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    Carabiniere ucciso, l’avvocato di Elder: “Dubbi sulla ricostruzione della dinamica”

    Il vicebrigadiere Cerciello Rega e Finnegan Lee Elder

    Parla il legale del giovane americano che ha confessato l'omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 31 Lug. 2019 alle 21:38 Aggiornato il 1 Ago. 2019 alle 07:58

    La difesa di Finnegan Lee Elder, il giovane americano che ha confessato di aver ucciso a Roma il carabiniere Mario Cerciello Rega, nutre dei dubbi sulla dinamica dei fatti raccontata dagli inquirenti nel corso della conferenza stampa di ieri, martedì 30 luglio.

    “Abbiamo assunto la difesa da 12 ore e stiamo cercando di ricostruire tutti i passaggi di una vicenda che presenta ancora aspetti poco chiari”, spiega all’agenzia di stampa Ansa l’avvocato Renato Borzone, uno dei legali di Elder. “In particolare mi riferisco alla dinamica dei fatti, nella fase finale, quella con la colluttazione che non mi risulta sia quella rappresentata dalle fonti investigative”

    Le parole del legale sembrano indirizzate in particolare contro la ricostruzione fornita durante la conferenza stampa dal comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Gargaro. Nel ripercorrere i fatti della notte dell’omicidio (quella tra giovedì 25 e venerdì 26 luglio), Gargaro aveva riassunto così i momenti del contatto tra il carabiniere Cerciello Rega e il collega Andrea Varriale, da un lato, e i due giovani americani che sono poi stati arrestati (oltre a Elder, è finito in manette l’amico Christian Gabriel Natale Hjorth), dall’altro: “Una volta che si sono qualificati come carabinieri, Cerciello e Varriale sono stati immediatamente aggrediti. C’erano quattro pattuglie nei paraggi, ma non dovevano essere visibili per non pregiudicare l’operazione. Non c’è stata possibilità di usare le armi e non c’è stato il tempo di reagire. Varriale non poteva sparare a un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe diventato anche lui indagato” [la ricostruzione dei fatti di quella notte, minuto per minuto].

    Una volta arrestato, Elder ha confessato di aver accoltellato a morte il vicebrigadiere Cerciello Rega. Ma il suo avvocato non sembra convinto del modo in cui sono stati ricostruiti gli attimi della colluttazione tra il giovane e il carabiniere.

    “Elder è costernato per l’accaduto e, così come la sua famiglia, ha espresso la propria vicinanza a quella del vicebrigadiere Cerciello Rega”, sottolinea Borzone. “Questa difesa ha cominciato a lavorare e chiede rispetto in ordine alla figura di Elder che non ha alcun precedente penale, neppure negli Stati Uniti, e non è affatto un soggetto violento”.

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