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    Coronavirus: ecco quante persone hanno violato la quarantena a Codogno (e dove sono adesso)

    Il confine della zona rossa Credits: Ansa

    Prima la fuga dei ragazzi Campani, adesso il cittadino fiorentino. Ecco chi è scappato dal focolaio più pericoloso d'Italia

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 27 Feb. 2020 alle 12:42 Aggiornato il 27 Feb. 2020 alle 12:44

     

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    Coronavirus Codogno, sei persone hanno violato la zona rossa

    Il Coronavirus è diventato un problema a Codogno, focolaio nel Lodigiano, e molte persone hanno tentato di evadere dalla zona rossa: sei in totale ci sono riuscite finora.

    Qualcuno è addirittura in fuga dal virus fino a Firenze. O attraverso i campi per andare dalla fidanzata. Subito ripescati, rispediti oltre la linea di quarantena e denunciati. Sono i tentativi di fuga che alcuni lodigiani hanno provato negli ultimi giorni per sfuggire all’ isolamento della quarantena.

    Il caso del fuggitivo verso Firenze

    Il caso più eclatante è avvenuto ieri durante un controllo di una pattuglia dei carabinieri a Firenze. Dai documenti dell’uomo è subito balzato all’occhio il luogo di nascita e di residenza: Codogno, la città simbolo del contagio attraverso cui il Coronavirus è entrato in Italia penetrando in tutta Lombardia e della zona rossa che racchiude dieci comuni del Basso Lodigiano, focolaio del Covid-19.

    Da domenica scorsa è praticamente impossibile uscire o entrare se non attraverso uno dei 35 checkpoint controllati da 400 agenti delle forze dell’ordine e da ieri anche dell’esercito. I militari fiorentini hanno perciò chiesto spiegazioni all’uomo, che non avrebbe dovuto certo trovarsi lì, ma nella sua città. Lui ha accampato qualche scusa, poi ha tirato fuori un foglio con un’ autorizzazione a uscire dalla zona rossa per “gravi motivi sanitari”.

    Lo aspettavano in uno degli ospedali della zona (forse in quello di Lodi) per un esame, invece ha pensato bene di arrivare fino a Firenze, probabilmente a casa di un amico, per sfuggire ai quindici giorni di isolamento. Mettendo ulteriormente a rischio anche la sicurezza di una regione, la Toscana, in cui già sono quattro i casi di positività al tampone.

    La prefettura di Lodi lo ha riportato all’interno della zona rossa e sta continuando l’operazione di controllo degli altri casi di “evasione”.

    La folle idea dei ragazzi Irpini

    Anche quattro irpini hanno tentati di fuggire da Codogno. Due fratelli originari di Lauro – provincia di Avellino – e residenti a Codogno, in provincia di Lodi, dove è stato individuato un focolaio di Coronavirus, sono scappati dal comune lodigiano per tornare in famiglia.

    Domenica 23 febbraio, invece, un 27enne originario di Montefusco, in provincia di Avellino, e cameriere a Codogno, era scappato dal comune lodigiano per paura del contagio.

    I ragazzi campani si trovano a casa nella loro Regione, in quarantena e sotto controllo.

    L’infermiera entrata in contatto con il paziente uno

    L’infermiera, dopo aver messo la flebo e l’ossigeno a Codogno al paziente 1, è uscita violando la quarantena ed è andata all’ospedale di Lodi dove si è fatta fare il tampone.

    “Sono a casa in quarantena da ieri, perché mi trovavo in servizio nel reparto di Medicina generale, all’ospedale di Codogno, a contatto con il cosiddetto paziente 1, che ora è ricoverato a Pavia, ma non mi è ancora stato fatto il tampone di controllo. A me come ad altre colleghe. Le sembra normale?”. Lo sfogo della signora, che accetta di parlare con TPI (un’infermiera che preferisce non rivelare il suo nome), è piuttosto accorato.

    Coronavirus Codogno, cosa succede ora

    Per tutti i fuggitivi è scattata una denuncia per “violazione dei provvedimenti dell’autorità per motivi di pubblica sicurezza”. Mentre 47mila cittadini di Codogno sopportano le condizioni della quarantena forzata.

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