del Mes e del piano su come utilizzare i fondi del prestito. Un prestito senza condizioni e a tasso zero indispensabile per fronteggiare l’epidemia e tenere in piedi la sanità, visto il ritardo con cui si prospetta arriveranno le risorse del Recovery Fund. I cui aiuti sono vincolati alle riforme e a Bruxelles la trattativa per il nuovo bilancio è arenata. Senza quell’accordo slitterà la partenza del Recovery. Se tutto andasse liscio, l’Italia avrebbe i primi fondi nella seconda metà del 2021. Se la trattativa sul bilancio si allungherà, il rischio è di arrivare all’autunno.

    Il piano del Mes vale più dei trentasei miliardi a disposizione dell’Italia: fra spese dirette e indirette per gestire l’emergenza pandemica i tecnici hanno individuato una lista che ne vale circa cinquanta. Il ministro Speranza ha più volte e accoratamente richiamato la necessità di accedere subito al Mes, ed era pronto, di concerto con Zingaretti, ad annunciare il suo progetto, avviando ufficialmente il round finale della partita. Ma è il premier Giuseppe Conte a frenare tutti: con i parlamentari del M5s in preda al caos post voto, sollevare la questione Mes potrebbe mettere a rischio la maggioranza e, dunque, la sua poltrona.

    Come spiega Alessandro Barbera su La Stampa, l’occasione per accedere immediatamente ai fondi del Mes esiste ed è frutto di una vicenda “surreale”: “il meccanismo per l’accesso al Mes è lo stesso utilizzato per i 27 miliardi del fondo Sure con cui pagheremo gran parte della cassa integrazione di quest’anno: poiché si tratta di prestito, l’Italia può decidere se usarlo per contabilizzare spese già effettuate oppure finanziarne di nuove. Una fonte di governo Pd che preferisce non essere citata spiega: ‘Non vedo alternative al Mes, ma non so ancora come confezioneremo il pacco’. Il pacco non sarebbe così difficile da gestire: è la fotocopia dello Sure, non prevede condizionalità (fanno fede due lettere della Commissione europea), permette di risparmiare 400 milioni di euro l’anno di interessi sul debito pubblico, perché finanziato con bond europei più sicuri dei nostri”.

    Leggi anche: Bonaccini: “Per il Mes sono pronto a mettere in discussione il governo”

    L’adesione al Mes è un tema esplosivo, lo sa bene Zingaretti e lo sa bene anche Luigi Di Maio che di suo – ricorda Barbera – avrebbe già detto sì. “Il suo timore è che alla prova del voto parlamentare la maggioranza venga meno, soprattutto al Senato. A quel punto diventerebbero decisivi gli oltre cinquanta senatori di Forza Italia. Non è uno scenario che alletta nessuno, ma potrebbe diventare un’opzione da valutare”.

    La ragione? Secondo Barbera, Gualtieri nel 2021 è costretto a contenere l’aumento del debito, quest’anno esploso al 160 per cento del Pil. L’aiuto europeo è la precondizione perché resti solvibile. Lo resterà solo fino a quanto la Banca di Francoforte sarà autorizzata a comprare a man bassa titoli italiani diversamente invenduti: a fine 2020 ne avrà comprati 220 miliardi, quasi la metà di quanti ne vengono collocati ogni anno.

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