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    Saman Abbas, la sua voce nell’audio al fidanzato: “Ho sentito che dicono uccidiamola”

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 10 Giu. 2021 alle 12:34

    “Ho sentito che dicono ‘uccidiamola’, una cosa del genere”. A parlare in un messaggio audio registrato e inviato al fidanzato è Saman Abbas, la 18enne di origine pakistana scomparsa a Novellara (Reggio Emilia) che secondo gli inquirenti è stata uccisa da alcuni parenti dopo aver rifiutato un matrimonio combinato in Pakistan.

    “Mia madre mi ha detto: non parliamo di te, ma di una ragazza che è scappata in Pakistan”, dice la voce di Saman nel messaggio vocale, che è stato trasmesso dalla trasmissione Chi l’ha visto di Rai3. “Non so cosa succederà… lasciamo fare al destino”, aggiunge la 18enne.

    Saman Abbas ha inviato questi messaggi al fidanzato, un connazionale che vive in Italia da molti anni ma che i genitori di lei non accettavano. Il ragazzo, intervistato dai giornalisti della trasmissione di Federica Sciarelli, ha rivelato: “Il padre mi aveva spiegato che Saman doveva sposare un altro uomo, più grande di lei. Continua a minacciarmi anche dal Pakistan, inviandomi messaggi su Instagram”, e ha aggiunto: “I miei familiari in Pakistan sono stati minacciati dai loro familiari. Hanno detto: ‘O li fate lasciare, o vi ammazziamo’”.

    Il ragazzo ha confermato i timori di Saman, che poco prima di scomparire gli aveva detto: “Se tra due giorni non avrai ancora notizie di me, vai dalla polizia o dai carabinieri”. “Il 4 maggio”, prosegue il giovane, “sono andato dai carabinieri, ma loro mi hanno detto: ‘Tutto a posto, Saman sta bene, torna a casa’. Avevo spiegato la situazione, ma niente. A quel punto ho mandato un messaggio all’avvocato della comunità che si occupava di Saman a Bologna”.

    Il padre e la madre di Saman – Shabbar, 46 anni, e Nazia Shaheen, 47 anni – sono rientrati improvvisamente in Pakistan i primi di maggio, come risulta dalle liste d’imbarco a Malpensa, dove invece non figura il nome della ragazza. I due sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio premeditato, insieme a uno zio e a due cugini della ragazza.

    Uno dei cugini, Ikram Ijaz, è stato consegnato ieri alle autorità italiane a Ventimiglia, dopo essere stato arrestato in Francia, mentre cercava di raggiungere alcuni parenti in Spagna. I magistrati lo interrogheranno e sperano di avere informazioni sul luogo preciso dove sarebbe stato nascosto il cadavere della ragazza.

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