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Home » Cultura

I detenuti del carcere di Rebibbia protagonisti dello spettacolo “Coraggio senza confini – Voci oltre il buio”

Immagine di copertina

In occasione del 75esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nove detenuti del carcere di Rebibbia sono stati coinvolti nello spettacolo teatrale “Coraggio senza confini – Voci oltre il buio”.

La rappresentazione è stata organizzata dall’associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia, presieduta da Stefano Lucchini ed è andata in scena nel Teatro Casa Circondariale Roma Rebibbia N.C, “Raffaele Cinotti”. Nell’opera interpretata dal libro Speak Truth to Power” scritto da Kerry Kennedy, l’autrice racconta storie di uomini e donne testimoni di violenze e sopraffazioni ma che hanno trovato il coraggio di reagire e di raccontarle. Nello spettacolo l’essere umano è rappresentato come una incarnazione mitica che con le sue parole ricorda costantemente contro cosa lottano i difensori.
All’inizio della commedia egli viene subito individuato come un personaggio pericoloso, nel senso che è in grado di far del male anche fisicamente, un’entità che è sempre in agguato all’interno dello Stato e della Società ed è pronta a passare all’azione, ma, visto che i difensori stessi dimostrano di non lasciarsi fermare dalle intimidazioni, l’Uomo diventa qualcosa di più perverso e dilagante e in un certo senso più familiare sia per coloro che stanno sulla scena sia per chi li guarda: diventa quel genere di energia di cui sono fatte l’apatia e l’indifferenza, ossia i peggiori nemici nella lotta per un mondo migliore.

Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari che ha assistito allo spettacolo ha dichiarato: “Cultura e lavoro in carcere non sono un premio per i detenuti, ma un investimento in sicurezza per il Paese. Fare rieducazione oggi significa avere meno spaccio, furti e rapine domani. Il sistema dell’esecuzione penale presenta tre gravi criticità: suicidi, aggressioni e un consistente tasso di recidiva. Il Ministero della Giustizia è impegnato per risolverle. Contare sulla collaborazione di soggetti come la Fondazione Kennedy, che ringrazio, agevola un compito fondamentale quanto gravoso”.

“La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo è stata una grande conquista che è doveroso ricordare ma soprattutto applicare. È per questo che siamo particolarmente orgogliosi, in un anniversario così importante, di aver promosso uno spettacolo davvero unico realizzato grazie all’impegno appassionato di persone che, attraverso il teatro, trovano una via per il proprio riscatto – ha affermato Stefano Lucchini, Presidente dell’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia – Lo spettacolo messo in scena a Rebibbia è una bellissima dimostrazione dell’importanza della sinergia tra istituzioni e Terzo Settore che porta molto spesso a risultati straordinari. Un ringraziamento particolare alla direttrice Santoro che abbiamo premiato per le straordinarie attività condotte all’interno della casa circondariale di Rebibbia”.

Hanno assistito alla rappresentazione anche Federico Moro, Segretario Generale Robert F. Kennedy Human Rights Italia; Rosella Santoro Direttrice della Casa Circondariale di Rebibbia, Carolina Rocha Barreto, Human Rights Education Specialist dell’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia.

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