Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:04
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cultura

“Senza le donne la Resistenza non sarebbe stata la stessa”: il WeWorld Festival celebra le partigiane dimenticate

Immagine di copertina
L’attrice Carmen Di Marzo in una scena del monologo “Il cuore inverso”. Per gentile concessione della produzione

Il 16 maggio Carmen Di Marzo porta sul palco di BASE Milano il monologo “Il Cuore Inverso”, storia di una staffetta partigiana tra le oltre cinquantamila che combatterono per la libertà dell’Italia. A seguire un dibattito a 80 anni dal primo voto delle donne “I diritti conquistati con tanti sacrifici sono fragili e vanno difesi giorno dopo giorno”, spiega l’attrice a TPI

La lotta quotidiana che coinvolge tutti i Paesi in cui si combatte la libertà e la discriminazione di genere è uno dei temi fondamentali su cui si basa la sedicesima edizione del WeWorld Festival, dal 15 al 17 maggio a BASE Milano, con il racconto in prima persona di contesti di guerra in cui le donne affrontano disuguaglianze amplificate tra diritti negati e vulnerabilità crescenti che hanno sempre al centro il corpo delle donne.
Il tema di quest’anno è: Unite e plurali meglio parlarne prima che mai – un invito a creare spazi di dialogo capaci di attraversare differenze: dai corpi alla maternità, dalla sessualità all’educazione affettiva, dall’indipendenza economica alle nuove maschilità, fino al contrasto alle disuguaglianze di genere. Tre giorni di talk, mostre, teatro, musica completamente gratuiti, per rimettere al centro dell’attenzione i diritti delle donne e delle nuove generazioni.

Un racconto di memoria, coraggio e libertà
Fra gli eventi più attesi (il 16 maggio ore 11.00 Room 2100) il monologo teatrale, “Il Cuore Inverso”diritti conquistati con tanti sacrifici sono fragili e vanno difesi giorno dopo giorno, scritto da Nando Vitali, diretto da Paolo Vanacore, prodotto da Nomade Film, in cui l’attrice e cantante napoletana Carmen Di Marzo, (vista ultimamente nella fiction Rai – Roberta Valente, notaio in Sorrento), veste i panni di Lauretta che a vent’anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre e dopo l’arresto e la morte della madre, aderisce a una brigata partigiana. Un monologo che dà voce alla giovane staffetta partigiana, intrecciando la sua storia a quella delle oltre 50mila donne protagoniste della Resistenza, troppo spesso dimenticate. Un racconto di memoria, coraggio e libertà, in cui la bicicletta diventa simbolo di pace e resistenza femminile. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Iole Mancini, ultima staffetta partigiana.
«Su oltre 50mila staffette partigiane, solo 37 sono state riconosciute con medaglie al valore – ci racconta Carmen Di Marzo – e non poteva esserci palcoscenico migliore del ​WeWorld Festival per mettere in scena Il Cuore Inverso. Perché, diciamolo, senza le donne la resistenza​ non sarebbe stata la stessa. Eppure vengono raccontate poco e male, mentre partigiani e partigiane hanno combattuto insieme per il bene comune, avevano fiducia l’uno nell’altro ​e insieme, sono arrivati​ a liberare l’Italia. Una libertà di cui stiamo godendo ancora oggi».

Il talk
Dopo lo spettacolo, il WeWorld Festival propone un talk: DAL VOTO AL POTERE: 80 ANNI DI CITTADINANZA DELLE DONNE Dal 1946 a oggi: diritti conquistati, diritti da difendere.
 «È importante che ci sia questo dibattito dopo lo spettacolo – ci dice Carmen Di Marzo – Perché i diritti che abbiamo conquistato ​con tanti sacrifici sono fragili e vanno difesi giorno dopo giorno. Ancora oggi una donna politica​, una donna ​medico, ingegnere, subisce un certo ​pregiudizio, c’è chi non si fida. C’è tanta discriminazione. E questo​ minaccia costantemente i diritti conquistati. Tutto questo si combatte con l’attivismo, smettendo di girarsi dall’altra parte.  Sono importanti ​gli spettacoli che possano parlare ai giovani, le canzoni, gli incontri​, ma soprattutto riempire le piazze e non stancarsi mai di gridare la nostra opinione​, perché la lotta di una sono le lotte di tutte».

Ti potrebbe interessare
Cultura / Biennale d’Arte 2026: Tra Potere, Memoria e Corpi Ribelli
Cultura / Un libro di corsa: La figlia preferita
Cultura / La lezioni di Noam Chomsky e la scelta di resistere
Ti potrebbe interessare
Cultura / Biennale d’Arte 2026: Tra Potere, Memoria e Corpi Ribelli
Cultura / Un libro di corsa: La figlia preferita
Cultura / La lezioni di Noam Chomsky e la scelta di resistere
Cultura / “L’assenza è il modo più brutale di comunicare”: la scrittrice brasiliana Aline Bei si racconta a TPI
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cultura / Trent’anni di valori: il Premio Internazionale Fair Play Menarini annuncia l’edizione 2026
Cultura / We Rise by Lifting Others: una nuova installazione di Marinella Senatore presso la Casa di The Human Safety Net a Venezia
Cultura / Dai tesori di Caserta alle meraviglie di Napoli: un viaggio nell’arte senza tempo
Cultura / Sul corpo delle donne: al festival WeWorld di Milano si torna a parlare di una parità che ancora non c’è
Cultura / Ecco “Pensare Blu – Dal pensiero critico al problem solving”, il libro controcorrente di Roberto Basso