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    “Mi ha fatto una battuta sul basket, poi ha iniziato a sparare”: una poliziotta racconta la sparatoria di Trieste

    Foto da archivio Ansa. Credit: ANSA / Andrea Pierini
    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 5 Ott. 2019 alle 10:51

    Una poliziotta di Trieste ha raccontato al Corriere della Sera i terribili attimi della sparatoria avvenuta ieri, venerdì 4 ottobre, negli uffici della Questura, in cui hanno perso la vita due giovani agenti.

    A perdere la vita Pierluigi Rotta, 34enne agente scelto di Pozzuoli, in provincia di Napoli, e Matteo Demenego, 30 anni, agente scelto di Velletri, in provincia di Roma.

    I due agenti sono stati uccisi da Alejandro Augusto Stephan Meran, 29enne originario della Repubblica Dominicana affetto da disturbi psichici. L’uomo era stato arrestato per il furto di uno scooter e, una volta giunto in Questura, è riuscito a sottrarre la pistola a un agente, prima di iniziare a sparare.

    “Non avevano il correggiolo, nessuno dei due”, racconta la poliziotta parlando dei due colleghi uccisi. La donna fornisce la sua ricostruzione dell’accaduto, a partire dal momento in cui Meran arriva in Questura, accompagnato dal fratello maggiore che lo ha convinto ad autodenunciarsi. Uno dei due agenti aspetta con i due fratelli in auto.

    “Io e il collega ridiamo perché quello che poi ha sparato mi aveva fatto una battuta sul fatto di fare basket, perché era bassino come me”, ricorda la poliziotta.

    Di seguito la sua ricostruzione dei momenti successivi. “Loro entrano in Questura. Io entro e, come apro il portone, sento un colpo sordo, attutito però dal rumore di questo portone massiccio di legno”. “La piantona mi guarda e non dice niente. Vedo un collega dell’ufficio armi che scende dalle scale e grida: ‘Dove sono?’. E io: ‘Sono dentro l’ufficio Volanti’. Il collega mi dice: ‘Si sono sparati'”.

    “Vado con lui, lui corre: io non lo vedo perché c’è un piccolo angolo. Mi fa: ‘Corri corri’. Uno dei due aveva una pistola in mano e ha cominciato a sparare dappertutto, c’erano vetri e calcinacci dappertutto: io sono scappata via, lui è uscito c’è stato un conflitto a fuoco. Un collega nell’atrio gli ha sparato. Nonostante sia stato colpito, questo a ha continuato ed è uscito. Fuori dalla Questura ha incontrato una Panda della Mobile e ha sparato ad altezza uomo”.

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